Porto Piccolo, un anno dopo: la riqualificazione c’è, i servizi per i cittadini no

A maggio del 2025, dopo anni di annunci, si era finalmente appreso dell’imminente avvio dei lavori di riqualificazione del Porto Piccolo di Siracusa, lo storico Porto Lachio. Da quel momento, come Comitato Porto Lachio — che rappresenta i tanti cittadini, per lo più avanti negli anni, che trascorrono le giornate più calde al solarium dello Sbarcadero e non hanno altre possibilità di godersi il mare — abbiamo avviato un fitto dialogo con l’assessore alla mobilità Enzo Pantano e il progettista, l’architetto Ivan Minioto.

Incontri che inizialmente sono stati fruttuosi e hanno portato alla modifica di alcune scelte progettuali inopportune. Siamo riusciti a far condividere la necessità di un percorso carrabile verso il solarium (non previsto dal piano originario) per consentire alle navette di raggiungere il molo di sopraflutto; un consistente aumento della superficie arborea; una rampa da Riviera Dionisio il Grande con relativa fermata bus (oggi già realizzata) verso la spianata sottostante. Di quest’opera oggi molti parlano come se fosse ormai cosa fatta, ma la realtà è ben diversa: la procedura di esproprio, che coinvolge ben 7 comproprietari della particella, non è ancora nemmeno partita.

In quei mesi proponemmo anche l’istituzione degli stalli stradali lungo la carreggiata sinistra di via Cuma verso piazza Santa Lucia (realizzati subito), i posti auto riservati ai disabili, i pass, tariffe agevolate per il trasporto pubblico e l’impiego dei giovani del servizio civile sui bus per assistere chi ne avesse bisogno.

Al centro di ogni nostra discussione c’è sempre stato un obiettivo chiaro: garantire le navette. Questo per evitare che, eliminando ogni parcheggio, i cittadini fossero costretti ad arrancare sotto il sole a 40° con sedia e ombrellone in mano per raggiungere il mare.

Superate le preoccupazioni per l’estate 2025 grazie alla garanzia che il cantiere non avrebbe bloccato l’accesso al solarium, il vero nodo restava la stagione successiva. Ovvero quella attuale, che è ormai iniziata e vede la riqualificazione del Porto quasi completata (e già inaugurata con tanto di spettacolo e bagni di folla).

Come ci si è preparati in un anno per affrontare questa nuova stagione? Quale servizio di trasporto è stato organizzato?

Nell’incontro di qualche giorno fa con l’assessore Pantano, sempre disponibile al confronto, abbiamo riproposto punto per punto le nostre richieste. Ma se per esempio sul coinvolgimento dei ragazzi del servizio civile l’assessore si è detto pronto, sul pilastro fondamentale — il trasporto pubblico — il quadro emerso è tutt’altro che rassicurante.

La proposta del Comune di inserire una fermata al solarium sulla preesistente Linea 105 Santa Lucia ci è apparsa subito insufficiente e impraticabile. Per dimostrarlo due volontari del nostro comitato hanno testato personalmente il servizio. I risultati del report sono impietosi: 50 minuti per un tragitto minimo

Ecco la cronaca della sperimentazione sulla linea 105 effettuata da Pippo Di Giorgio e Carmelo Garofalo, con partenza dal parcheggio Von Platen e un ticket giornaliero da 3 euro:

  • Ore 10:25 – Salita sul bus 105 al parcheggio Von Platen.
  • Ore 10:35 – Fermata parcheggio Teatro Greco.
  • Ore 10:37 – Fermata Gelone / Santa Rita.
  • Ore 11:00 – Arrivo al Terminal di via Rubino (dopo aver superato P.za Marconi, via Malta e corso Umberto). Nota: se il bus fosse arrivato prima, si sarebbe comunque fermato qui fino alle 11:00 per l’inizio della nuova corsa, richiedendo teoricamente un NUOVO biglietto.
  • Ore 11:15 – Fermata corso Umberto (secondo passaggio).
  • Ore 11:18Arrivo in via Arsenale (destinazione): ben 50 minuti di tragitto.
  • Ore 11:30 – Rientro al parcheggio Von Platen.

Un tempo di percorrenza del genere è totalmente inaccettabile per chi deve semplicemente raggiungere lo Sbarcadero, area in cui — ricordiamolo — non si può più parcheggiare. Il viaggio non dovrebbe superare i 30 minuti.

A questo si aggiungono altre gravi criticità: il bus 105 ha solo 12 posti a sedere. È ammissibile costringere i nostri anziani a viaggiare in piedi, rischiando di cadere a causa del dissesto e dei dossi delle strade siracusane?

Alcune fermate sono pericolose: quella di interscambio al Von Platen si trova in mezzo alla strada, presso la stazione di servizio. Per raggiungerla bisogna attraversare la carreggiata superando la pista ciclabile e il relativo cordolo. Una manovra pericolosissima per un anziano carico di borsa mare e sedia. La fermata va spostata urgentemente all’interno del parcheggio, rendendo l’area più accogliente.

Eppure la strada da seguire era già stata tracciata nel giugno 2025 da Carlo Gradenigo (presidente di Lealtà e Condivisione, già assessore), che aveva proposto di modificare la dorsale 126 Tisia per servire Borgata e Sbarcadero.

La proposta prevede di eliminare il passaggio dal Mazzanti (che allunga il percorso di oltre 1 km, portando l’attesa da 30 a 45 minuti) e spostare il tragitto a scendere da viale Luigi Cadorna a via Piave. In questo modo si aumenterebbe la frequenza dei bus, coprendo l’area commerciale della Borgata (stadio, Basilica, mercato, ufficio postale) e collegando rapidamente lo Sbarcadero Santa Lucia ai due parcheggi scambiatori Sgarlata e Von Platen.

Un anno fa l’assessore Pantano aveva risposto che, in attesa del nuovo affidamento novennale del servizio a ottobre 2025, non era possibile modificare i chilometri di percorrenza né i tragitti. A distanza di un anno, la risposta è rimasta identica. “Tra sette-otto giorni ci sarà l’affidamento e faremo subito la variante”, ha assicurato l’assessore.

Vogliamo credergli, ma siamo convinti che qualcosa si possa e si debba fare subito, come d’altronde si è finalmente fatto per la frazione di Tivoli. Si possono attivare convenzioni ad hoc con la Sais attingendo, per esempio, alla tassa di soggiorno, che garantisce ormai entrate importanti. Tra il 2023 e il 2026 il Comune ha acquistato ben 6 navette ma solo 3 sono oggi su strada. Al bilancio dei trasporti urbani (2,4 milioni di euro) vanno sommati i 571 mila euro dell’imposta di soggiorno (triennio 2026-2028) e i 150 mila euro del Parco Archeologico. Superiamo i 3 milioni di euro complessivi. Le risorse ci sono.

Non è accettabile che le soluzioni d’emergenza spuntino fuori solo quando la politica deve andare in scena per le inaugurazioni, mentre le esigenze reali dei cittadini vengono messe in secondo piano.

Mentre a Genova la sindaca Silvia Salis organizza per i suoi anziani settimane di vacanza a prezzi agevolati, dimostrando un’attenzione concreta alla terza età, qui si chiede quanto meno che venga garantito il diritto di raggiungere il mare in sicurezza e di rispettare gli impegni presi.

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