Con il Rosatellum andrebbero al centrodestra tutti i seggi uninominali in Sicilia, con l’esclusione di Siracusa che andrebbe ai grillini
La Civetta di Minerva, 17 novembre 2017
A pochi giorni dal voto, poco rimane ancora da analizzare ed evidenziare. Al di là delle varie letture checiascuno può trarre, i risultati sono questi: spopola Cancelleri (34,70%) ma il M5S (26,70%) non governerà la Sicilia. Per altri 5 anni dovrà stare all’opposizione con 20 deputati su 70 e sperare di non sgonfiarsi. A destra, la favolosa macchina da guerra porta Musumeci alla vittoria (quasi il 40%). Ma 36 deputati su 70 non sono moltissimi. Sarà probabile che nel corso di breve tempo tra tanti di destra eletti nel centro sinistra, qualcuno trovi più conveniente cambiare casacca e ritornare nella patria natia rinfoltendo la maggioranza. Fava non sfonda (6,10%), anzi la Lista 100 Passi rischia di restare fuori (5,20%) e porta in aula un solo deputato.
La scassata macchina da guerra di Centro Sinistra, come ampiamente previsto, si inceppa. Raggiunge poco più del 25% con 13 seggi. Ma due liste su quattro non superano lo sbarramento del 5% e restano fuori. Tra queste, Alternativa Popolare di Alfano, alleato del PD al parlamento nazionale. Micari prende ancora meno del totale delle liste che lo appoggiano (sulla carta) e arriva al 18,70%. Tornerà a fare il Rettore a Palermo.
Per la provincia di Siracusa restano fuori gli uscenti Marziano, Coltraro, Vinciullo, Sorbello. Confermati Stefano Zito e Pippo Gennuso. Esordio per Giovanni Cafeo, Rossana Cannata e Giorgio Pasqua.
Come dicevamo, diverse sono le possibilità di analisi e di lettura del voto complessivamente. Tanto si è detto, per esempio, sull’astensionismo (quasi il 54%) ma nel 2012 i votanti furono soltanto mezzo punto percentuale in più di quest’anno. Niente di nuovo né di diverso.
Piuttosto, siamo sicuri che l’astensione sia veramente un male per la democrazia? Abbiamo la certezza che da un numero alto di votanti possa scaturire un risultato diverso, migliore? E migliore per chi? I fatti di questi giorni ci confermano che una fetta considerevole del voto è purtroppo ancora condizionato, non libero, spesso in vendita al migliore offerente. Tanti votano senza convinzione né motivazioni valide ma soltanto per fare un favore a qualcuno o perché così gli hanno detto. Verosimile sarebbe ipotizzare che questa fetta di popolazione non andasse a votare, che sarebbe utile per tutti avere la garanzia di un voto di “Qualità”, non soltanto libero e incondizionato ma anche maturo e consapevole. Se Democrazia significa maggioranza e la maggioranza è fatta di numeri, di massa, allora la Democrazia rappresenta la Quantità, ma non la Qualità.
Una riflessione seria, dunque, andrebbe fatta, per arrivare ad una rappresentanza qualitativa, non solo numerica. Magari istituendo una sorte di Registro degli Elettori (come vige in altri Paesi) a cui iscriversi tramite dei requisiti. Oppure tramite un esame specifico da superare. Insomma, se si attestasse che la maggior parte degli elettori è ignorante, analfabeta, o razzista, o violento, o delinquente, perché dare a questa maggioranza il diritto di rappresentare tutti? Perché prendersela con Musumeci o con il figlio del condannato Francantonio Genovese da Messina se questi (appena ventunenne finora e sconosciuto) ha ottenuto una messe di voti (il più votato a Messina con quasi 18 mila preferenze) senza arte né parte?
Perché invece non prendersela con i suoi elettori? Chi sono? Perché lo hanno votato?
Si è parlato tanto di impresentabili ma non di chi li ha votati. Quanti voti hanno totalizzato i discussi candidati sparsi in varie liste? Chi li ha votati, come e perché? Sono stati determinanti? È giusto dare una patente libera di voto a chicchessia, anche chi, per vari motivi, mette in pericolo il normale svolgimento delle procedure di rappresentanza? Una ricerca in tal senso sarebbe più che auspicabile.
Tornando ai numeri e a proposito di ricerche, l’Istituto Cattaneo ci informa che con il nuovo sistema elettorale (Rosatellum) stando così i risultati, alle prossime elezioni politiche, tutti i seggi uninominali in Sicilia andranno al centro destra, tranne che per Siracusa (M5S). Meno male: un altro 61 a zero è evitato. La sinistra lo sa? Riuscirà a correre ai ripari? Altra considerazione degna di nota: la Lista Alleanza per la Sicilia (Noi con Salvini) porta a Sala d’Ercole 3 deputati. Salvini in Sicilia tre deputati. Mah!
Infine diamo atto che la candidata di Forza Italia, Veronica Moncada (4 voti nel 2012), stavolta è andata molto ma molto meglio: 36 preferenze. La Palma d’oro per voto più scarso passa quindi a Loredana Spuria di Alternativa Popolare (ben 5 preferenze) con buona pace di Vinciullo. Invece la nostra preferita di Siciliani Liberi, la fantasiosa interplanetaria candidata Sole Luna Stella è stata la più votata della sua Lista con ben 154 voti.
Domani è un altro giorno. La vita continua. Speriamo fino al 2022.

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