Brucoli bevuta: ruspe e cemento all’assalto del borgo

Villette, casermoni a schiera, parcheggi e lottizzazioni a perdere. A Brucoli la speculazione edilizia avanza inesorabile e travolge gli ultimi ettari di territorio superstite. Sbancamenti e fabbricati si spingono ormai fino alle soglie del fiordo, a pochi passi dal complesso rupestre “Pantàkias-Gisira” e dalla costa.

Scendendo lungo la via del mare che dalla ferrovia conduce al borgo, in contrada Bongiovanni, è tutto un intrico di scavi, cumuli rocciosi, travi e pilastri. Della campagna non c’è più traccia. Al suo posto troneggiano gli scheletri in calcestruzzo di una decina di alloggi allineati ai margini della carreggiata. Ben presto arriveranno i parcheggi, un ristorante, un chiosco e persino una cavea in cemento armato.

Gettano cemento e lo chiamano “Ecoparco”

 

Proprietario del lotto di terreno è Carmelo Conti, amministratore unico della Conor srl, società esecutrice dei lavori in corso. Pochi mesi fa, la stessa ditta ha portato a termine il rifacimento di piazza Mattarella ad Augusta. Un’opera finanziata con fondi del PNRR e nota alle cronache per l’abbattimento di una ventina di ficus pluridecennali, rigogliosi e in ottima salute.

Ecoparco”. Così l’Amministrazione Di Mare e il privato costruttore, in un maldestro tentativo di green-washing, hanno battezzato l’intervento di cementificazione in contrada Bongiovanni. In totale fanno quasi due ettari di suolo consumato, benché il Piano Regolatore ne destinasse oltre il 60 % a “verde pubblico non attrezzato” e pertanto inedificabile. Un’area tutelata nella quale il Piano Paesaggistico regionale vieta espressamente di “effettuare movimenti di terra e di “realizzare serre, ad eccezione di quelle mobili stagionali, provviste di strutture in muratura e ancorate al suolo con opere di fondazione”.

Case vacanze ed esercizi commerciali in zona F

Viene da chiedersi come sia stato possibile consentire l’edificazione di un’area dove è vietato ogni movimento di terra e non si può piantare nemmeno una serra. La domanda riguarda anche il cantiere aperto sul versante ovest di contrada Bongiovanni, appena di fronte al sedicente “ecoparco”. In questa zona sono già spuntati tre edifici da adibire a case-vacanze. Il progetto ne prevede sei in tutto, divisi tra strutture ricettive, bar e negozi.

Un centro commerciale a cielo aperto”, secondo l’intenzione del suo promotore Francesco Lombardo, presidente della Confederazione nazionale dell’Artigianato (CNA) di Siracusa per il settore del trasporto merci. L’intervento edilizio, da oltre 3 mila metri cubi, occuperà una striscia di paesaggio agrario che il Piano Regolatore vincola a zona F per “attrezzature collettive pubbliche”; ed è in larga parte non edificabile, anche in forza della dichiarazione di “notevole interesse pubblico” decretata dalla Regione nel 2008.

La minaccia di un complesso alberghiero e residenziale sul golfo

Insomma, i vincoli di tutela non fermano le ruspe, nonostante la pioggia di denunce firmate dalle associazioni ambientaliste e rilanciate da qualche consigliere comunale. Da contrada Bongiovanni fino al golfo di Brucoli, dove nel febbraio 2024 la Giunta Di Mare ha dato il via libera al piano di lottizzazione “Pozzillo-Faffaianni”. Un piano che prevede la creazione di un maxi complesso residenziale e alberghiero – un hotel e 35 corpi di fabbrica – destinato a fagocitare 17 ettari di promontorio. Tra i progettisti figura l’ingegnere Roberto Meloni, componente del Comitato di gestione dell’Autorità portuale di Augusta, nominato nel 2022 dall’allora presidente Nello Musumeci. L’intervento di lottizzazione – ora al centro di un contenzioso tra proprietari, Comune e tecnici che lamentano il mancato pagamento dei compensi pattuiti – è sprovvisto di valutazioni ambientali, obbligatorie per legge. E anche in questo caso viene sacrificata una zona F insieme a una lunga fascia costiera.

Il prezzo della “valorizzazione”

Sventolando il brand-cliché del “borgo marinaro”, la propaganda politica chiama “valorizzazione” le colate di cemento che immolano il territorio, luoghi e memorie irripetibili, allo squallore di nuovi ecomostri. Tra sushi, spritz, solarium conficcati sulla battigia e pontili a danno della posidonia oceanica in pieno sito Natura 2000.
L’Amministrazione Di Mare delibera, l’ufficio tecnico comunale autorizza e la Soprintendenza si accoda.  Gli uffici della Regione rimangono inerti e il consumo di suolo raggiunge livelli da record.
Il risultato sono costi sociali e ambientali incalcolabili: il prezzo del profitto per una manciata di imprenditori e professionisti sotto l’ala protettrice del sindaco di turno.

 

Foto di copertina del cineasta Diego Pascal Panarello “Operazioni di sradicamento arboreo in piazza Mattarella ad Augusta”

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