Con un’articolata nota, il vicesindaco di Siracusa, Edy Bandiera ha rilanciato il tema del “collettamento dei reflui civili“, attualmente scaricati nel Porto Grande, nel depuratore consortile Ias.
A Bandiera va riconosciuto il merito di aver riacceso i riflettori su una questione avvolta da mesi nel silenzio e segnata dall’inconcludenza della politica.
Bandiera fa riferimento a una riunione (a cui ha partecipato) tenutasi alla presidenza della Regione nel corso della quale sarebbe emersa la volontà di rilanciare il depuratore Ias, considerato presidio strategico per l’area industriale siracusana, di salvaguardare l’occupazione e di dirottare i reflui civili di Siracusa, Floridia e Solarino nell’impianto Ias.
A tal proposito il vicesindaco ha affermato che lo studio di fattibilità commissionato da Palazzo Vermexio sull’idoneità della vecchia condotta a convogliare i reflui ha dato esito positivo, aggiungendo però che si renderà necessario effettuare interventi di manutenzione per i quali bisognerà trovare i soldi. Tempi previsti? “Pochi anni“.
Fatte salve le buone intenzioni di Edy Bandiera, devo far notare che il suo intervento si scontra frontalmente con le decisioni prese dal presidente Schifani proprio sull’utilizzo del depuratore Ias, che è di totale proprietà della Regione.
Facciamo parlare i fatti. Primo fatto: a febbraio del 2024, in una riunione tenutasi alla Prefettura di Siracusa, viene istituito un tavolo tecnico che si conclude con la nomina dell’ingegnera Giovanna Picone a commissaria delegata del presidente della Regione col compito di dare attuazione agli interventi di adeguamento del depuratore Ias previsti a carico della Regione dal decreto interministeriale Urso/Pichetto Fratin.
Va sottolineato che la finalità degli interventi è quella di sbloccare i conferimenti all’Ias dei reflui industriali e di bilanciare le esigenze produttive con la tutela ambientale, la sicurezza del lavoro e l’occupazione.
Secondo fatto: quattro mesi dopo, a fine giugno, il presidente Schifani fa dietrofront e cambia radicalmente linea sulla strategia della depurazione nella nostra area industriale. In pratica decide che l’impianto Ias, con l’entrata in funzione dei depuratori privati, tratterà prevalentemente reflui civili. Questa decisione viene resa nota con un comunicato pubblicato sul portale della Regione e con il quale Schifani fa sapere di aver incontrato i sindaci interessati e i vertici dell’Associazione industriale di Siracusa e di aver preso atto della volontà delle principali industrie di dotarsi di propri depuratori. Poi aggiunge, ecco il passaggio chiave, che è stata individuata “la possibilità concreta di collegare all’impianto Ias altre utenze civili oltre a Priolo e Melilli“, cioè Siracusa, Floridia e Solarino.
Com’è evidente, Schifani allude al dirottamento dei reflui civili, attualmente scaricati nel Porto Grande, nel depuratore Ias. Era giugno del 2024, ma a distanza di un anno e nove mesi non si è fatto nulla. Di più: Bandiera dice, papale papale, che ci vorranno alcuni anni per attivare il collettamento nel depuratore consortile.
Quanto alla volontà di rilanciare l’Ias, affermata nella riunione palermitana e riferita da Bandiera, ci sia concesso di dubitarne fortissimamente alla luce delle tante dichiarazioni del presidente Schifani. Eccone una molto eloquente rilasciata a settembre 2023: “L‘emanazione del decreto Urso/Pichetto Fratin consente l’immediato avvio degli interventi per assicurare il rispetto dei valori ambientali, la salute dei cittadini e per garantire la piena riattivazione degli impianti di depurazione consortile“. Alzi la mano chi è in grado di dire se un solo intervento di quelli annunciati da Schifani sia stato realizzato. Al contrario, come abbiamo evidenziato, a giugno del 2024 Schifani decide di procedere in senso opposto all’asserito rilancio del depuratore.
Per completare il quadro, va detto che da qui a pochi mesi saranno operativi tutti i depuratori delle industrie e che di conseguenza i reflui industriali non saranno più conferiti, se non per modeste quantità, nell’impianto Ias. La domanda a cui bisogna dare una risposta concreta e credibile è questa: può restare in vita il depuratore Ias con i soli reflui civili di Priolo e Melilli, considerato che per portare a termine l’operazione di collettamento dei reflui di Siracusa, Floridia e Solarino ci vorranno, come dice Bandiera, alcuni anni e bisognerà trovare le risorse?

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