Potrebbe trattarsi di un “terremoto” per la sanità siciliana. Il ministero della Salute ha “bocciato” la proposta di riorganizzazione della rete ospedaliera presentatagli dalla Regione Siciliana lo scorso anno perché presenterebbe “numerose incongruenze tali da non consentire una corretta e compiuta istruttoria”.
Potete immaginare lo sconcerto con cui gli ambienti politici e sindacali hanno appreso la notizia. I sindacati hanno parlato di ennesimo fallimento del governo regionale, mentre parlamentari dell’opposizione hanno chiesto le dimissioni del presidente Schifani. Da Palazzo d’Orléans e dall’assessorato alla Salute si è gettata acqua sul fuoco, nel tentativo di attutire la botta. “Nel giro di una settimana o al massimo dieci giorni risponderemo alle osservazioni del ministero”, ha assicurato il presidente Schifani. L’assessora alla Salute Daniela Faraoni ha invece ammesso “di essere consapevole che in alcuni casi, per preservare una rete ospedaliera in grado di servire le comunità anche più difficili da raggiungere, non era possibile rispettare i parametri del DM 70”, l’ormai famoso decreto del 2015 dell’allora ministro della Sanità, Balduzzi.
Si tratta di un’ammissione importante che potrebbe riguardare anche strutture sanitarie siracusane. In particolare, dopo la “bocciatura” del piano di aggiornamento del sistema ospedaliero, il destino del nuovo ospedale è avvolto nell’incertezza. Per spiegarne il motivo, bisogna fare un passo indietro.
A settembre del 2025, il presidente Schifani diede notizia dell’approvazione del nuovo piano ospedaliero. Sia Schifani che l’assessora Faraoni garantirono che nel piano era compreso il presidio ospedaliero di Siracusa che “veniva elevato a Dea di secondo livello”. Ora, se, come sembra, il ministero della Salute ha rispedito al mittente, cioè alla Regione, l’intera proposta di riorganizzazione della rete ospedaliera, è logico dedurre che la “bocciatura” riguardi anche il nuovo ospedale, con tutte le conseguenze facilmente immaginabili.
Come ha dichiarato Renato Schifani, nei prossimi giorni tra la Regione Siciliana e il ministero della Salute si aprirà un confronto sia a livello politico che a livello tecnico per tentare di sistemare le carte e trovare, dove possibile, una convergenza, che, vogliamo sperarlo, metta al riparo il futuro del tanto atteso nuovo nosocomio siracusano.

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