“Da qui a due mesi – non da ora alla prossima campagna elettorale! – , avremo l’impresa che inizierà a trasformare il capannone, bruttissimo, che si trova sul Molo Sant’Antonio nella stazione marittima che manca alla città, e i cittadini si riapproprieranno del loro mare”. Parola del presidente dell’Autorità di Sistema portuale del mare della Sicilia orientale, ing. Francesco Di Sarcina. Nell’incontro organizzato da Giovanni Cafeo e Ivan Scimonelli del movimento ‘Insieme’ – “Siracusa la città e il mare” – stamattina, 21 marzo all’Urban center, è stata questa la priorità indicata da Di Sarcina per avvicinare il porto di Siracusa agli standard internazionali.
Un primo investimento da 9-10 milioni di euro per il quale è già stata espletata la gara d’appalto per il progetto esecutivo – 31 le offerte presentate – per ristrutturare l’interno del preesistente edificio, che sarà a due piani: al primo la stazione marittima e al secondo una sala congressi e gli uffici per l’AdSP. “Lo dovremo alzare di un po’ ma non ci saranno ostacoli perché la Soprintendenza è al nostro fianco, sia ben chiaro. È con noi e condivide il progetto”. A siglare l’accordo una stretta di mano.
“Contemporaneamente, grazie al prezioso supporto del prof. Luigi Alini “ma non solo”, abbiamo organizzato un concorso di architettura per modificare l’aspetto esteriore del ‘capannone’ e insieme riqualificare l’ampia area del molo esterna affinché, compatibilmente con le attività portuali, sia aperta alla città per essere con essa un tutt’uno” ha spiegato Di Sarcina.
I concorrenti che hanno partecipato sono stati 39 e la proposta architettonica migliore sarà decisa da una commissione “di Siracusani”. “Predisporremo un catalogo e lo pubblicheremo cosicché tutti possano conoscere le 39 proposte”. Quindi si farà la gara per il progetto esecutivo e i lavori per 25-26 milioni.
“35 i milioni destinati alle opere da realizzare sul molo sant’Antonio. Più di quanto abbiano incassato dal territorio nel primo anno. Si tratta di risorse già impegnate a questo scopo. Non sono quindi promesse ma quello che si realizzerà tra tre, quattro anni anche se ci sarà un altro diverso presidente dopo di me”.

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