Abbiamo chiesto ad alcuni personaggi di rispondere ad una domanda, una sola. Una intervista collettiva (la stessa domanda rivolta a tutti loro). Un gioco sotto l’ombrellone, ma non soltanto, quello della “Lampada di Aladino“: sei sindaco per un giorno e hai il potere di realizzare 3 progetti (iniziative, servizi, opere). Quali sceglieresti per la tua città?
E le risposte ricevute non sono per nulla banali o scherzose, anzi molto serie ed interessanti.
Se fossi sindaco per un giorno e avessi il potere di realizzare 3 progetti (iniziative, servizi, opere), quali sceglieresti per la tua città?
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Ne indico tre, così come sovvengono immediatamente e spontaneamente, non in ordine di importanza né più importanti di altri che potrebbero aggiungersi.
Primo: VERDE PUBBLICO. Una grande progetto per incrementare il verde in città (parchi, giardini, viali, aree attrezzate) e varie iniziative per “ombreggiare la città” avviando una piantumazione di alberi in ogni spazio pubblico e privato disponibile per l’iniziativa, avendo cura di scegliere piante adatte ai siti e affidandone la manutenzione a piccoli gruppi di volontari.
Secondo: BUROCRAZIA, ED EFFICIENZA DELLA MACCHINA AMMINISTRATIVA. Individuazione e realizzazioni di iniziative e percorsi per avviare una radicale semplificazione di tutti i procedimenti amministrativi a carico dei cittadini, eliminando sovrapposizioni, mancate comunicazioni tra gli uffici, riscontri errati, per faciliare il rapporto cittadino/pubblica amministrazione e migliorare il funzionamento degli sportelli e uffici preposti. Creando altresì una squadra di supporto alla alfabetizzazione digitale a servizio degli anziani che da soli e da casa hanno difficoltà a comunicare con l’Amministrazione comunale
Terzo: MANUTENZIONE. Istituzione di una società in house che si occupi della manutenzione delle infrastrutture e di pronto intervento: dal ripristino del manto stradale alla pubblica illuminazione, di ogni intervento di manutenzione e riparazione dei servizi e delle strutture in maniera immediata, rispondendo alla segnalazione dei cittadini e senza necessità ricorrere ad appalti e ditte esterne esterne. (Francesco Ortisi)
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Ho sempre sognato che venisse realizzato una sorta di Villaggio per le persone anziane o semplicemente sole o peggio, anziane e sole. Uno spazio con delle casette singole autonome seppur in un contesto di comunità dove realizzare anche un bar, una pizzeria, un minimarket, un piccolo ambulatorio medico, un’edicola, campo di bocce, piscina e un teatro. Non sopporto l’idea delle RSA come sono pensate oggi.
Immagino un luogo dove ognuno possa vivere con la propria indipendenza ma all’interno di un progetto di comunità condivisa e protetta dove poter trascorrere quella parte finale dell’esistenza non sentendosi esclusi dal sistema sociale. Prevedevo un lembo di terra anche la coltivazione di ortaggi. Ne parlavo spesso con Nuccio Cappadona mio compianto amico a cui appassionava molto l’idea e avevo immaginato un investimento pubblico/privato. Avevo iniziato anche uno studio su quanta occupazione avrebbe prodotto, quanto in termini sanitari si sarebbe potuto risparmiare.
Le persone anziane si ammalano di solitudine e di conseguenza si ammala il loro corpo che necessita di molti farmaci e di assistenza costante.
Galimberti, ammonisce circa l’uso spasmodico dei cellulari che genera dinamiche paranoiche di controllo sugli altri e un’illusione di onnipotenza. Le conseguenze le leggiamo purtroppo ogni giorno sulle cronache dei quotidiani.
Anche qui pensavo ad una Cittadella per bambini/ne ragazzi e ragazze. Un luogo dove si può studiare musica, fare sport, disegnare, confrontarsi, darsi appuntamento con gli amici, assistere e partecipare a riflessioni sui comportamenti sociali…riprendere insomma il filo di quel rapporto umano che viene sempre più sostituito dalla dipendenza degli smartphone. Pensavo ad esempio anche ad uno spazio all’interno di questo contenitore/incubatore, dove dar vita a idee di start up con l’aiuto dei CEO delle imprese del territorio. Insomma un libro dei sogni il mio, ma chissà…
Infine dentro questo libro dei sogni mi piacerebbe vedere libero da baracche di vario genere e da inutili presidi militari e trasformato a spazio pubblico con servizi utili, tutta via Elorina (il cosiddetto Water Front) fino ad arrivare all’Isola. (Donatella Lo Giudice)
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In maniera sintetica e veloce, giusto perchè è un gioco, indico le prime cose che mi vengono in mente:
A) Un serio piano di razionalizzazione/riduzione del traffico urbano: “La città in 15 minuti“;
B) Rifacimento sistemico della rete idrica: mai più i quartieri senza acqua!
C) Smilitarizzazione totale dell’area aeronautica di Via Elorina, per farne un Polo urbano: – Water Front per tempo libero, spazio sociale, Cultura, Sport a disposizione della Città. (Roberto Fai)
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Se fossi Sindaco per un giorno e avessi la lampada di Aladino …
Innanzitutto mi muovere entro una VISIONE che giustifichi i progetti (o i Servizi).
Senza una visione ogni progetto o servizio non ha significatività . Costruire Comunità, senso di appartenenza e rete tra persone sono elementi strutturali che costituiscono la cornice entro cui realizzare progetti o servizi. Sentirsi parte di una RETE, di una Comunità è la leva che spinge le persone a contribuire nelle forme e nei modi ad ognuno disponibili. Questa è la base da cui partire. Se non abbiamo chiaro questo qualsiasi progetto perderebbe significatività e senso.
Mi focalizzerei su 3 fasce della popolazione attraverso 3 servizi.
La 1a fascia (la più debole) è costituita dagli ANZIANI, dalle persone con fragilità, attraverso il servizio di uno Sportello di ascolto REALE, istituito in ogni quartiere, per raccogliere i bisogni diversificati, spesso ignorati. Ogni quartiere ha infatti una propria specificità ed è abitato da persone con bisogni diversi.
2a Fascia – GIOVANI: i nostri giovani spesso non hanno la possibilità di esprimere le proprie potenzialità e professionalità (per mancanza di risorse, di supporti, di condizioni familiari). Impegnerei ogni risorsa del Comune, ogni immobile inutilizzato (anche le chiese abbandonate) per sostenere e promuovere per es. il Coworking, per creare spazi di aggregazione e confronto in costante dialogo con il Sindaco o l’assessore di riferimento e per ridisegnare la città. Tante menti brillanti si sprecano perchè non hanno l’opportunità di mettersi in gioco e noi dimentichiamo che i Giovani sono il nostro futuro.
3a Fascia – BAMBINI: combatterei la povertà educativa nei Territori attraverso le scuole di quartiere. Sono sempre stata una sostenitrice (perché credo fermamente nella funzione e nel valore sociale della scuola) dell’idea di scuola aperta al territorio e con il territorio: una scuola attiva 365 giorni l’anno con il contributo del Terzo Settore e del prezioso supporto degli educatori che possono arricchire l’offerta formativa scolastica con progettualità mirate per promuovere l’inclusione. L’apporto e il contributo che possono dare le associazioni è molto sottovalutato e invece spesso queste sono formate da validi professionisti. La scuola è per antonomasia lo spazio di legalità, in cui si sviluppano le competenze di cittadinanza, in cui si cresce e si impara a stare con gli altri, ad abitare il mondo nel rispetto delle differenze che ognuno di noi rappresenta.
“ Stare al servizio della Comunità” dovrebbe essere la stella polare di ogni azione politica del sindaco e di chi per qualsiasi ragione ha a che fare con le persone. Se sai stare al servizio della comunità, se sai ascoltare, se sai riconoscere i bisogni delle persone allora le persone, anche quelle più distanti e marginali, spontaneamente contribuiscono al Bene Comune perché è così che si costruisce il senso di appartenenza.
Anziani, giovani bambini sono ancora oggi le fasce più deboli, con scarse tutele e oggi più che mai abbiamo necessità di creare Relazioni, Rete, senso di appartenenza e di essere riconosciuti nel delle nostre specificità. Se ci riconosciamo come persone, come cittadini e cittadine allora saremo tutti capaci di dare un contributo, nelle forme e nei modi più adeguati, per sostenere una Società più equa e democratica (Marinella Muscarà)
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Dunque, sebbene io sia votata alle questioni filosofiche e mi piacerebbe molto avere una città più avanti dal punto di vista di servizi “complessi” e relazionali, visto che mancano spesso le condizioni base voto:
1. Revisione globale ed efficace della rete idrica per assicurare acqua sempre a tutti. Indecente la condizione in cui viviamo.
2. Pulizia e il decoro. Soffro moltissimo quando ci sono ospiti che porto a fare un giro, tutto lasciato all’incuria, marciapiedi frantumati, piante secche ovunque, sporcizia, spazzatura. So che in gran parte è colpa dei cittadini, ma serve una presa d’atto con una forte campagna di sensibilizzazione, chiamata riscossa civile e un piano chiaro e operativo per sanzionare chi non rispetta le regole.
3. Istituzione di uno spazio dedicato allo sviluppo della cultura d’impresa. Il comune dovrebbe offrire lo spazio, attrezzarlo e fare un bando per darlo in affidamento a chi sa renderlo lievito buono per la città con formazione, coworking, eventi, dedicati alla cultura d’impresa, che è quello che manca a questa città per crescere e svilupparsi economicamente e quindi socialmente.
Io lo sogno, prima o poi uno spazio così nella mia città. Purtroppo non ho le finanze per farlo altrimenti ci avrei già provato pur non essendo sindaco. (Santina Giannone).
Dunque gli spunti (sia per aprire un dibattito, sia per fornire appunti e suggerimenti all’Amministrazione) non mancano. Seguiremo aventuali sviluppi.

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