Siracusa capitale della cultura Francescoitalica a-la-Carte

Il sindaco Francesco Italia per orientarsi tra i meandri del sapere e le politiche culturali da scegliere e sostenere, ha un preciso punto di riferimento: lui medesimo in persona personalmente. Senza alcuna falsa modestia egli si apprezza, si stima e sa di poter contare su sé stesso.

Infatti, dopo l’uscita dalla giunta comunale dell’ex assessore Fabio Granata, dal luglio 2025 fino a oggi, con una visione a tutto tondo scultorea e tridimensionale, si è occupato da par suo delle attività culturali. E non solo di quelle, poiché nel rimpastino degli assessori di un anno fa lo Special One di Palazzo Vermexio decise di mantenere ad interim (“temporaneamente”, si fa per dire) una folta rubrica di deleghe comprendente, oltre alla Cultura: Università, Unesco, Sport e Turismo, Periferie, Servizio Idrico e Pnrr (riguardante la gestione dei progetti e dei fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza post Covid).

Settori certo associati al grande balzo in avanti (degno – metaforicamente parlando – di un salto in lungo di Larissa Iapichino) che ha registrato la qualità della bella-vita di origine controllata e garantita. Situazione che a Siracusa è sotto gli occhi di tutti…coloro che sanno vedere al di là delle apparenze – come ebbero a dire Edipo a Colono e il filosofo contemplativo Gaspare Puleo detto Sanguinello della Scuola di Francofonte.

Pertanto, è con soddisfazione e appagamento per il lavoro s/fatto che Francesco Italia ha passato adesso il testimone delle deleghe alla Cultura e al Turismo all’assessore Marco Zappulla.

Il quale ha dichiarato (fonte: comunicato stampa del Comune): “Abbiamo un patrimonio straordinario, una storia conosciuta nel mondo…” ecc. ecc., “La sfida è mettere sempre più a sistema tutto questo, creando una relazione ancora più forte tra turismo, cultura e città”, ed altri originalissimi concetti: tutt’altro che frasi fatte, banali e trite e ritrite, come di primo acchito si potrebbe pensare.

A proposito della distribuzione delle deleghe ai componenti della giunta comunale di Siracusa, i periodici rimescolamenti apparentemente ad muzzum, secondo l’autorevole rivista Mistery & Minkiate O’ Scur sarebbero invece frutto di una metodologia ideata dallo stesso sindaco utilizzando e accorpando:

1) i titoli delle deleghe assessoriali scritti su foglietti introdotti e poi estratti da un sacchetto della tombola;

2) la lettura dei tarocchi;

3) le richieste dei leader e dei singoli consiglieri dei partiti che sostengono Italia in consiglio comunale, ma solo quelli che non gli stanno sulle palle.

In occasione dell’ultimo mini rimpastino con formati monodose riciclabili, il neo assessore alla cultura, turismo ed altro, Marco Zappulla ha dovuto lasciare l’assessorato alle Politiche sociali, nell’afflizione generale in quanto, a detta dei suoi estimatori, avrebbe lavorato bene (e allora perché spostarlo? – si chiederà qualche ingenuo).

Lui, comunque, si è detto “sereno  nel sapere che questo percorso proseguirà con Giovanna Porto, collega del mio partito…”, ossia la consigliera comunale (a suo tempo eletta con Fratelli d’Italia) e adesso neo assessora alle Politiche sociali di Grande Sicilia: il partito del deputato regionale e sindaco di Melilli Giuseppe Carta che al Comune di Siracusa conta su ben tre assessori in giunta – oltre ai già citati Zappulla e Porto, il riservato Luciano Aloschi che è assessore all’igiene urbana, verde pubblico e cimitero (settori popolarissimi in città) – e su 5 consiglieri comunali, fra cui Alessandro Di Mauro che del civico consesso è il presidente.

Insomma, pure a Siracusa e col beneplacito dell’alleato sindaco Italia, il sindaco di Melilli Carta fa il bello e il cattivo tempo, a causa – sostengono i ricercatori della Repubblica Indipendente dell’Isola dei Cani – dei cambiamenti climatico/partitici nell’area AERS (Area a Elevato Rischio di Sautafossi).

Un territorio irto di insidie, tant’è che lo smaliziato Carta già da qualche mese ha nominato commissario provinciale di Grande Sicilia addirittura Enzo Vinciullo: ex deputato regionale ed ex di tutto un po’, che giusto con Francesco Italia fino a pochi anni fa aveva un rapporto così estremamente cordiale e di stima ca ci mancàvunu sulu i lignàti.

(fine prima puntata)

 

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