Vittorini tra memoria e oblio: la lezione del grande intellettuale e i vuoti culturali di una Siracusa “sonnolenta”

Grati alla scrittrice Stefania Meniconi da Foligno per avere riportato a casa, a Siracusa, Elio Vittorini con la sua  pubblicazione “Elio Vittorini-Percorsi letterari per giovani nella tempesta“.

Il libro è stato presentato da Antonio Di Grado, critico letterario e scrittore, di cui la prefazione nel volume, già professore ordinario di letteratura italiana presso l’Università di Catania. Laureatosi proprio con una tesi su “Elio Vittorini tra simbolo e ideologia“. E da Enzo Papa, uomo di scuola  e di cultura, critico letterario e di arte, scrittore, già preside del Liceo Scientifico Corbino a cui si deve la rinascita del “Premio Vittorini” dopo la scomparsa del fondatore Arnaldo Lombardi, editore proveniente da Napoli e stabilitosi a Siracusa.

Il romanzo-saggio di Stefania Meniconi, docente di latino e italiano al Liceo Scientifico di Foligno è stato motivo per rivisitare la vita di Elio Vittorini quale intellettuale, scrittore di profonde tematiche in opere tradotte in molte lingue, editore lungimirante per le novità apportate ai fini di una letteratura in cui la parola sia impegno civile e culturale, politico per un cambiamento morale della triste realtà di ieri come oggi, attraverso un linguaggio essenziale e lirico in grado di stare di fronte alla verità.

Ed è proprio attraverso la parola veritiera che Vittorini ha lottato contro l’oscurantismo della dittatura e sull’imposizione di parte con le sue opere e con la rivista “Il Politecnico” nella quale ha promosso l’idea di una cultura che unisca il sapere e non che divida i saperi. E proprio con la sua poetica e impegno etico-civile è stato un provocatore, una forza rigeneratrice influenzando le successive generazioni per una cultura che non consoli nelle sofferenze, ma che protegga, combatta, elimini la sofferenza. Un forza la sua, che già si palesa nel suo nome “Elio” e nell’essere nato sotto un segno di fuoco come luglio. Fiero e carismatico, dalle specifiche caratteristiche quali l’intuito, la sensibilità, la tenacia e la profondità dei sentimenti come evidenziano la sua vita e le sue azioni, i contenuti dei suoi libri, quanto realizzato con la collana “I Gettoni” aprendo la via a scrittori che danno lustro alla letteratura italiana. Indomito dal 1945, fino ai giorni della sua prematura morte mentre stava curando la collana “Medusa”  e con  Italo Calvino “Menabò” e “Nuovo Politecnico“, il suo amore per la libertà e la giustizia, che lo portarono nel 1936 a partecipare alla guerra in Spagna e alla Resistenza in Italia come partigiano, tant’è che il suo nome appare negli elenchi dell’ANPI quale perseguitato politico. Alla sua morte il cordoglio dell’Italia sana, di intellettuali, di quanti lo conobbero e ne riconobbero i pregi. Milano lo ricorda con una lapide nella casa dove abitava e strade e scuole sono intitolate al suo nome in tante città italiane.

Con molto ritardo a Siracusa, sua città natale, due anni fa è stata posta una lapide nella sua abitazione storica in via Vittorio Veneto,138  in Ortigia. Mentre nella sede dell’Amministrazione Provinciale accanto alla Biblioteca a lui intitolata era già stato allestito il suo studio  con i suoi libri, mobili e libreria. Nonchè nel 1996  era stato istituito il “Premio Vittorini” che dopo una lunga pausa è stato ripreso nel 2020 con cadenza annuale. Ma quello che lascia perplessi gli intellettuali che arrivano in questa sonnolente città è di non trovare alcun segno, un ricordo del film tratto dal prezioso romanzo “Il garofano rosso” girato nel 1976 interamente a Siracusa per la regia di Luigi Faccini mentre veniva realizzato nelle stesso anno lo sceneggiato televisivo diretto da Piero Schivazappa. Un film che attirò giornalisti e personalità, intellettuali non necessariamente muniti di un foglio di laurea, ma quelli che come Elio Vittorini hanno dimostrato con le azioni l’impegno letterario, frutti di una intelligenza operosa, coraggiosa, veritiera, educativa rivolta ai “giovani  nella tempesta” socio-culturale del loro tempo perchè possano trovare la via per realizzare le ideologie universali di Elio Vittorini e di quanti ne riconobbero le capacità e lo seguirono.

nella foto da destra Antonio Di Grado, Stefania Meniconi, Enzo Papa, l’editrice di Lerkton Edizioni

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