Pubblichiamo volentieri questo contributo di Michele Mangiafico (Civico4/Controcorrente) sulla questione AERCA affrontata nel nostro articolo https://www.lacivettapress.it/2026/10/26/caso-aerca-tra-mercanteggiamenti-privati-e-il-colpevole-silenzio-degli-altri-inebetiti-spettatori/
Il dibattito pubblico di queste ore sui confini delle cosiddette aree ad elevato rischio di crisi ambientale (AERCA) ci interroga su come poter definire, fuori dalla polemica politica, il perimetro del territorio che può subire l’impatto della presenza di uno dei poli petrolchimici più grandi d’Europa, con conseguenze per la salute dei cittadini che vi abitano. Trattandosi di effetti nocivi sulle persone, le impostazioni che abbiamo ascoltato dagli attori protagonisti di questa vicenda ci sono apparse deboli e offensive. Da un lato, i sindaci di Floridia e Solarino, con un approccio campanilistico difendono quanto già riportato nel decreto 189/GAB del 11 luglio 2005 con cui l’Assessorato Regionale per il territorio e l’ambiente costituì l’A.e.r.c.a. comprendendo i comuni di Augusta, Floridia, Melilli, Priolo, Siracusa e Solarino e traendo da questa delimitazione il vantaggio oggi di partecipare alla ripartizione dei fondi regionali. Dall’altro, il sindaco di Melilli e, nella qualità di deputato, presidente della commissione regionale “Ambiente” ritiene legittimo restringere il campo ai comuni che si trovano in area s.i.n., subiscono la presenza fisica delle industrie e sono intervenuti in questi anni a sollievo del territorio con opere di mitigazione del rischio idrogeologico, escludendo quindi Floridia e Solarino. E la salute? Resta così sullo sfondo.
Il sesto rapporto sentieri dell’Istituto nazionale di sanità, datato febbraio 2023 e relativo al periodo dal 2013 al 2017, ci ricorda intanto quanto poco si investa sulla ricerca scientifica delle correlazioni tra industrie, inquinamento e malattie, perché ci obbliga a leggere dati vecchi di quasi dieci anni. Il rapporto prende in considerazione il sito che comprende i comuni di Augusta, Priolo, Melilli e Siracusa per un totale di 178.651 abitanti (censimento 2019) nella qualità di “sito di interesse nazionale” e denuncia eccessi nelle cause di morte e nelle ospedalizzazioni per i tumori al polmone, alla mammella, alla prostata, al testicolo e per il linfoma di Hodgkin, tutte malattie a vario titolo correlabili con inquinanti presenti nel sito industriale. Resta inevasa la domanda: fino a dove deve spingersi la tutela dei cittadini che vengono colpiti dall’inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo che può essere collegato alla presenza delle industrie? E’ un tema che davvero riguarda solo gli abitanti di questi quattro comuni? Se, per esempio, osservassimo semplicisticamente la mappa dell’app NOSE che raccoglie i dati delle segnalazioni delle molestie olfattive negli ultimi 30 giorni, troveremmo segnalazioni anche da Solarino, da Floridia, da Carlentini, da Canicattini Bagni, come se l’aria che respiriamo non sia stantia, ma possa legittimamente muoversi ben oltre i confini del sito di interesse nazionale. C’è poi un rapporto della Regione Siciliana particolarmente interessante: il Registro regionale dei mesoteliomi aggiornato al 31 dicembre 2024. Qui viene presa in considerazione l’intera provincia e il dato che salta all’occhio è che l’incidenza in provincia di Siracusa è per tre volte più alta della seconda incidenza per provincia dell’intera Regione. La tutela della salute deve avere una cifra politica più alta della tutela di un campanile politico.
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Ma soprattutto, con questi presupposti, ci aspettavamo che il legislatore regionale guardasse principalmente alla prevenzione e alla cura nel momento in cui ha visto la luce l’art. 29 della legge 30 gennaio 2025 con i famosi primi 5 milioni di euro andati ai sei comuni dell’area A.e.r.c.a. oggi oggetto di modifica. Ci si sarebbe aspettato che fossero destinati al biomonitoraggio sanitario della popolazione, alla ricerca scientifica, alla prevenzione e alla cura della popolazione colpita. Invece, i deputati hanno pensato alle feste, agli spettacoli, alle sagre, che in questi mesi abbiamo denunciato sia a Floridia, sia a Solarino, sia a Melilli, comuni che hanno utilizzato i fondi Aerca per l’intrattenimento facendo passare un messaggio risarcitorio delle comunità per il danno subito che è un messaggio sbagliato rispetto al tema del diritto alla salute. È il caso della Delibera di Giunta Municipale del comune di Melilli numero 111 dell’8 aprile 2026 che ha finanziato con fondi A.e.r.c.a. i concerti di Rocco Hunt, Francesco Renga, Simone Cristicchi, Gaia ed Enrico Nigiotti per 384.500,00 euro. Non da meno, dunque, di quanto fatto da Floridia e Solarino, quest’ultimo con la festa di San Paolo e il concerto di Fred De Palma.
Per questo, abbiamo proposto diversi mesi fa il DDL 1107/26 depositato all’Assemblea Regionale da Ismaele La Vardera il 25/03/2026, per spostare il focus dagli spettacoli alla prevenzione e alla cura. È singolare che venga tenuto “a bagnomaria” dalle competenti commissioni dell’Assemblea Regionale a cui è stato assegnato dalla Presidenza, tra cui proprio la commissione “Ambiente”. Ed è questa la strada che va percorsa senza restringere il campo, ma con criteri di proporzionalità che raggiungano tutti i cittadini effettivamente o potenzialmente colpiti nella loro salute dal rischio industriale, evitando che questi fondi si trasformino, come già è accaduto – e senza nulla togliere all’importanza degli spettacoli – in una improduttiva saga del vecchio adagio “panem et circenses”.

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