Toccante messaggio del presidente del Senato in occasione della Giornata mondiale. Il 25 novembre, nel Torinese, con la regia di Massimo Rotella, Teresa Caporale interpreta Mariannina Coffa, poetessa di Noto “vittima del contesto”
La Civetta di Minerva, 17 novembre 2017
“A nome di tutti gli uomini ti chiedo scusa. Finché tutto questo verrà considerato un problema delle donne, non c’è speranza. Scusateci tutte, è colpa nostra, è colpa degli uomini, non abbiamo ancora imparato che siamo noi uomini a dover evitare questo problema, a dover sempre rispettarvi, a dover sradicare quel diffuso sentire che vi costringe a stare attente a come vestite, a non poter tornare a casa da sole la sera. È un problema che parte dagli uomini e solo noi uomini possiamo porvi rimedio. A quindici anni si ha il diritto di andare a scuola con la testa piena di sogni. Avevi tutta una vita davanti, ma un uomo ha scelto di spezzarla con una violenza inaudita. Un enorme dolore per la tua famiglia, per i tuoi amici, per tutti noi. Purtroppo non sei la sola ad aver avuto questo terribile destino: tante, troppe donne sono morte o sono rimaste profondamente segnate da violenze, discriminazioni, molestie, stupri. Tutto ciò che limita una donna nella sua identità e libertà è una violenza di genere. Non esistono giustificazioni, non esistono attenuanti, soprattutto non esistono eccezioni. Finché tutto questo verrà considerato un problema delle donne non c’è speranza”.
Questa la dichiarazione del Presidente del Senato Pietro Grasso e forse non c’è pensiero migliore – per una donna da parte di un uomo, per le donne senza diritti, povere, impossibilitate perfino a denunciare, da parte di una carica istituzionale.
Giorno 25 novembre si celebra – no, non si festeggia – la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne (lo ricordiamo, la data rievoca la morte violenta delle sorelle Mirabal, dette dal loro distintivo “Las Mariposas”, le farfalle che a Santo Domingo lottarono contro una feroce dittatura) e in tutta Italia è previsto un pullulare di iniziative per scuotere le coscienze e ripensare al genio femminile in tutta la sua bellezza.
Ci è gradito segnalarvi uno spettacolo che si terrà proprio il 25 novembre a Gassino Torinese (TO), presso il Teatro Vecchio Mercato: l’attrice Teresa Caporale, per la regia di Tommaso Massimo Rotella, interpreterà la poetessa e patriota netina Mariannina Coffa. Fra i testi utilizzati, il romanzo “Ferita all’ala un’allodola” di Maria Lucia Riccioli.
“La Civetta di Minerva” ha intervistato per voi l’attore e regista, direttore del teatro di movimento e della danza (ricordiamo le collaborazioni con il Teatro di Dioniso, il Gruppo della Rocca ed il Piccolo Teatro di Milano, la docenza al “corso di perfezionamento per giovani attori” del Teatro di Roma diretto da Luca Ronconi, la partecipazione a produzioni del Teatro Regio di Torino, del Teatro comunale di Bologna e del Teatro alla Scala, per la regia tra le altre di Ermanno Olmi, oltre alle esperienze cinematografiche), che, oltre a condurre vari laboratori teatrali, dal 2012 è Direttore Artistico, insieme a Silvia Gatti, del Teatro Vecchio Mercato di Gassino Torinese.
Come mai ha deciso di portare la storia di una siciliana, Mariannina Coffa, in Piemonte?
Ho conosciuto la figura della poetessa grazie alle ricerche per lo spettacolo dello scorso anno, sempre dedicato alla Giornata internazionale contro la violenza sulle donne: devo ringraziare Salvatore Leto, direttore e anima di Asti Teatro, per avermi fatto intraprendere un percorso sui poeti e le poetesse dell’800, specie le figure meno conosciute. “Psiche”, poesia di Mariannina Coffa poi portata in scena, è il testo che mi ha permesso di entrare nel suo mondo e che mi ha stimolato a cercare di saperne di più: ho cercato altri testi di questa donna che, al pari di altre donne come ad esempio Artemisia Gentileschi, ha vissuto la difficoltà dell’essere donna e artista; anche se non la violenza fisica, Mariannina Coffa ha vissuto la violenza del contesto (quello della Sicilia di fine Ottocento alle prese con le lotte e le speranze risorgimentali).
Come ha pensato di metterne in scena la figura?
La protagonista, Teresa Caporale, siederà su una sedia / altarino – ho pensato a Frida Kahlo e ai suoi quadri, all’America centrale e ai suoi colori, che si avvicinano a quelli del barocco siciliano.
Una sorta di retablo, potremmo dire.
Sì, candele, pizzi, frutta, libri… gli oggetti che circondano Mariannina aiuteranno a rievocarne la storia, “narrata” in flashback. La musica che ho scelto è quella di Bellini (“Casta diva”), ma nella scena in cui la poetessa ricama, in una sorta di straniamento canterà “Gli uomini non cambiano” di Mia Martini. Un omaggio a Verga sarà la recitazione di un’indimenticabile pagina di “Storia di una capinera” – ricordiamo che la poetessa Mariannina Coffa fu soprannominata “Saffo netina” e “Capinera di Noto”.
Il 6 gennaio 1878 Mariannina Coffa si spegneva a Noto a soli trentasei anni, tre mesi e sei giorni. Il 2018 ricorrerà dunque il centoquarantesimo anniversario della morte della poetessa e patriota netina, che nonostante la condizione di malmaritata, l’amore infelice per Ascenso Mauceri, lutti e malattie, riuscì a trovare una propria voce – legata al secondo Romanticismo e alle correnti “esoteriche” di fine Ottocento, personalizzate dalla sua particolare sensibilità – e non possiamo che rallegrarci che Torino, la prima capitale di quella nuova Italia che nasceva tra mille difficoltà, irrisolta come la vita della poetessa scomparsa, metta in scena un personaggio femminile che preconizzò l’unità della nazione e nuove mete per le donne.
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