Riserva Ciane saline. Tra ritardi e domande, soprattutto sul Piano da 7 mln per progetti discutibili

Che la Polizia Provinciale di Siracusa, guidata ora dal Comandante Ten. Col. Daniel Amato, abbia finalmente iniziato un’azione efficace di contrasto all’illegalitànell’ambito delle attività di tutela del patrimonio”, come da ultimo comunicato, è non una buona ma un’ottima notizia.

Che il Presidente del Libero Consorzio Comunale di Siracusa, dott. Michelangelo Giansiracusa, abbia messo in campo una vera e propria “strategia istituzionale ritenendo fondamentale concentrare l’impegno dell’Ente sulla sicurezza e sulla legalità ambientale, pilastri imprescindibili per la tutela del territorio”, dà speranza a chi da sempre combatte i reati ambientali anche attraverso denunce e segnalazioni.

Era sembrato questo lo spirito che ha animato il partecipatissimo incontro del primo dicembre scorso presso la sede del Libero Consorzio nella Sala degli Stemmi. Alla presenza del Presidente Giansiracusa, del Presidente della Commissione Territorio e Ambiente all’ARS Giuseppe Carta e del silente Direttore della Riserva Giuseppe Mammino, dopo l’elenco delle gravissime criticità in cui versano le saline – “in agonia” secondo il geologo Pippo Ansaldi – come lo stesso Ciane, denunciate da alcuni dei rappresentanti delle tante associazioni ambientaliste e della società civile che hanno partecipato, ci si era lasciati con l’impegno di costituire un Tavolo Tecnico d’Indirizzo Permanente.

Condivisibile meritoria intenzione, forse davvero quella “radicale inversione di tendenza” preannunciata dall’avv. Corrado Giuliano (Comitato Parchi) meritevole di aver risvegliato con le sue denunce l’attenzione sui tanti evidenti problemi.

E invece? Invece nulla. E così, non avendo avuto notizia di alcun passo concreto nella costituzione del Tavolo a distanza di oltre un mese, abbiamo chiesto informazioni al Presidente Giansiracusa che ci ha risposto che proprio domani firmerà l’atto di convocazione, sebbene non ricordi per quale data.

Sarà l’occasione per avere risposta anche alle altre domande che gli abbiamo posto in merito al progetto messo in campo dal Libero Consorzio per arrestare “il progressivo e inarrestabile degrado dell’area protetta”, primo “intervento urgente, sistemico e strutturale” per salvare “un patrimonio ambientale e identitario di straordinaria importanza per il territorio siracusano”.

Un pacchetto di 5 interventi ‘strategici’ su cui Pippo Ansaldi e Carmelo Iapichino hanno espresso un severo giudizio ritenendo che non fosse idoneo ad affrontare le “reali urgenze ambientali e territoriali” della riserva per la quale due dovrebbero essere invece le priorità: salvare le saline che rischiano di scomparire nel giro di pochi anni per l’erosione della linea di costa, già rientrata di centinaia di metri, con un progetto già predisposto un paio d’anni fa che oggi potrebbe fruire dei circa 3 milioni di euro di fondi FESR (mal finalizzati nell’attuale proposta), e liberare il papiro dalla vegetazione infestante con un’azione di manutenzione non episodica ma costante.

Sono in gioco, è bene che lo si ricordi, quasi 7 milioni di euro che potrebbero quindi essere sprecati, andando inevitabilmente ad avvantaggiare soltanto chi sarà chiamato a realizzare opere come, per fare un esempio emblematico, il ‘previsto’ incubatoio di fauna ittica nell’ormai fatiscente ex stazione di sollevamento. Un’ipotesi progettuale da un milione e mezzo di euro da sommare a una medesima cifra per la successiva gestione.

Alla prima riunione del tavolo tecnico sarà dunque necessario sapere se si stia ancora andando avanti nella direzione indicata dal Libero Consorzio o se ci sia stato un opportuno ripensamento; e, nel caso in cui siano state ritenute infondate le osservazioni di Ansaldi e Iapichino (saranno interessanti anche le motivazioni), se sia stata stabilita una priorità, quali siano le modalità per realizzare i diversi progetti e, perché no, quali esperti li abbiano ‘elaborati’. E ancora se dalla Regione sia arrivata qualche novità dati gli impegni presi dal Presidente della Commissione regionale Territorio e Ambiente Giuseppe Carta.

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