I segretari di 6 circoli della Provincia (Solarino, Noto, Lentini, Francofonte, Sortino, Palazzolo A.) prendono carta e penna e stilano un documento condiviso rivolto a Segretario Provinciale e Presidente Provinciale (Piergiorgio Gerratana e Renata Giunta) ma anche agli iscritti e simpatizzanti. L’oggetto è la crisi (evidente, logorante e imbarazzante) che incombe sul Circolo cittadino di Siracusa ma che condiziona e influisce negativamente su tutto il partito a livello provinciale. Una presa di posizione nel vuoto e nel silenzio ufficiale degli organismi che in tanti sperano possa smuovere le acque e accelerare il percorso di normalizzazione e rilancio del partito.
Care Democratiche, Cari Democratici,
scriviamo a seguito di un confronto serio tra segretari di circolo e iscritti, maturato nelle sedi dove ogni giorno rappresentiamo il Partito Democratico. Lo facciamo come segretari e come militanti che tengono aperte sedi, ascoltano cittadini, raccolgono istanze e provano a trasformare i bisogni concreti della Comunità in proposta politica. I nostri circoli sono presidi di ascolto e di azione politica viva nel territorio. Sono punti di riferimento per iscritti, simpatizzanti, amministratori e cittadini che cercano nel Partito una guida credibile.
La nostra presenza nei territori ci consente di osservare con attenzione ciò che accade intorno a noi e di coglierne con immediatezza le ricadute politiche e umane. Viviamo una fase complessa, nella quale cresce la sfiducia verso la politica organizzata e nella quale ai partiti è chiesto di dimostrare solidità, credibilità e coerenza. In questo contesto, la presenza del Partito Democratico non è un fatto ordinario, ma una responsabilità storica.
Siracusa, per storia, peso politico e centralità territoriale, rappresenta un punto nevralgico per l’intera provincia. L’immagine che il Partito restituisce a Siracusa si riflette inevitabilmente sull’assetto provinciale. Per questo ciò che accade a Siracusa non è una questione locale: riguarda la credibilità complessiva del Partito Democratico sul territorio.
Quanto accaduto nelle ultime settimane nel capoluogo di provincia, in relazione alla convocazione dell’assemblea cittadina e alle successive criticità procedurali, non è un fatto isolato.
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Si inserisce in una fase che da troppo tempo vede il Partito Democratico di Siracusa attraversato da frammentazione, contrapposizioni interne e una paralisi politica che ne soffoca il naturale slancio. L’immagine esterna che ha finora trasmesso il PD di Siracusa non è quella di una “forza tranquilla” (prendiamo a prestito la fortunata espressione che costituì il leit motiv della prima vittoria di Mitterand alle elezioni presidenziali francesi) ma quella – lo diciamo con immenso rammarico – di una “irrequieta debolezza”.
Una condizione che genera smarrimento e preoccupazione tra i nostri iscritti e che da tempo è percepita all’esterno come una difficoltà strutturale del Partito, contribuendo a indebolirne l’autorevolezza.
Sappiamo che il Partito è una comunità organizzata, un corpo vivo composto da articolazioni diverse che si sostengono reciprocamente. Siracusa, per centralità politica, simbolica e organizzativa, ne rappresenta il cuore. E quando il cuore è affaticato, anche gli arti più sani finiscono per risentirne: non perché manchi loro forza, ma perché viene meno quella piena irrorazione di energia, direzione e fiducia di cui il cuore è portatore.
I circoli possono essere attivi e radicati. Ma se il centro appare diviso o paralizzato, anche le realtà territoriali finiscono per risentirne.
Queste dinamiche logoranti non restano chiuse dentro il perimetro del Partito. La divisione e l’incertezza in cui versa il PD sono percepite all’esterno, e i primi a soffrirne sono i nostri elettori, stanchi di una fase che sembra non trovare una sintesi capace di rilanciare il Partito.
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Il rischio è concreto: dispersione del consenso verso liste civiche o aggregazioni estemporanee oppure, fatto ancora più grave, verso l’astensione. Un elettore deluso raramente accetta di restare nel dibattito interno. Spesso si allontana in silenzio. E quando si spezza il legame di fiducia, ricostruirlo diventa difficile.
Con Siracusa siamo di fronte a un danno che non è soltanto organizzativo, ma anche d’immagine e di credibilità, e che investe l’intera provincia. La responsabilità che sentiamo non riguarda soltanto gli equilibri interni: riguarda la fiducia dei nostri iscritti, la loro motivazione e la rappresentanza di quella parte di comunità che continua a guardare al Partito Democratico come a un presidio democratico essenziale.
Siamo consapevoli che per uscire da questa fase occorra comprendere fino in fondo le dinamiche che hanno prodotto le attuali difficoltà. Tuttavia non spetta a noi individuare responsabilità o formulare giudizi. Non intendiamo sostituirci agli organismi dirigenti, ma offrire il nostro contributo per sanare una crisi che si protrae da troppo tempo.
Proponiamo di riportare il confronto dentro un perimetro condiviso, riaprendo uno spazio di dialogo reale che consenta di superare divisioni sedimentate. L’unità non è una parola di circostanza. È una necessità politica. E non si proclama: si costruisce. Si costruisce con senso di responsabilità, con disponibilità all’ascolto, talvolta anche con la capacità di fare un passo indietro per consentire al Partito di farne uno avanti. Significa riconoscere che il rafforzamento del Partito Democratico è un bene superiore rispetto a qualsiasi posizione individuale o di gruppo.
Riteniamo che questo percorso debba partire proprio dai circoli, coinvolgendo pienamente iscritti, militanti e segretari in una fase strutturata di ascolto e confronto.
Siamo pronti a offrire il nostro contributo di idee, volontà e responsabilità per costruire questo percorso. Perché senza unità reale, senza metodo condiviso e senza una direzione riconoscibile, il rischio è quello di continuare a perdere terreno politico e fiducia sociale.
Offriamo questa riflessione con lealtà verso gli organismi dirigenti e con spirito costruttivo, convinti che il rafforzamento del Partito Democratico a Siracusa sia una responsabilità che riguarda tutti noi.
Con senso di appartenenza e responsabilità,
I Segretari firmatari
Fausto Bertona segretario circolo PD Francofonte
Nicola Di Ricco segretario circolo PD Solarino
Joseph Franzò segretario circolo PD Pachino
Marco Morabito segretario circolo PD Noto
Damiano Rubino segretario circolo PD Palazzolo Acreide
Claudia Saccà segretaria circolo PD Lentini
Cesare Salonia segretario circolo PD Sortino

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