Augusta, un supermercato Lidl alle porte del cimitero. Cronistoria di uno scempio urbanistico

Procedono senza sosta i lavori del nuovo insediamento commerciale della Lidl alle porte del camposanto di Augusta. A vedere la luce, ai margini del viale (di quel che resta) dei cipressi, è un supermercato in cemento armato di oltre 2 mila metri quadrati, con parcheggio da quasi mezzo ettaro e strade, rampe e locali tecnici a fagocitare terreni agricoli, fascia cimiteriale e verde di rispetto soggetti a vincolo d’inedificabilità assoluta.
Uno scempio urbanistico che fa carta straccia del Piano Regolatore e del Testo Unico delle leggi sanitarie, ed è divenuto il simbolo più eclatante della speculazione edilizia e dell’attacco all’ambiente e al paesaggio, che sono la vera cifra del primo quinquennio dell’Amministrazione – a trazione Fratelli d’Italia – guidata dal sindaco Giuseppe Di Mare.

L’opposizione degli ambientalisti: “progetto incompatibile con la zona F”

Il progetto della Lidl è stato approvato dalla Giunta municipale nel maggio 2021. Qualche mese dopo si manifesta l’opposizione delle associazioni Natura Sicula e Legambiente, che per prime denunciano l’incompatibilità dell’intervento con il vincolo di zona F per “attrezzature e impianti d’interesse generale”. Una zona urbanistica in cui sono ammessi, come chiarito dal Consiglio di Stato, solo “interventi edilizi connotati da un positivo risvolto per l’interesse pubblico generale a soddisfare i bisogni essenziali della persona, aventi natura non commerciale”. Scuole, ospedali, cimiteri, parchi. Nessuno spazio quindi per i centri commerciali.
Inoltre, sottolineano gli ambientalisti, l’area di contrada Pezzagrande è individuata dal Piano Regolatore quale zona di “verde cimiteriale” per un raggio di 200 metri dal perimetro del cimitero, e come “verde di rispetto” per la restante parte. Conseguenza di questi vincoli è l’inedificabilità assoluta dei terreni che si estendono per 17 mila metri quadri.

Lo stop del Dipartimento Regionale alle Attività Produttive

La denuncia degli ambientalisti arriva sul tavolo del Dipartimento alle Attività Produttive della Regione Siciliana che, nel gennaio del 2023, blocca il progetto negando alla Lidl l’avvio del procedimento per il rilascio dell’autorizzazione commerciale. Nel provvedimento di archiviazione, che fa propri i rilievi delle associazioni e sottolinea l’assenza di un piano urbanistico commerciale, il dipartimento regionale evidenzia che “la zona prevista per l’insediamento della grande struttura non è rispondente alla zona specialistica prescritta dal D.P.Reg. 165/2000, trattandosi di zona F.” Un’area che secondo i dirigenti regionali è “deputata alla realizzazione di strutture attinenti al pubblico interesse e alla funzionalità dei centri abitati, nelle quali sono ricomprese anche gli spazi per attività collettive.” In sostanza, un insediamento di questo tipo andava collocato in una zona commerciale. Non in una zona per attrezzature di interesse pubblico.

Il Comune a difesa della Lidl

La Lidl però non si arrende e deposita un ricorso al Tar di Catania contro il provvedimento di archiviazione firmato dalla Regione. Anche il Comune di Augusta decide di costituirsi in giudizio. E lo fa contro la Regione e a difesa dell’interesse della multinazionale tedesca. Per i giudici amministrativi, che non entrano nel merito della contesa urbanistica, il provvedimento regionale è illegittimo per vizio di procedura: la Regione, anziché rigettare l’istanza, avrebbe dovuto indire una conferenza dei servizi per esaminare – in quella sede – la richiesta di autorizzazione commerciale.

L’assist della legge regionale n. 3/2024: la competenza passa al Comune

In esecuzione della sentenza del Tar, una conferenza dei servizi verrà convocata tre mesi dopo, ma non si terrà mai. A gennaio del 2024, l’Ars ha riformato la disciplina regionale del commercio, innalzando le soglie dimensionali degli esercizi commerciali. Per effetto di questo “trucco” normativo, il supermercato Lidl non è più considerato “grande” struttura di vendita, ma solo “media”. L’assist è così servito: la conferenza dei servizi non è più richiesta dalla legge; salta persino l’obbligo di produrre uno studio d’impatto ambientale, su viabilità e tessuto urbano; e la competenza autorizzativa passa dalla Regione al Comune. Che in pochi mesi rilascerà permesso a costruire e autorizzazione commerciale.

L’irregolarità dell’iter: bypassato Consiglio comunale e Asp di Siracusa

I due provvedimenti, a firma del dirigente dell’Ufficio urbanistica Massimo Sulano, concludono un procedimento viziato, a monte, da una grossolana violazione del Testo Unico delle leggi sanitarie (art. 338 del R.D. 27 luglio 1934 n. 1265) e della normativa regionale di attuazione (Decreto Sanità n. 38/2003). Perché la decisione di sacrificare la fascia di rispetto cimiteriale, per far spazio al parcheggio e alle attrezzature di un supermercato, non poteva essere adottata con semplice delibera di giunta. L’autorizzazione doveva arrivare dal Consiglio comunale, e soltanto dopo aver ottenuto il parere favorevole dell’Azienda Sanitaria Locale, sentita la Conferenza permanente provinciale dei servizi per i cimiteri.
In barba alle regole, la Giunta Di Mare ha invece scelto non soltanto di esautorare la competenza esclusiva del Consiglio comunale, ma anche di fare a meno del nulla osta sanitario sulla riduzione della zona di rispetto. A rivelarlo in una nota ufficiale è la stessa Asp di Siracusa, chiarendo che “la Conferenza Permanente Provinciale dei Servizi per i Cimiteri di questa ASP non si è mai riunita su istanza del Comune di Augusta, pertanto, conseguentemente, non è mai stato rilasciato alcun parere ai sensi dell’art. 338 T.U.LL.SS. che modificasse in alcun modo la fascia di rispetto autorizzata.”

Lavori in corso nonostante le denunce

Di questi fatti è da tempo informata la Procura di Siracusa, destinataria di due esposti-denuncia da parte, rispettivamente, di Natura Sicula e dell’associazione Piano Terra di Augusta.
Le Associazioni si erano anche rivolte al Dipartimento Regionale dell’Urbanistica, chiedendo un intervento ispettivo su questo come su altri dieci progetti edilizi e piani urbanistici approvati dalla Giunta Di Mare. Il risultato è un nulla di fatto.
Dal deposito di quelle denunce è trascorso più di un anno, e i lavori vanno avanti indisturbati.
Il suolo agricolo è già stato integralmente tombato. E la sagoma del nuovo supermercato ha ormai oscurato la vista del cimitero.

Gianmarco Catalano

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