Il paradosso di Siracusa: Più sole d’Italia, meno Speranza di vita

Dai dati del Ministero dell’Economia e dalle più recenti indagini sulla qualità della vita, la provincia di Siracusa si presenta come un territorio dai profondi contrasti, dove una crescita economica trainata dal petrolchimico convive con indicatori sociali allarmanti e una qualità della vita ai minimi termini in Italia.

I dati del MEF relativi alle dichiarazioni dei redditi del 2024 (anno d’imposta 2023) mostrano una realtà economica molto diversificata nel siracusano. La differenza tra il comune con il reddito più alto (Augusta) e quello con il più basso (Francofonte) supera gli 8.700 euro, evidenziando un divario economico interno molto marcato. Confrontando il dato del capoluogo, Siracusa (€ 22.404), con quello delle altre province siciliane, emerge che il siracusano si colloca nella fascia medio-alta della regione, ma non al vertice.

> Palermo €23.200; Messina €23.105; Agrigento €22.495; Siracusa €22.404;…

Ultima è Ragusa (€20.279), che ha un’alta qualità della vita. È un esempio di come alcuni territori del Sud riescano a performare meglio grazie a un tessuto economico più solido (zona agricola e commerciale) e a migliori indicatori di sicurezza sociale. In buona sostanza, è il triangolo industriale (con Augusta) l’area più ricca della provincia, mentre le aree agricole sono in difficoltà: l’ultimo paese siracusano è Francofonte, e anche Pachino (€11.318) si colloca nella parte più bassa della classifica regionale, cioè nemmeno il settore del pomodorino frutta come un tempo. Le principali indagini sulla qualità della vita (del Sole 24 Ore e di ItaliaOggi) sono concordi nel mostrare una frattura netta tra il Centro-Nord e il Mezzogiorno. In questo contesto, la Sicilia si posiziona stabilmente nella coda della classifica, ma con significative differenze interne.

La classifica del Sole 24 Ore 2025 e variazioni 2024 (su 107 province) riporta:

ProvinciaPosizioneVariazioneNote
Ragusa82°La migliore in Sicilia
Enna87°+10Miglioramento significativo
Messina91°Stabile
Trapani93°-8Peggioramento
Agrigento95°+1Buono
Catania96°-13Forte peggioramento
Palermo97°+3Leggero miglioramento
Caltanissetta103°-5Netto peggioramento
SIRACUSA106°-2Penultima in Italia

**Classifica ItaliaOggi 2025 (su 107 province)

Anche in questa seconda indagine, la situazione è analoga: Ragusa è la migliore siciliana (78° posto), mentre Siracusa si conferma al 102° posto, in coda insieme a Catania (100°), Agrigento (103°) e Caltanissetta (107°).

Abbiamo una provincia e specialmente il capoluogo che non solo è tra le peggiori d’Italia, ma è stabilmente da anni tra le ultime in Sicilia, superata di slancio da province come Ragusa ed Enna, che mostrano invece segnali di ripresa. I punti di debolezza di Siracusa emergono dalla classifica degli indicatori che affondano la qualità della vita nel siracusano:

Economia e Lavoro: Siracusa è ultima in Italia per numero di aziende in fallimento, un indicatore fortemente negativo della salute del tessuto imprenditoriale locale. La provincia è ultima in Italia per crescita del Prodotto Interno Lordo pro capite. Se da un lato l’export è molto alto (4° in Italia), questo dato è distorto perché dipende quasi esclusivamente dal settore petrolchimico, rendendo l’economia locale fragile e poco diversificata.

Speranza di Vita: a Siracusa ci si aspetta di vivere in media 81,5 anni, due anni in meno rispetto alla media italiana. È il quarto ultimo dato a livello nazionale. La provincia registra tassi di mortalità per cause prevenibili tra i più alti d’Italia. (sanità/ambiente).

Qualità della Vita delle Donne: Siracusa è al 103° posto in questa speciale classifica.

Giustizia e Sicurezza: sebbene sia un problema sentito in tutto il Sud, Siracusa ha registrato un peggioramento in questo settore, perdendo 10 posizioni nel 2025.

Emergono solo alcune eccellenze specifiche del territorio:

Il Clima: con 272,61 ore di sole al mese in media, Siracusa è la città più soleggiata d’Italia.

Il Turismo in Crescita: il trend degli arrivi turistici è positivo (+15% nel 2024).

La Tenuta delle Imprese: nonostante i fallimenti, Siracusa è prima in Italia per il numero minimo di cessazioni d’impresa.

È una “stranezza siracusana”. Il rapporto del Centro Studi CNA, presentato a gennaio 2026, fotografa una realtà drammatica: la provincia di Siracusa è prima in Italia per crescita del PIL (+44,7% tra il 2019 e il 2025) ma 106ª su 107 per qualità della vita. Questo si traduce in una crescita economica che non si traduce in benessere diffuso perché trainata esclusivamente dal polo petrolchimico, che produce il 70% del valore aggiunto manifatturiero ma occupa solo il 6,8% dei lavoratori. I segnali concreti del declino:

IndicatoreDatoConfronto con l’Italia
Perdita di residenti (2011/2025)-17.000 (-4,3%)Tendenza negativa
Laureati 25-39 anniUltimi in ItaliaFuga di talenti
Tasso NEET*33,7%Più del doppio (media Italia 16%)
Fuga laureati STEM32%Perdita di capitale umano qualificato
Disoccupazione giovanile48,7%Oltre il doppio (media Italia 21,1%)
Contratti a termine68,3%Quasi il doppio (media Italia 34,2%)
Retribuzioni (servizi)€455/settimana-21% rispetto media Italia
Gender gap retributivo25%Le donne guadagnano un quarto in meno

*giovani tra 15 e 29/34 anni che non studiano, non lavorano e non frequentano corsi di formazione*

**I laureati STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics) sono profili altamente ricercati, con un tasso di occupazione vicino al 90% entro 5 anni dalla laurea.

Sempre a gennaio 2026, l’associazione CNA ha lanciato l’allarme: il 56,5% delle imprese commerciali ha registrato un calo delle vendite durante i saldi invernali rispetto al 2025, mentre solo il 13% ha visto un incremento. Le cause principali sono il commercio online (39,1%) e la ridotta capacità d’acquisto delle famiglie (34,8%). Il 65% degli operatori dichiara di non sapere cosa aspettarsi. Un altro punto dolente è l’istruzione. Abbiamo una dispersione scolastica da emergenza. Secondo il monitoraggio dell’Ufficio Scolastico Regionale (2022/2023), la situazione nella provincia di Siracusa è particolarmente critica: sulla scuola primaria, Siracusa è maglia nera in Sicilia con l’1,11% di alunni che abbandonano, un dato in aumento rispetto allo 0,98% dell’anno precedente. Sulla scuola secondaria, la dispersione supera il 10%, tra le peggiori della regione. Sul fronte delle competenze, la Fondazione Openpolis (settembre 2025) posiziona Siracusa all’11° posto in Italia per percentuale di studenti di terza media che terminano con il livello di apprendimento più basso possibile in Italiano (19%, contro una media nazionale del 9% – competenze pari a quelle di un alunno di quinta elementare).

I comuni con i dati più allarmanti sono Avola, Pachino, Siracusa e Lentini. Per contrastare il fenomeno, sono state avviate iniziative come il progetto sperimentale di ANCI Sicilia (che ha scelto Siracusa come laboratorio) e l’applicazione del Decreto Caivano, che ha portato a 85 segnalazioni di genitori all’Autorità Giudiziaria per mancato obbligo di istruzione. Un capitolo a parte che poi tratteremo è quello dello spaccio di droga nelle scuole. Se passiamo al caro-vita, all’inflazione e alla fragilità sociale, gli indicatori offrono un altro quadro pietoso. L’inflazione a marzo 2026 segna un +0,2% sul mese precedente e +1,4% su base annua, con una perdita stimata per famiglia nel 2025 di 579 euro. Secondo un’indagine dell’Unione Nazionale Consumatori, Siracusa è stata la quinta città in Italia per aumento del costo della vita, un fenomeno acuito dall’overtourism che esercita pressione sui prezzi, specialmente a Ortigia. La provincia presenta un quadro di forte dualismo e disuguaglianza. Il “paradosso siracusano” descrive un’economia a due velocità: ricchezza concentrata nel petrolchimico, mentre la maggioranza dei lavoratori ha contratti a termine (68,3%) e retribuzioni inferiori alla media nazionale. Un altro allarme è la sicurezza e il disagio sociale. Si registra un aumento della criminalità, definito “preoccupante” dalle autorità locali, e un’impennata di reati gravi tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 (attentati dinamitardi, rapine violente). A ciò si aggiungono altri indicatori di sofferenza sociale:

Grado d’usura: la provincia registra l’aumento più alto in Sicilia di imprese in sofferenza (+15,8%), attribuendole il “primato” negativo regionale per il rischio di usura.

Gioco d’azzardo: Siracusa è tra le prime province in Italia per spesa pro-capite nel gioco online (3.203 euro annui a testa per i residenti 18-74 anni).

Salute mentale: si registra un consumo di psicofarmaci tra bambini e adolescenti tra i più alti in Sicilia, con prescrizioni per l’ADHD quasi 5 volte superiori alla media nazionale.

Ecco che questi indicatori, molti ancora (ambiente, verde, qualità dei servizi, ecc.), portano a quel bassissimo livello della qualità della vita a Siracusa. La città è caratterizzata da un forte dualismo: da un lato, una vita sociale e culturale ricca, un contesto storico ineguagliabile e un primato nazionale per il clima (per pochi e turisti); dall’altro, difficoltà strutturali legate ai trasporti, al caro affitto, alla pressione turistica e, soprattutto, a una crisi economica e sociale profonda (periferia/poveri). La probabilità che Siracusa continui a scivolare nelle classifiche della qualità della vita è molto alta se non si inverte la rotta. La sfida per i prossimi anni sarà trasformare la ricchezza generata dal polo industriale in opportunità diffuse per tutto il territorio, attrarre i giovani talenti e investire in servizi, istruzione e coesione sociale. Esempi positivi stanno nascendo da iniziative commerciali di extracomunitari.

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