… E alla fine Carmelinda Gentile diventò Betty Boop

“… E alla fine diventai Betty Boop”.

Un titolo che incuriosisce, per un libro che esce per i tipi di Aurea Nox e firmato da un volto noto, quello di Carmelinda Gentile, la Beba de “Il commissario Montalbano”.

Per noi siracusani Carmelinda Gentile è un valore aggiunto: è l’attrice e regista che si è formata all’INDA sotto la guida di Giusto Monaco, che senza divismi ha mantenuto vivi i contatti con la sua città, decidendo anche di elaborare il percorso della malattia facendo teatro con e per chi l’ha attraversato e ancora l’attraversa – pensiamo al progetto “Passo dopo Passo” –, è ambasciatrice della nostra cultura nel mondo, insignita dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale del titolo di Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia per il suo lavoro in Olanda con il Korego Theater Group da lei fondato e diretto, adesso l’autrice che propone le sue liriche, i suoi racconti – apologhi piuttosto, piccole storie tra reale e immaginario, con personaggi che diventano simboli, emblemi di un modo di sentire la vita, quasi favole dall’intento “morale”.

Sì, perché mentre nei versi Carmelinda Gentile esprime sentimenti, emozioni, sensazioni – c’è anche il riferimento alla malattia, ma mai si indulge nel pietismo: “Importante per me è ricordare alla gente di fare prevenzione” è l’intento che ci rivela essere il suo motore –, nei racconti si scorge la fede nei valori essenziali della vita, nella famiglia, nella libertà di amare, nei sogni, nell’immaginazione, unita al solido realismo di chi ha conosciuto la delusione, il dolore, la sofferenza.

Nella sua prefazione, Filippo Bozzali parla di “dono d’amore” a proposito di questo libro.

Noi aggiungiamo, con le stesse parole dell’autrice, che scrivere è un “atto di presenza” e che al di là del tempo più o meno lungo che ci è stato donato, essere presenti e regalare a chi ascolta e legge le proprie parole è una consegna, un legato.

Frequenti i richiami alla terra, al mare, al mito – e non potrebbe essere diversamente, per una siracusana che ha fatto della grecità il fondamento del proprio mestiere e del proprio essere –, ai ricordi adolescenziali, all’eredità dei maestri – molto sentito e apprezzabile il riconoscimento alla professoressa che seppe risvegliare nei suoi studenti l’amore per i libri e il pensiero critico.

L’impegno traspare nei continui riferimenti al matriarcato (quello siciliano affonda nella notte dei tempi, nella mitologia, nella storia, nella letteratura) e al patriarcato, specie quello che oggi è di moda definire “tossico”.

Da via Lettighieri ad Amsterdam: ecco la parabola di Carmelinda Gentile, di cui queste pagine sono un diario di bordo, un resoconto, un distillato.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante ‎il seguente testo "‎Carmelinda Gentile ...E ALLA FINE DIVENTAI BETTy BOOP (AUREA NOX CASA EDITRICE) CALENDARIO DELLE PRESENTAZIONI 12 maggio Grosseto 14 maggio 23 maggio Torino (*) Palazzolo Acreide Carmelinda Gentile 24 maggio 25 maggio Agrigento Ealla fine diventai BettyBoop Boop Licodia Eubea 27 maggio 28 maggio Grammichele Caltagirone (*)Salone del libro AURIANG AYST ල ល KOREGO נה KOREGO 布‎"‎

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