A 60 ANNI DALLA MORTE, AMMIRATO RICORDO DI SIR WINSTON CHURCHILL

A 151 anni dalla nascita (30 novembre 1874) di Winston Leonard Spencer Churchill, il premier inglese simbolo della resistenza contro Adolf Hitler – il cui gesto della V con le dita della mano destra divenne l’emblema della vittoria contro il nazismo – ho deciso di dedicargli un ammirato ricordo attraverso alcuni aneddoti, frasi ed espressioni divenute celebri.

Figlio dell’aristocrazia anglosassone – il nonno paterno fu il settimo duca di Marlborough – giovanissimo divenne ufficiale di cavalleria, combattè in Africa contro i Boeri e – come reporter di guerra – in Afghanistan contro i Pastun, distinguendosi per audacia.

Militò tra le file sia del partito dei conservatori, sia del partito liberale e ricoprì numerose cariche: Ministro dell’Interno (1910 – 1911), Primo Lord dell’Ammiragliato (1911 – 1915), Primo Ministro del Regno Unito per due mandati (1940 – 1945 e 1951 – 1955) e Cavaliere dell’Ordine della Giarrettiera (1953).

Scrisse molti libri di storia che nel 1953 gli valsero il Nobel per la letteratura. Fu anche pittore paesaggista (nel 2021 Angelina Jolie vendette ad un’asta di Christie’s a Londra il dipinto “La Torre della Moschea di Koutoubia”, che Churchill dipinse nel 1943 per Franklin Delano Roosevelt, per il prezzo di 8,2 milioni di sterline).

Nessuno fu più bravo con le parole; tra le innumerevoli frasi a lui attribuite nel corso dei suoi proverbiali discorsi, forse le più significative furono queste: “… Non ho altro da offrire se non sangue, fatica, lacrime e sudore …”, per preparare il suo popolo a superare l’ora più buia della guerra, “Il successo non è mai definitivo, il fallimento non è mai fatale; ciò che conta davvero, è il coraggio di continuare”, per sottolineare l’importanza della perseveranza di fronte agli insuccessi e alle difficoltà.

Nel 1939, tentando di capire il ruolo che avrebbe avuto l’Unione Sovietica nell’imminente conflitto, affermò: “La Russia è un rompicapo avvolto in un mistero che sta dentro a un’enigma …”.
Nel 1946 all’Università di Fulton, nel Missouri, ospite del presidente Harry S. Truman, creò il modo di dire “cortina di ferro”, metafora della divisione dell’Europa in due blocchi, quello capitalista e quello comunista, da cui ebbe origine quella che fu poi chiamata la Guerra Fredda. “Da Stettino sul Baltico a Trieste sull’Adriatico – disse – una cortina di ferro è scesa attraverso il continente”.
Nel 1947, parlando alla Camera dei Comuni, definì la democrazia “la peggiore forma di governo, eccezion fatta per tutte quelle altre forme che si sono sperimentate finora”.

Churchill sostenne fortemente l’integrazione europea e fu lui a coniare l’espressione “Stati Uniti d’Europa” per promuovere un’Europa unita e pacifica dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. Nel suo discorso a Zurigo del 1946, lanciò la proposta di una federazione europea per garantire stabilità e prevenire conflitti futuri.

A parte i dieci anni (dal 1940 al 1945 e dal 1951 al 1955) vissuti al numero 10 di Downing Street come primo ministro del Regno Unito e quelli trascorsi al numero 28 di Hyde Park dopo che perse le elezioni del 1945, abitò a lungo nella dimora di campagna di Chartwell House a Westerham, nel Kent, con l’amata moglie Clementine. Chartwell House fu aperta al pubblico nel 1966; nel testamento Churchill inserì gli obblighi a carico del governo inglese di assicurare ospitalità al proprio gatto Jock e dopo la sua morte che ci fosse sempre un gatto Tabby di nome Jock. Nel corso degli anni, generazioni di gatti rossi hanno vissuto a Chartwell che nel maggio 2020 ha accolto Jock VII!

Churchill fu cultore dei piaceri della vita; disse efficacemente: “I miei gusti sono semplici mi accontento facilmente del meglio”. Il “meglio” furono i sigari Romeo y Yulieta, il Bordeaux Château Lafite Rotschild, lo Champagne Pol Roger, il Cognac Hine e tra le delizie culinarie preferite il cervo, la pernice, la sardina, il salmone, la sogliola, l’ostrica e il gorgonzola.

Scelse l’eccellenza in fatto di abbigliamento, autovetture, occhiali, orologi e profumi: le camicie e i papillon di Charvet e di Turnbull & Asser (a cui commissionò anche la realizzazione delle famose “tute da sirena”, ossia “tute a pagliaccetto” facili da indossare al suono delle sirene antiaeree, ma che mise – da eccentrico geniale quale fu – anche in occasioni formali come nel corso della visita alla Casa Bianca nel 1942, deviando dal dress code), le cravatte (solo rosse a tinta unita) di Marinella, gli abiti e i cappotti di Henry Pool & Co, i cappelli di James Lock & Co, i bastoni e gli ombrelli di Thomas Brigg & Sons, le pantofole di Nikolaus Tuczek, i bauli, i borsoni e le valigie di MJ Cave & Sons e di St Dupont, gli impermeabili di Aquascutum. Fu proprietario e/o utilizzatore di diverse Rolls Royce mentre la Land Rover, per celebrare il suo ottantesimo compleanno, gli regalò uno splendido esemplare di jeep. Per gli occhiali restò fedele a C.W. Dixey & Son invece tra le manifatture orologiere riconobbe il pregio di Breguet, di Lemania e di Rolex. Quanto ai profumi, privilegiò Blenheim Bouquet di Penhaligon’s, Speciale n. 127 di Floris e Tabarome di Creed.

Churchill fu anche un grande viaggiatore; visitò larga parte del mondo e dimorò negli alberghi più esclusivi. Credo non esista persona a cui siano state dedicate più sale e/o suites di Winston Churchill! Arcinote quelle del Legend Old Cataract di Aswan, del The Waldorf Astoria di New York, dell’Hotel de Paris di Monte Carlo, del The Savoy di Londra, del Grand Hotel Villa Serbelloni di Bellagio, del Belmond Villa Sant’Andrea di Taormina e del Grand Hotel Villa Politi di Siracusa. Nel 1955 nella città di Archimede – che Winston visitò già nel 1912 – portò con sé 32 bagagli con l’etichetta “proprietà del molto onorevole Sir Winston Churchill”.

Volle moltissimo bene ai gatti e ai cani Barboncino (ne ebbe un paio fulvi che chiamò ambedue Rufus) ma anche il giardinaggio (tra le varietà di fiori, gli dedicarono il Narciso Sir Winston Churchill e l’Aster Novi Belgii Winston S. Churchill).

Amò profondamente la moglie Clementine, che fu un pilastro fondamentale della sua vita, dalla cui relazione nacquero cinque figli (Diana, Marigold, Mary, Randolph e Sarah). Tra i suoi amici più cari ci furono Charlie Chaplin, Aristotele Onassis e Odette Pol Roger; invece nei confronti della regina Elisabetta II, che lo considerò il più grande politico di sempre, il rapporto tra mentore e allieva, caratterizzato da un profondo rispetto reciproco, evolvé in sincera ammirazione vicendevole.

Morì a Londra il 24 gennaio del 1965 all’età di 90 anni a seguito di un grave ictus.
Ai funerali di Stato, concessi agli eroi della Patria, parteciparono più di 300.000 persone, statisti di tutto il mondo e circa 350 milioni di telespettatori seguirono il rito funebre in mondovisione. Durante le esequie nella cattedrale di Saint Paul, il Rettore esclamò: “L’Inghilterra ha perso il più grande dei suoi figli”. Per suo desiderio, il feretro fu trasportato in treno a Bladon nell’Oxfordshire, dove fu sepolto nel cimitero della chiesa di St. Martin’s vicino a Blenheim Palace dove nacque.

Nel 2002, in un sondaggio della BBC, Churchill fu votato come “Greatest Briton of all time” ossia come “il più Grande Britannico di tutti i tempi”, superando personaggi come Charles Darwin, Isaac Newton e William Shakespeare; il sondaggio riconobbe i suoi sforzi di leadership e di inspirazione durante la Seconda Guerra Mondiale.

Ed allora giù i cappelli e in alto i calici per augurare “happy birthday” a Sir Winston Churchill, figura troppo grande per una vita sola, tant’é vero che gli inglesi lo considerarono personalità “larger than life” ovvero “più grande della vita”!

Andrea Baio

Da leggere

Siracusa, la paralisi di una generazione: viaggio tra declino demografico, record di scoraggiamento ed esodo dei giovani laureati

1. Le fonti della crisi Questo viaggio nei numeri della condizione giovanile a Siracusa è …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti