Bronzi di Riace: rispunta l’attenzione sui traffici di reperti archeologici nel Siracusano

Dopo la recente kermesse svolta al teatro comunale di Siracusa dove il medico amante dell’archeologia Anselmo Madeddu si è prodotto in una dettagliata prolusione sull’ipotesi della presenza dei Bronzi, cosiddetti di Riace, nel siracusano prima del loro presunto trafugamento verso la Calabria, si è accesa l’attenzione su quello che appare un grosso traffico di reperti archeologici consumato nel recente passato che ha avuto per oggetto le famose statue ripreso anche dalla tv nello Speciale del  Tg1 dello scorso 4 maggio . La Sicilia, quotidiano di Catania, a firma di Laura Valvo ci fa sapere che anche la procura ha aperto un fascicolo per accertare i fatti. Iniziativa più che opportuna poiché la vicenda sembra coinvolgere anche mezzi militari… riferisce il giornale in un titolo gridato che “ …c’è l’ottavo testimone: «Io so dove li nascosero a Brucoli» e rilancia nel sottotitoli:” Le nuove rivelazioni a La Sicilia. Le preziose statue sarebbero state trovate e prese alla fine degli anni ’60 col pretesto di una bomba” , addirittura tre presunti testimoni tali signor Antonio, Franco e Marco, aggiungono particolari inquietanti  su “sommozzatori locali che si sarebbero dovuti occupare dell’occultamento delle statue e della loro custodia, nell’attesa di trovare gli acquirenti a cui venderle” nonché che  “Inizialmente le statue sarebbero state nascoste dentro alcune barche militari e condotte in una grotta del canale di Brucoli …e  addirittura uno di loro  “ sostiene di aver visto trasbordare da «una barca piccola a una grande quattro statue, coperte, su una si vedeva la lancia, l’elmo e lo scudo. È un ricordo che avevo quasi rimosso. Ma anche altre persone lo hanno confermato»…quindi un traffico di reperti archeologici di grande valore avvenuto di giorno come testimonierebbe una foto pervenuta al giornale anonimamente.

E’ fin troppo evidente che se fossero coinvolte “barche militari” dovrebbero essere presenti negli archivi della forza armata i movimenti di tali imbarcazioni. C’è quindi materiale a sufficienza per una scrupolosa verifica che, al di là della querelle sulla loro origine che già appassiona esperti, ricercatori e personale vario (e che avrà bisogno di prove scientificamente assunte e verificabili) dove si sostengono alcune tesi confutate da altrettanti esperti, sgombri i sospetti sulla partecipazione di militari infedeli al trafugamento dei beni monumentali. Siamo certi che avremo risposte puntuali dalla procura e siamo ansiosi…

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