Il C.V. Attilio Montalto: “Notizia non veritiera”, dato che “la materia cade proprio nella competenza di questa Autorità”. Per legge “niente deroghe al conferimento dei residui di scarico”
La Civetta di Minerva, 15 dicembre 2017
Egregio Direttore, in riferimento all’articolo pubblicato in data 01 dicembre 2017, sul Suo giornale “La Civetta di Minerva“, a pagina 18, a firma di Giambattista Totis, sono state diffuse notizie sbagliate, che ledono la dignità del lavoro di questa Autorità Marittima laddove si legge: “Una strana Ordinanza è stata emessa dal Comandante della Capitaneria di porto prima del suo avvicendamento”… E si contesta all’ordinanza 41/2017 la sua validità, poiché dice: “…in assenza di un provvedimento normativo e in assenza di novità in merito, perché si sia sentita l’esigenza, qualche giorno prima dell’avvicendamento nel comando della capitaneria, di emettere un provvedimento che, di fatto, obbliga le navi a scaricare i rifiuti “residui del carico”, ossia le acque di lavaggio nel caso delle petroliere e chemichiere, prima della partenza dal porto”.
Secondo la norma di deontologia professionale (art. 8, L. 47/1948) si chiede rettifica a norma di legge, poiché è stata pubblicata una notizia non veritiera e altamente disinformativa, considerata la circostanza che trattasi di materia che cade proprio nella competenza di questa Autorità (art. 81 del Codice della Navigazione, art. 59 del Regolamento di Esecuzione del C.N.; Decreto Legislativo 182 datato 24/06/2003 “Attuazione della Direttiva 2000/59/CE, relativa agli impianti portuali di raccolta per i rifiuti prodotti dalle navi ed i residui del carico”; Circolare n.2 RAM 2009, prot. RAM/4415/2/2009 del 11/02/2008 del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare) e che non ha dunque bisogno, per essere normata, come invece si legge nell’articolo, di ulteriori interventi del legislatore/norme ordinarie.
La normativa vigente, peraltro, non consente deroghe al conferimento dei residui del carico delle navi, qualora esistano reception facilities in grado di ricevere le stesse nei porti di approdo, come nel caso specifico del porto di Augusta.
In ultima analisi, laddove si paventi che “non sarebbe inopportuno un intervento dell’Autorità di sistema portuale per mettere le cose a posto”, occorre precisare che l’Autorità Marittima non entra nel merito delle tariffe, le quali, invece, sono approvate proprio dall’Autorità portuale.
Certi che la disinformazione operata dall’articolo non fosse un atto volontario, teso a delegittimare codesta Autorità, ma una semplice non conoscenza dell’autore – a cui non si richiede una competenza specifica in legge, per scrivere l’articolo – si tiene a ricordare – ora e per il prosieguo dell’attività che verrà posta in essere – che codesta Autorità opera con gli strumenti ordinari conferiteli per l’esercizio delle sue funzioni (le Ordinanze), per la gestione della cosa pubblica in ambito portuale, proprio in virtù delle competenze giuridiche in senso lato e per materia specifica, del personale addetto.
Si rammenta che laddove si volesse invece delegittimare l’operato doveroso della Capitaneria di Porto, si incorrerebbe nella violazione sancita dagli artt. 595 e ss. Cp., con l’aggravante di essere tesa a colpire un’autorità nell’esercizio delle sue funzioni.
IL COMANDANTE
C.V.(CP) Attilio MONTALTO
“Nessun intento di delegittimare l’operato della Capitaneria”
Franco Oddo, direttore della Civetta: l’articolo ha solo manifestato il timore che le grandi navi, costrette a scaricare anche minime quantità delle acque di lavaggio, preferiscano rifornirsi a Malta. Diritto/dovere della stampa
La Civetta di Minerva,
Egregio Comandante, una cosa è certa: non c’è, non c’è stata alcuna “volontà di delegittimare l’operato doveroso della Capitaneria di Porto”. L’articolo del prof. Totis non ha inteso mettere in dubbio né il legittimo potere d’ordinanza della CP né tantomeno fare accostamenti tra ordinanza e rinnovo tariffe. Si può legittimamente evidenziare che l’autore non abbia esperienza nella interpretazione e applicazione delle norme in materia (è difficile navigare tra codici e codicilli quando non si ha una cultura specifica, che spesso discende dal ruolo che si occupa come lei giustamente riconosce), ma non l’humus da cui ha origine il suo articolo: egli ha manifestato perplessità sul fatto che le navi che hanno disponibilità di grandi volumi per il deposito delle acque di lavaggio siano obbligate a scaricare anche piccoli quantitativi in ogni porto che toccano. Inoltre, essendo tale operazione onerosa, le navi che dirigono ad Augusta solo per operazioni di rifornimento di bunker potrebbero essere scoraggiate dal farlo, cancellare l’approdo qui e rifornirsi a Malta. Lo so, lei l’ha detto: l’ordinanza discende dalla normativa, che “non consente deroghe” e che obbliga quindi la Capitaneria a regolamentare la materia (cosa che negli anni passati – ? – non si è fatto). Ma anche le leggi dello Stato possono essere criticate, in ispecie ove confliggano con obiettivi di sviluppo dei territori.
Come lei sa benissimo, mettere su carta la preoccupazione per futuri scenari delle attività del porto rientra nelle competenze della stampa. E, a questo proposito, colgo l’occasione per chiederle un’intervista su altri aspetti della vita del porto di Augusta su cui vorremmo acquisire il suo autorevole parere. Cordialmente
Franco Oddo

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