“La recinzione la paghiamo noi”. Esposto formale al Prefetto di Siracusa e per conoscenza al Sindaco di Augusta e all’Agenzia del Demanio di Catania in cui si contestano le ordinanze con l’interdizione assoluta di tutta l’area
La Civetta di Minerva, 27 aprile 2018
Come è noto l’Associazione Hangar Team di Augusta ha come scopo sociale principale la cura, la valorizzazione, la ricerca storica e culturale dell’Hangar per Dirigibili di Augusta e del complesso monumentale denominato Aeroscalo per dirigibili di Augusta. Nel passato tale scopo sociale portò a valorizzare e rendere fruibile alla popolazione l’area intorno all’Hangar che divenne per moltissimi cittadini, specie quelli meno abbienti, il naturale polmone verde di cui usufruire in assenza di interventi di riqualificazione della villa comunale abbandonata da tempo ad una decadenza che sembra senza ritorno.
L’intero comprensorio, tranne alcune propaggini in uso alla Marina e all’autorità portuale, fu gestito dall’associazione per parecchi anni con grande soddisfazione della popolazione e con il fine di richiamare l’attenzione delle Autorità ad una sua valorizzazione, attività che oltre a registrare l’attenzione dell’Europa, dell’Università di Firenze e di alcuni studiosi giapponesi, portò l’amministrazione Carrubba ad intraprendere un percorso che avrebbe potuto condurre al consolidamento e al riutilizzo dell’area in maniera più adeguata alle esigenze della città.
Poi, alcune incertezze, qualche distrazione e alcuni colpevoli tentennamenti; si fermò tutto fino all’arrivo della commissione prefettizia che complicò le cose, ad essa subentrò l’attuale amministrazione che ritenne di dover riconsegnare al demanio il bene dopo avere, con varie perizie quantomeno controverse negli esiti che comportarono, disposto l’interdizione dell’intera area del parco per motivi di sicurezza .Seguirono polemiche varie e mentre si polemizzava e si dava fiato alle chiacchiere, qualcuno ritenne di poter operare ugualmente determinando il taglio indiscriminato di una grande parte degli alberi presenti nella zona, fatto che era già avvenuto anche precedentemente con il corollario di un grave incidente sul lavoro con morto e di cui ancora non si conoscono gli esiti processuali, posto che per entrambe le vicende furono prodotti esposti e denunce.
Come accade spesso in queste faccende che interessano la collettività e, dalle nostre parti, quindi, nessuno, tutto è stato avvolto in un silenzio assordante. I soliti protestatori seriali non si sentono più né si sentono i neofiti difensori d’ufficio della cosa pubblica, a cui sembra il problema non interessi più di tanto.
Passato inutilmente tanto tempo e visto che non si muove foglia l’associazione ha deciso di muovere le acque producendo un circostanziato e documentato esposto formale al Prefetto di Siracusa e per conoscenza al Sindaco di Augusta e all’Agenzia del Demanio di Catania. L’esposto, in concreto, contesta le ordinanze sindacali n. 14 del 25 marzo 2016 e n. 30 del 26 maggio 2017 con la quale veniva disposta l’interdizione assoluta di tutta l’area che costituisce il “Parco Hangar Dirigibili di Augusta” ed è finalizzato all’annullamento o alla riformulazione del provvedimento sindacale di inagibilità dell’intera area per riaprirla alla collettività e poter investire i fondi del 5 per mille che l’associazione annualmente raccoglie per questa finalità.
L’associazione nell’esposto ha eccepito l’eccesso di potere per mancanza assoluta della dovuta istruttoria nonché lo sviamento di potere e l’assenza di motivazione, oltre che la mancanza di limiti spaziali e temporali del provvedimento medesimo. L’assunto da cui parte l’esposto è che le ordinanze impugnate partono da un presunto e non dimostrato pericolo di crollo dell’Hangar, pericolo invece desunto da una generica e sommaria relazione eseguita dai VV.FF di Siracusa il 3/3/2016 e per di più male interpretando le indicazioni ivi espresse.
Anche l’ing. G. Chiovetta, il 23/09/2014, all’uopo incaricato dal Comune per esprimere un giudizio sulla fruibilità dell’ex Hangar per dirigibili, così conclude: “Si consiglia di proseguire nel divieto di fruizione di tutti gli immobili ricadenti nell’area dell’ex Hangar, estendendo tale divieto alle aree immediatamente limitrofe agli stessi“; allorchè i Vigili del Fuoco propongono di interdire l’area dell’ex Idroscalo, intendono riferirsi alle aree immediatamente vicine agli edifici e non certo a tutta l’area dell’ex Idroscalo che è pari a circa 32 ettari e comprendente dunque anche la ferrovia e le aree del porto commerciale. Anche una relazione del responsabile dell’Ufficio Tecnico del Comune, con nota del 25 settembre 2014, prot.54547, consiglia di estendere il divieto per trenta metri dall’Hangar in modo da comprendere anche gli edifici minori.
Il Sindaco, ignorando il parere del progettista e del suo stesso Ufficio Tecnico, emette, invece, una ordinanza – a parere degli esponenti – abnorme frutto della mancata conoscenza dei luoghi e delle piante catastali, ma che dimostra l’assoluta mancanza di una adeguata istruttoria essenziale per provvedimenti di tal fatta. Che dovrebbero essere limitati nel tempo.
Quasi comica l’osservazione contenuta nell’esposto che fa osservare che l’Hangar confina dal lato nord con la provinciale ex 193 dalla quale dista circa venti metri, la quale è attualmente soggetta ad un uso pubblico costante ed aperta al transito, evidenziando, quindi, un provvedimento contraddittorio e irrazionale.
Nell’esposto si evidenzia infine che, colmo dei colmi, nel marzo 2017 si è proceduto al taglio di un centinaio di alberi proprio nelle adiacenze dell’Hangar utilizzando, per la movimentazione ed il transito dei mezzi adibiti al trasporto della legna tagliata, proprio l’ingresso che è posto immediatamente dietro il monumento e la strada interna che lo costeggia.
Come corollario, infine, l’esposto evidenzia la presunta illegittimità degli atti emessi dal Sindaco stante la mancata notifica al Prefetto delle suddette ordinanze come dispone l’art. 54 del D.lgs n. 267 del 2000, agendo in qualità di Ufficiale del Governo.
L’iniziativa dell’associazione ambientalista tende anche a ricordare che, come stabilito dall’art. 102 del Codice Dei Beni Culturali, è un obbligo giuridico rendere fruibile il Parco in questione , fruibilità che è gravemente pregiudicata dall’esistenza delle contestate ordinanze. L’esposto conclude offrendo la propria disponibilità a realizzare a proprie spese la recinzione intorno agli edifici, alla distanza che sarà ritenuta congrua e sicura, a titolo di puro mecenatismo .
Adesso la palla passa al Prefetto. Vedremo se, finalmente, questa storia infinita che nega alla città un suo patrimonio potrà trovare soluzione.

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