“Sia nel modo in cui viene fatta, che nel come è pensata”. Il segretario cittadino dei Giovani Democratici di Augusta: “Il sogno elettorale c’è, ma più in là”
La Civetta di Minerva, 1 dicembre 2017
Raggiungiamo Manuel Mangano al telefono mentre si trova a “L8”, l’ottava edizione della “Leopolda” renziana, evento quest’anno in apparente sottotono. L’ambiente è freddo e lui si dichiara stanco, ma soddisfatto per la buona riuscita della sua ultima iniziativa politica e culturale, un incontro di tre giorni a Roma, denominato “Una bella storia” con il quale ha voluto mettere insieme alcuni volti giovani della politica nazionale.
Manuel frequenta il primo anno di Giurisprudenza alla “Cattolica” di Milano, facoltà che ha dato alla politica italiana ben due premier della seconda Repubblica. Fino allo scorso anno, Manuel era il rappresentante di Istituto del Liceo Megara di Augusta ed ancora oggi mantiene molto stretti i legami con la sua città grazie anche all’impegno politico come segretario cittadino dei Giovani Democratici.
Quella di Manuel è la storia di un impegno politico che non nasce da logiche di appartenenza, da cooptazione o da un casting, ma da un lavoro autentico ed intenso iniziato quando ancora era poco più che un bambino, una storia che merita quindi di essere raccontata, perché è da storie di impegno quotidiano e di passione per la propria città che può rinascere la politica locale.
“Una bella storia è un’esperienza nata da me e da Giuseppe Cannavà, un altro ragazzo di Augusta – racconta Manuel Mangano – abbiamo organizzato questo evento a Roma coinvolgendo personalità politiche quali l’on. Giachetti, l’on. Amoddio, la senatrice Padua e Rosario Crocetta. L’evento si è svolto presso alcune sale del Senato, tra cui sala Nassirya e poi presso un circolo del PD con Giachetti, con il quale ci siamo intrattenuti a colazione, anche per dimostrare quanto possa essere semplice dialogare con queste personalità. I ragazzi che hanno partecipato provenivano da tutta Italia, e non tutti erano iscritti al PD o ai Giovani Democratici, abbiamo inserito il nostro logo sulle locandine per metterci la faccia, ma abbiamo voluto aprirci a quanti volessero avvicinarsi alla politica ma non ne hanno mai avuto la possibilità cercando di dare ai ragazzi l’opportunità di partecipare”.
Quali sono stati i contenuti dell’incontro?
“Nei tre giorni della nostra iniziativa non si è parlato solo di politica, anzi ci siamo dedicati più alla conoscenza delle persone che lavorano dietro i politici, affrontando vari temi di attualità. Nella prima giornata si è parlato del nuovo codice antimafia, poi l’ex Governatore Crocetta ha anche raccontato le difficoltà che affronta nel vivere sotto scorta. Con Giachetti ci siamo occupati di legalizzazione, sia per ragioni ludiche che per scopi industriali, con Amoddio e Padua abbiamo parlato del ruolo delle donne in politica e di femminicidio”.
Per quanto giovanissimo sei impegnato in politica ormai da anni, come nasce questa tua passione?
“Per me l’esperienza determinante è stata quella di PartecipAgire (un progetto che ha messo insieme, per alcuni anni, diverse associazioni culturali di Augusta) grazie al quale sono cresciuto davvero. Ero già appassionato di politica ma quel periodo è stato fondamentale per me. Io sono partito allo sbaraglio e ho dovuto affrontare un clima che, soprattutto al sud, non è molto aperto nei confronti dei giovani che si vogliono impegnare in politica. Dalle nostre parti non sempre si mette in evidenza il reale valore di una persona e il contributo che può dare, si pensa invece solo ai voti che può portare. Al nord, dove vivo adesso, la mentalità è diversa e il clima attorno alla politica è certamente differente. La politica deve cambiare molto, sia nel modo in cui viene fatta, che nel modo in cui è pensata. Personalmente, la vivo non solo come una passione, in realtà è la mia vita e cerco di lavorare con il gruppo di cui sono segretario ogni giorno, occupandomi innanzitutto di politica locale”.
Come hai vissuto la Leopolda di quest’anno?
“Questa è la terza Leopolda cui partecipo, e sento che nell’aria si vive il trauma dello strappo che c’è stato nel partito, ci sono però persone nuove che partecipano per la prima volta. Questo è un segnale importante”.
Quale sogno vorresti realizzare con il tuo impegno in politica?
“Vorrei riuscire a coinvolgere quante più persone sia possibile, soprattutto tra coloro che volessero impegnarsi in un progetto per fare politica nel territorio. Il sogno di natura elettorale c’è, ma è presto per parlarne”.

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