Angela Verdecchia: “La Costituzione è la nostra resistenza”

Si è molto discusso sul contributo dato dai giovani alla vittoria del No al referendum. Tra essi, particolarmente significativo è quello di Angela Verdecchia, studentessa, coordinatrice della Rete nazionale degli studenti medi. Abbiamo messo insieme le cose da lei dette nell’intervento a Piazza del Popolo subito dopo la valanga dei No provenienti dai seggi e quelle dette lo scorso sabato sera nell’intervista di Massimo Gramellini a “In altre parole”. Ci è sembrato più efficace fargliele dire in prima persona.

“Sono Angela Verdecchia, ho vent’anni e sono la coordinatrice della Rete nazionale degli studenti medi. Sono qui a piazza del Popolo per festeggiare insieme a tutti voi la vittoria del No alla riforma del governo. Se la mia voce, il mio impegno, la mia partecipazione possono essere utili per difendere l’idea di Paese su cui questa Repubblica è stata costruita, allora non c’è altro posto diverso dove dovrei essere. Per la mia generazione è stata un’occasione di rivalsa per prenderci lo spazio partecipativo che non ci è stato dato o ci è stato tolto. Lo voglio dire con forza: nella Costituzione ci sono i nostri valori, le nostre radici, i nostri ideali. Per questo ci siamo mobilitati in tanti. L’abbiamo fatto anche per dire un chiaro no al Governo Meloni, che si è fatto beffe di noi fino al punto di impedire di votare agli studenti fuori sede.

Se lei, signor Gramellini, mi chiede se sappiamo dire solo dei no, io le rispondo che la nostra non è una prospettiva solo oppositiva. La nostra è la prospettiva di una generazione delusa e soprattutto inascoltata. Per noi contano i grandi valori: un futuro migliore, la giustizia sociale, la pace. Per questi valori siamo scesi in piazza per dare solidarietà al popolo palestinese. Aggiungo, sulla scia degli insegnamenti del professor Zagrebelsky – sul cui libro ho studiato diritto pubblico, superando l’esame del primo anno del corso di laurea – che per i giovani che si sono impegnati nella battaglia per bocciare la riforma del governo la Costituzione è la voce del popolo che rappresenta; essa viene dal sangue di chi ha lottato per ottenerla. Aver messo da parte del governo le mani sulla Costituzione senza il coinvolgimento degli organi di rappresentanza del popolo come il Parlamento è stato imbarazzante.

Permettetemi di citare, a proposito del rapporto tra la Costituzione e i giovani, uno dei più grandi padri costituenti, Piero Calamandrei. Nel 1955 nel discorso ai giovani milanesi, Calamandrei disse che la Costituzione non deve essere considerata come una legge morta, ma come un programma politico concordato, diventato legge, che è obbligo realizzare. Domandiamoci cosa si può fare perché i giovani sentano la Costituzione come cosa loro, perché sentano che nel difendere la Costituzione continua, sia pure in forme diverse, quella Resistenza per la quale molti dei loro fratelli maggiori persero la vita.generazione Z,

Per me, Angela Verdecchia, la Costituzione è la direzione da intraprendere quotidianamente”.

Le opinioni di Angela, che colpiscono per il loro profondo “patriottismo costituzionale”, sono largamente condivise dalla Generazione Z, che per l’80 per cento ha bocciato la riforma Meloni-Nordio. Sta ai partiti progressisti saper instaurare con i giovani un costruttivo dialogo per venire incontro alla voglia di cambiamento di cui sono portatori. In parte ha ragione, aggiungiamo noi, il professor Tomaso Montanari quando dice che il programma che le forze politiche alternative all’attuale governo devono concordare è, per gli obiettivi fondamentali, già contenuto nella Costituzione.

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