ATTO DI PIRATERIA CONTRO LA SOVRANITA’ EUROPEA E ITALIANA

NON TIMBRARE OGNI BIGLIETTO PER L’INFERNO SOLO PERCHE’ IL BIGLIETTAIO E’ POTENTE

L’arresto arbitrario in acque internazionali e in zona marittima greca da parte delle autorità israeliane dei due attivisti, rapiti mentre erano imbarcati su una delle navi battenti bandiera italiana della Flotilla (Saif Abukeshek Abdelrahim, di cittadinanza spagnola e palestinese, e Thiago de Avila e Silva Oliviera di cittadinanza brasiliana) integrano l’ultimo – in ordine di tempo, ma non il più grave – dei comportamenti criminali del governo israeliano che costituiscono un vero e proprio atto di pirateria in lesione della libertà di navigazione e al contempo della sovranità italiana ed europea nonché flagrante violazione della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, ed in particolare degli articoli 2 e 3 di essa. Tali norme tutelano il diritto alla vita e vietano in modo assoluto ed inderogabile la tortura, i trattamenti inumani o degradanti e ogni forma di esposizione a tali trattamenti ed impongono di sanzionarne severamente i responsabili.

Gli attivisti sono detenuti – o meglio sequestrati – in un luogo sconosciuto, a quanto è dato sapere maltrattati e in condizioni degradanti, senza potere sostanzialmente comunicare neppure con i loro difensori, né con i familiari né con una effettiva efficace assistenza delle autorità consolari, e la farsa del tribunale agli ordini del criminale internazionale Netanyahu che in assoluta inesistenza di indizi di illeciti ha prorogato di altri quattro giorni il sequestro di persona, (nell’attesa di fabbricare false prove?!) è un ulteriore oltraggio a diritto internazionale, comunitario e all’Italia. La condotta canagliesca della marina israeliana è da considerarsi per noi ancora più grave perché i due attivisti si trovavano al momento del loro sequestro su imbarcazione battente bandiera italiana, e, pertanto, l’Italia aveva piena sovranità sulla nave e su tutti coloro che vi si trovavano ed esercitava, in conformità alla giurisprudenza consolidata della Corte Europea e al diritto internazionale del mare, giurisdizione piena ed esclusiva su tutti i soggetti che erano a bordo.

Lo Stato italiano era ed è quindi tenuto ad adottare tutte le misure necessarie per prevenire e, comunque, interrompere e fare cessare immediatamente tali violazioni di diritti fondamentali, peraltro riconosciuti dalla Costituzione Italiana che vincola la Repubblica a tutelarli. E’ perciò inaccettabile e assolutamente censurabile l’inerzia dello Stato italiano- resa ancora più manifesta dalla ferma presa di posizione della Spagna oltre che del Brasile- (oltre che dell’Unione Europea e della Comunità internazionale), responsabili della tutela dell’integrità fisica e psicologica di quelle persone, che è come si trovassero sul territorio italiano quando vi sono state sequestrate, e davvero giustamente tale condotta omissiva del governo italiano è stata denunciata alla Procura della Repubblica di Roma. Tale ultima violazione del diritto da parte del governo Netanyahu, si aggiunge alla ormai intollerabile carneficina che viene perpetrata dallo stato di Israele quotidianamente, e non si comprende quale sia la ragione del silenzio, che è diventato vera e propria complicità (perché tale è la scelta di comportamento di chi resta indifferente) del governo italiano e delle Autorità europee di fronte all’uccisione di centinaia di migliaia di persone innocenti nel Medio Oriente, se non quella di servilismo impudente spiegabile unicamente per inconfessabili vergognosi intrecci economici. Non è di alcun interesse qui la disputa filologica sulla parola “genocidio”, ma l’evidenza dell’assassinio sistematico di massa di civili innocenti, e soprattutto di donne e bambini, e ripugnante è il fatto che nonostante Gaza sia stata totalmente occupata e depredata ai palestinesi che hanno subito ogni sorta di angherie, e nonostante l’espansione del paese occupante continui verso il Libano, la Comunità internazionale tema di reagire in favore degli aggrediti; non solo, ma i coraggiosi veri e propri eroi, che provano a scuotere le coscienze dell’Occidente su un suo ideale costitutivo, e cioè che “il prezzo per la libertà non è mai troppo alto”, sono sostenuti esclusivamente dalle piazze dei giovani, di fatto senza alcuna rappresentanza politica.

Chi, come Pedro Sanchez ha la schiena dritta e non teme di rivendicare la verità, viene minacciato dai sedicenti potenti della terra. Orbene, quandanche apparisse difficoltoso che il diritto prevalga sulla forza, è nostro dovere civile inderogabile mobilitarci per imporre ai nostri governanti – cui sfugge l’utilità- di fare rispettare i principi e i valori della Costituzione, su cui hanno giurato, e del diritto europeo ed internazionale anche di fronte alla Storia impedendo la vergogna di un’intera generazione.

Umberto Di Giovanni – Giuristi Democratici SIRACUSA

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