L’Idroscalo di Siracusa: tra storia e futuro del nostro mare

Sapevate che nel cuore di Siracusa esiste un’area di quasi 4 ettari che ha fatto la storia dell’aviazione mondiale? Parliamo dell’Idroscalo “Arnaldo De Filippis” in via Elorina, un luogo sospeso tra un passato glorioso e un futuro tutto da scrivere.

Memoria e identità tutelate

Un punto fermo del dibattito attuale è la salvaguardia dell’identità del sito: tutte le infrastrutture che narrano la storia dell’idroscalo saranno tutelate. La Palazzina dell’Ala Littoria e i grandi hangar sono infatti protetti da decreti di interesse culturale e vincoli della Soprintendenza che ne impongono la conservazione e il mantenimento dell’efficienza senza alterazioni. Qualunque progetto futuro dovrà quindi rispettare questi edifici storici, testimoni di un secolo di volo.

Un secolo di storia

Inaugurato ufficialmente nel 1925, l’idroscalo è stato per decenni un’eccellenza tecnica e un ponte verso il Mediterraneo, ospitando sia idrovolanti militari che voli civili di linea. Con la fine dell’era degli idrovolanti, l’area è rimasta una sede logistica dell’Aeronautica, ma oggi varie Associazioni, anche mediante ricorsi al TAR, ne chiedono a gran voce la smilitarizzazione per trasformarla in un nuovo waterfront pubblico, e cioè in un affaccio a mare con splendida vista panoramica sul Porto Grande e sul Centro Storico di Ortigia .

   

(foto archivio Antonio Randazzo)

Cosa sta succedendo ora?

La tensione è salita nelle ultime settimane: il Ministero della Difesa ipotizza un rilancio militare con una base per elicotteri, ma il Consiglio Comunale, in sostanziale adesione a una richiesta in pochi giorni sottoscritta da una trentina di Associazioni e da oltre 1200 cittadini che si oppongono fermamente a tale anacronistica funzione richiedendo la smilitarizzazione dell’ area e la sua restituzione alla Citta’, ha invitato il Sindaco a reiterare la richiesta avanzata circa tre anni orsono al Ministero della Difesa e mai riscontrata, volta alla stipula di un protocollo per la piena valorizzazione del waterfont a servizio della cittadinanza. La scommessa è trasformare l’area in Via Elorina in un parco costiero integrato con il tessuto cittadino.

La storia dell’Idroscalo di Siracusa, nel suo secolo di vita, dimostra come la funzione di un luogo possa diventare un peso quando non riesce più a dialogare con il contesto circostante. La smilitarizzazione non è un atto di ostilità verso le Forze Armate, ma un riconoscimento della mutata realtà urbana e geopolitica. Se un tempo la difesa di Siracusa passava per le banchine del Porto Grande, oggi essa risiede nella capacità della città di essere competitiva, vivibile e culturalmente all’avanguardia.

Il braccio di ferro iniziato da alcuni anni rappresenta l’ultimo atto di una transizione rimandata per troppo tempo. La ulteriore mobilitazione dei cittadini e la capacità del Consiglio Comunale di mantenere fermo l’indirizzo politico saranno determinanti per stabilire se l’Idroscalo “De Filippis” continuerà a essere una barriera tra i siracusani e il loro mare o se diventerà finalmente la porta di accesso a una nuova stagione di splendore per la città di Archimede. La sfida, dunque, non è solo amministrativa, ma identitaria: restituire a Siracusa la pienezza della sua facciata marittima, riconvertendo “l’eroismo bellico” del passato in una nuova forma di coraggio civile e visione per il futuro.

Vi invitiamo, qualora concordiate con tali obbiettivi, a firmare la petizione on line attualmente in corso per la sdemanializzazione dell’ area

Giuseppe Ansaldi e Giovanni Randazzo

 

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