Mail a SiracusaNews: “O smentite o chiederemo un milione”

Sull’autorizzazione commerciale a Open Land. Farina e Luca Signorelli: “Decidemmo di andare avanti”. “Quando scrivemmo dell’interesse di altre procure per i personaggi vicini al centro commerciale, fummo chiamati in Tribunale…”

 

La Civetta di Minerva, 16 marzo 2018

Sono 2 milioni e 300 mila i lettori che ogni mese si collegano a Siracusanews. Un giornale on line che da dieci anni racconta le vicende della provincia. Oggi il giornale si è dotato di redazioni nelle altre città della nostra provincia. Abbiamo voluto incontrare gli artefici di questo successo editoriale, che da un anno e mezzo ha di fatto cambiato pelle al giornale.

Ne parliamo in un’intervista collegiale con l’editore e direttore responsabile, Giangiacomo Farina, con Luca Signorelli, capo redattore, e con Giulio Perotti valentissimo redattore. Un dammuso di Ortigia finemente arredato ci accoglie in un’ambientazione, smart, come usa dire oggi. Informali ma attentissimi alle regole giornalistiche, i nostri tre giornalisti, hanno fatto una scelta di campo coraggiosissima. Farina ha avuto la forza e la lungimiranza di aspettare che la comunicazione in rete divenisse matura. Sicuramente dieci anni fa non immaginavamo di poter usare gli smartphone come adesso. Oggi la grande forza del giornale on line è la fine di ogni limite territoriale. Se per ogni testata giornalistica la raccolta pubblicitaria è condizione prioritaria, soprattutto per quelle cartacee, per un giornale on line con una mole di lettori come il “piccolo” Siracusanews, gli sponsor non sono assolutamente legati al territorio.

Sicuramente per quanto la linea editoriale di un organo di stampa possa dirsi indifferente all’economia di sistema, è motivo di grande indipendenza potersi liberare dai condizionamenti economici del territorio. I giornali che non si sono piegati a logiche spartitorie di prebende economico-politiche fanno i salti mortali per poter continuare ad essere presenti nelle edicole.

Dicevamo che Siracusanews ha cambiato pelle. Da giornale di cronaca quotidiana, ha assunto un ruolo di prima pagina da quando ha iniziato ad occuparsi di Open Land.

Che cosa è accaduto da indurvi a dare una svolta tanto tangibile nella vostra attività?

FARINA: abbiamo iniziato in sordina dieci anni fa. Avevamo veramente pochi lettori. Più mi ostinavo a crederci, più i primi momenti erano difficili. Io vengo da ingegneria informatica; mi definisco un nerd, appassionato oltre ogni limite. Intanto l’incontro con Luca Signorelli ha segnato un primo switch, una prima deviazione della semplice diffusione di notizie, così come ci giungevano dai canali informativi. Dapprima un articolo al giorno, poi due, tre, ed infine Luca si occupa di questa prima trasformazione.

Luca, tu che ne pensi?

Io dico che senza il coraggio e la capacità di Giangiacomo Farina, noi saremmo ancora a diffondere cronaca locale. Assieme a Giulio Perotti, ad un certo punto ci accorgemmo che le notizie apparentemente slegate tra di loro e comunque riconducibili sempre all’Open Land di Siracusa, portavano ad un comune denominatore: avvocato Amara. Non c’era verso. Giorno dopo giorno come dei cerchi concentrici uscivano gli stessi nomi: Calafiore, Musco, Amara, e Open Land. Tuttavia c’era qualcosa di nuovo. Mentre Veleni in Procura, seguita come non mai dalla Civetta, restava allora circoscritta al territorio siracusano, improvvisamente qui si valicano i confini della provincia: Messina, Roma e Milano entrano nella partita Open Land, non per l’importanza in essere del centro commerciale, quanto piuttosto per gli attori che prepotentemente battono il proscenio.

Quando scriviamo di quest’estensione di indagini con ben tre procure interessate, veniamo chiamati dalla Procura di Siracusa che sembrerebbe non sapere del coinvolgimento di altre procure italiane. A questo punto è chiaro che abbiamo realizzato il puzzle. Dopo un articolo su Open Land, con una mail ci giunge allora un’intimazione di richiesta preliminare di un milione di euro di risarcimento per aver descritto la condizione di assenza di autorizzazioni commerciali di cui Open Land vantava il possesso. Quell’autorizzazione poteva essere concessa soltanto dopo la conferenza dei servizi. Fummo allora accusati dai legali di falso e fu chiesta la correzione di quanto avevamo pubblicato, pena il milione di euro. Qui assieme a Giulio Perotti e Giangiacomo Farina, nonché il nostro avvocato, cui giungono tutti i nostri pezzi “sensibili”, decidemmo di andare avanti. La notizia era vera. Il Tar decise di concedere l’apertura del centro commerciale, non perché in possesso dei requisiti di legge, ma per le gravi ripercussioni economiche sul versante occupazionale e contrattuale, nei confronti delle aziende, anche di caratura internazionale, che avevano sottoscritto accordi blindati con Open Land.

Seguono allora attacchi personali su Facebook e in conferenze stampa, dedicate ai presunti complici del sindaco Garozzo, che in combutta con giornalisti e avvocati avrebbero sostenuto campagne di diffamazione comunque riconducibili al Sistema Siracusa. La storia ad oggi ci ha dato ragione, vi sono le intercettazioni telefoniche, le microspie ambientali all’interno degli uffici del Dr. Longo, le vacanze di Pm e avvocati, le sim coi nomignoli più fantasiosi, non ci resta che aspettare il seguito di questa tragicommedia.

Lasciamo i nostri al loro lavoro con un senso di gratitudine. Sono giovani, hanno ideali ben solidi e tanta voglia di scommettersi ogni giorno. Sicuramente il malaffare ci sarà sempre, ma il lavoro dei giornalisti non è perseguirlo, è raccontarlo, con coraggio e sacrificio.

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