A Siracusa la disabilità tra metodo e improvvisazione

L’8 maggio, al Cottino Social Impact Campus di Torino, la CPD, Consulta per le Persone in Difficoltà, ha presentato l’Agenda della Disabilità Italia, progetto cofinanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Il convegno, intitolato «Dalla responsabilità all’impatto: imprese e organizzazioni che cambiano il mondo della disabilità», ha chiuso un percorso partecipato avviato nel 2021 con Fondazione CRT e formalizzato come progetto nazionale a gennaio 2026, di diciotto mesi, con circa trecento organizzazioni coinvolte. L’Agenda articola sei goal di intervento, dall’abitare sociale al lavoro, dalla scuola alla salute, fino al sostegno alle famiglie e alla vita di territorio, più due ambiti trasversali. Fra gli strumenti operativi figura un corso di alta formazione di 125 ore, da giugno a novembre 2026, dedicato a disability management e inclusione. È destinato a dipendenti aziendali, assistenti sociali, operatori dei servizi per l’impiego e referenti del Terzo Settore di tutte le venti regioni. A questo si affiancano la mappatura nazionale dell’offerta formativa, la sperimentazione del DIR (Disability Inclusion Roadmap) già attivata su dieci enti, e una campagna di webinar territoriali. L’articolo di Vita dell’8 maggio, di Daria Capitani, ha ricostruito i passaggi della giornata torinese.

A Siracusa, sullo stesso tema, due atti pubblici negli ultimi sei mesi. Il 28 ottobre 2025 il Consiglio comunale ha istituito, con regolamento approvato all’unanimità su proposta dell’assessore Marco Zappulla, la Consulta comunale per le persone con disabilità, oggi a sei mesi dall’atto non ancora insediata. Il 3 dicembre 2025, Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità, Coprodis, coordinamento provinciale delle associazioni di tutela delle persone con disabilità presieduto da Lisa Rubino, e l’Osservatorio Civico di Siracusa presieduto da Salvo Sorbello hanno firmato un protocollo d’intesa sul diritto alla salute. Le due realtà hanno chiesto l’inserimento della provincia nella fase sperimentale del D.Lgs. 62 del 2024, la riforma della disabilità in vigore dal 30 giugno 2024 con applicazione progressiva. Le sei priorità, rivolte a Comuni, ASP e Regione, riguardavano l’adozione dei PEBA, il sostegno al Centro Territoriale di Supporto scolastico, l’integrazione socio-sanitaria ASP-Enti locali, il ripristino dell’odontoiatria speciale, lo screening preventivo, l’inserimento lavorativo. Accanto a Coprodis e Osservatorio operano da anni l’UICI sezione territoriale di Siracusa, l’ENS sezione provinciale di Siracusa, Sicilia Turismo per Tutti APS guidata da Bernadette Lo Bianco e il Movimento Apostolico Ciechi, presente in città con la Biblioteca Braille Maria Motta. Ciascuna realtà presidia un proprio ambito. Manca un tavolo operativo che ne metta in rete le competenze.

La richiesta congiunta di dicembre non è stata accolta. La fase sperimentale del D.Lgs. 62 è oggi articolata in tre tranche. Nove province dal 1° gennaio 2025, undici nuovi territori dal 30 settembre 2025 (comprese la Provincia autonoma di Trento e la Regione Valle d’Aosta), altre quaranta province dal 1° marzo 2026: in totale sessanta territori. Per la Sicilia ne fanno parte Palermo dalla seconda tranche, Caltanissetta, Catania e Messina dalla terza. Siracusa è rimasta fuori da tutte le finestre, insieme a Ragusa, Enna, Agrigento e Trapani. Il nuovo procedimento di valutazione di base e di progetto di vita personalizzato arriverà in città il 1° gennaio 2027, alla scadenza della sperimentazione. In una nota del 22 febbraio 2025 l’Osservatorio Civico, per voce di Sorbello, denunciava il rischio che, di fronte a procedure più articolate, le persone vulnerabili «rinuncino ai propri diritti» in assenza di «un’azione più capillare di sensibilizzazione, soprattutto da parte dei singoli Comuni». Sul fronte delle imprese, i siti e i comunicati di Confindustria Siracusa, Confcommercio Siracusa e Camera di Commercio del Sud Est Sicilia non riportano percorsi di disability management. Taranto, per confronto, ha presentato il 22 aprile 2026 il primo laboratorio sperimentale del Mezzogiorno sul tema, promosso dalla sezione Politiche Attive del Lavoro di Confindustria Taranto insieme alla Federazione Disability Management e al garante regionale pugliese.

Il PEBA siracusano, di cui si è dato conto su queste pagine il 10 maggio, è entrato a fine aprile in fase preliminare, non di applicazione. Una determinazione del Settore Pianificazione Urbanistica, resa nota il 27 aprile 2026, ha nominato responsabile unica del procedimento l’architetto Valeria Guzzardi, in sostituzione del precedente, con il supporto degli architetti Emanuela Reale e Giulia Maria Barbara Fareri sotto la direzione di Gaetano Brex. Cinquantamila euro per la sola redazione del piano e gli incarichi professionali, nulla per le opere. Le zone prioritarie individuate sono gli asili nido comunali, le scuole comunali di ogni ordine e grado, le sedi delle ex Circoscrizioni. Una determinazione dirigenziale, dopo quarant’anni dall’obbligo di legge.

A Torino si scrive un’agenda nazionale che mette in fila enti pubblici, imprese, Terzo Settore e accademia. A Siracusa, fra una Consulta deliberata e non insediata, una sperimentazione mancata e un PEBA in fase di sola redazione, manca proprio quel livello intermedio. È la differenza fra avere un metodo e improvvisare, ogni volta, sul caso del giorno.

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Alessandro Calabrò è autore di «Come usare VoiceOver su iPhone» (2024) e di «Nuove visioni. L’AI a supporto della disabilità visiva» (2025). Ha fondato Aretusapedia, l’enciclopedia digitale di Siracusa: https://aretusapedia.it. Sito personale: https://alessandrocalabro.it/chi-sono/.

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