“Il sistema telematico INPS, malfunzionante, scatena conflitti”

Interrogazione parlamentare dell’on. Sofia Amoddio.All’assenza di efficienza si aggiunge la beffa di costi esorbitanti: nel triennio +74.3 milioni”

 

La Civetta di Minerva, 15 dicembre 2017

Dal 2010, da quando gli si è dato concretezza la prima volta con il decreto legge 78/2010 «Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività» (art 38) fino al termine del percorso, 31 luglio 2012 per l’Inps, e ancora fino ad oggi, dopo 5 anni di vita, tutti i governi ne hanno celebrato la modernità, il suo essere indispensabile tappa del progresso dell’era tecnologica. Vari i termini: efficientizzazione del sistema amministrativo, dematerializzazione (cioè eliminazione delle pratiche in cartaceo), sburocratizzazione (semplificazione delle procedure d’ufficio), tutti poi per lo più convergenti verso l’osannata esternalizzazione, hanno privato l’utente, il cittadino, del rapporto diretto, personale, con una persona fisica, competente, a cui porre dubbi e chiedere aiuto nella ricerca della soluzione più conveniente di volta in volta, per offrirgli o l’approccio, non per tutti facile, dell’iter telematico o il ricorso ai patronati, con ulteriori costi a suo carico.

In realtà un escamotage per ridurre il personale, in particolare quello ritenuto meno produttivo perché assegnato appunto a mere funzioni di assistenza e consulenza, ritenute evidentemente inutili. Nell’esperienza di ciascuno ci sono i minuti interminabili nell’attesa che qualcuno del call center risponda, la sgradevole percezione dell’incompetenza dell’operatore (per lo più dei Pesi dell’est Europa, i nuovi schiavi della modernità), le attese deluse e il senso di frustrazione davanti a strumenti che annullano il rapporto diretto. Ma i veri problemi, quelli che possono avere risvolti drammatici perché privano delle risorse economiche, sono il fuori uso dei sistemi telematici, come quelli che da luglio di quest’anno interessano, non solo a Siracusa bensì in tutta Italia, l’Inps.

Lo slogan del vecchio battage pubblicitario, “L’Inps elimina le code agli sportelli”, si trasforma così da promessa di maggiore efficienza a incubo reale, eliminazione del servizio e baratro per i cittadini. Un disservizio ormai cronico, il rallentamento delle attività lavorative e l’accumulo di pratiche da esitare che vengono denunciati in parlamento con un’interrogazione della deputata del PD Sofia Amoddio – “L’utenza ha il diritto di usufruire di un servizio capace di garantire prestazioni sociali certe ed in tempi rapidi, ma questo obiettivo, centrale nella funzione di un servizio pubblico, non viene raggiunto. I continui malfunzionamenti del sistema telematico non permettono di garantire risposte adeguate all’alta domanda di prestazioni sociali e comportano pesanti ricadute negative su produttività e qualità. Questa situazione, oltre a logorare il lavoro dei dipendenti dell’Ente, rischia di sfociare in una vera e propria problematica di ordine pubblico con reazioni quotidiane critiche e conflittuali sia tra gli utenti che tra gli operatori ” – per chiedere al ministro competente come intenda intervenire per porre fine ai continui blocchi e disservizi del sistema telematico e quali risposte si intendano dare agli utenti e ai dipendenti dell’Ente. 

Se ancora ce ne fosse bisogno, e come ormai emerge anche da studi recenti, la dimostrazione che l’orribile neologismo ‘esternalizzare’ non si coniuga con il diritto degli utenti a un efficiente servizio della pubblica amministrazione con in più la beffa di costi esorbitanti ingiustificati: un incremento del 135 per cento nel bilancio pluriennale 2014/2016 come denunciato dalla stessa Corte dei Conti. Tradotto in euro 74,3 milioni. In realtà autorevoli inchieste giornalistiche, scaturite dal semplice dato di un aumento di spese per il comparto informatico da 185 a 500 mln di euro nel quinquennio 2006-2011, hanno evidenziato le “storture”, tutte italiane, degli appalti per i servizi informatici dell’istituto di previdenza. Cointeressi tra sindacati e società finanziarie che hanno ricevuto commesse e appalti dallo Stato, confusione tra controllati e controllori, appalti di notevole entità aggiudicati alle più importanti società dell’informatica: il solito caso/caos italiano al quale però le nostre coscienze ancora non si sono assuefatte.

Da leggere

SERIE D, ESORDIO VINCENTE E CONVINCENTE DEL SIRACUSA

Tribuna Centrale non praticabile, quindi tutti in quella Laterale, pochi i tifosi in Gradinata, Curva …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti