IO MI FERMO QUI. In ricordo di Gianfranco Damico

Ha affrontato la tragedia come un’opportunità, il dolore come una sfida, l’esito finale con immensa dignità. Il suo approccio alla vita e ai suoi risvolti suscitava sempre stupore e sbalordimento, i suoi giudizi sui fatti e le analisi sugli accadimenti e sulla politica erano spesso non condivisibili ma sempre degni di interrogativi e approfondimento.

Gianfranco ha lottato contro la sua malattia con grande forza e coraggio ma anche con ironia e creatività. Basta scorrere la sua pagina fb e riempirsi di sorpresa e incredulità per come reagiva alla sua condizione. Era in città, dopo il secondo ciclo di un vaccino sperimentale effettuato a Colonia e per valutarne il decorso il medico lo aveva invitato a ricoverarsi presso l’Hospice dell’Ospedale Rizza. Aveva chiamato il fratello per tranquillizzarlo che stava bene, che il ricovero era soltanto una scelta di comodità per il medico. Invece la stessa notte se n’è andato. Soltanto poche ore dopo aver pubblicato il suo ultimo post:

Basta. Io mi fermo qui. Non ne vale la pena. Torno ai miei grandi, ai miei incommensurabili, a quelli con cui ho passato gli ultimi tre anni della mia vita e che hanno riempito il centro del mio cuore e della mia mente: Baruch Spinoza, Friedrich Nietzsche, Ludwig Wittgenstein. Che vi aiutino che vi supportino che vi spalanchino la mente che vi liberino da roba che io reputo irricevibile. Ce ne sono altri di immensi, ma ve li risparmio. Gli ultimi tre anni di studio sono stati meravigliosi. Ora vi saluto per un po’. E loro con me.

Mancherà, non soltanto alla città, una mente acuta e superba, una visione intelligente e inquietante. Noi abbiamo pensato di salutare Gianfranco sociologo, cameriere filosofo, scrittore, attraverso alcuni pensieri (soltanto alcuni) pubblicati sui social da chi lo ha conosciuto e voluto bene.

Ciao Gianfrancuzzo mio, come hai scritto ieri nel tuo post, ti sei fermato qui! Che dire, mi vengono solo mala parole, alla Gianfranco, e vorrei evitarle! Ci siamo voluti bene, tanto bene! E questo è quello che ci resta dalla nostra trentennale amicizia! Grazie di tutto, fratello! (Sebino Scaglione)

Oggi ci ha lasciato Gianfranco Damico, fondatore di Passwork, ma soprattutto un caro amico e una persona speciale. La sua scomparsa rappresenta una perdita profonda per il nostro territorio.

Ci stringiamo con affetto a Luciana, Michelangelo e Maddalena, in questo momento di grande tristezza. (Cooperativa Passwork)

Questo sei, Gianfranco, un uomo che ha volato alto e che continuerà a volare per tutti noi che abbiamo avuto il privilegio di esserti amici. Un abbraccio a Luciana, Maddalena e Michelangelo. Ci mancherai, Dio se ci mancherai, amico caro. (Pino Rosano)

Una sera, eravamo sul terrazzo dello studentato, ricordi? ti sei messo a leggere alcune pagine di Bukowski, che adoravamo entrambi. Non mi sovviene cosa, esattamente. Ricordo solo che dopo hai chiuso il libro e hai mangiato una mela che ti eri portato dalla mensa. E io ti guardavo. Non avevamo niente. Eravamo poverissimi. Solo un libro di Bukowski, una mela e il cielo stellato di Roma sopra di noi. Ti guardavo, e mi sembrava che tu stessi mangiando la cosa più buona del mondo. Ogni morso era una goduria. Ed era una goduria vederti mangiare. Ti brillavano gli occhi, per quanto eri contento. Ho pensato: ecco, è così che voglio essere. Come una che assapora ogni istante bello, ogni singolo morso di mela. Il tuo amore per la vita, Gianfranco, era contagioso. Che notizia terribile, oggi, fratello. Ci rincontreremo oltre “The river”. Sarai il mio armonicista pazzo per sempre. (Rita Lopez)

Questo ha fatto Gianfranco Damico negli anni della sua malattia. Ha viaggiato, si è circondato di Bellezza che ha sempre saputo trovare, non ha mai smesso di guardare la vita con stupore e meraviglia e la malattia con ironia, pur nelle difficoltà. In un momento molto difficile della mia vita mi ha aiutata a guardare le cose da tante prospettive diverse e ce l’ho fatta, anche grazie a lui.
Gianfranco, pur con i suoi modi a volte spigolosi, è stato un “cameriere-filosofo” , come amava definirsi, un appassionato del cervello e dei suoi fantastici meccanismi, un sorridente Uomo libero! “La vita non è un gattino tenero, Rosanna, è una tigre da cavalcare, forza!” Cit. Gianfranco
Ti voglio bene (Rosanna Magnano)
Ciao  Gianfranco Damico il tuo fascino del sapere ci accompagnerà per sempre. I tuoi scritti ed il tuo sapere sono oltre il terreno. Grazie per tutto ciò che hai voluto condividere con noi. Oggi è un giorno di dolore immenso (Cristina Aripoli)

Una tristissima notizia. Una grande perdita per la città e non solo. Persona di grande generosità, simpatia e cultura. Ho avuto il piacere di presentare i primi suoi due saggi. E negli anni scorsi portavo le decine di ospiti delle iniziative del Collegio siciliano di Filosofia alla Trattoria immaginando di incontrarlo, alcuni anche per presentarglieli di persona, come Remo Bodei ed altri. R.I.P. (Roberto Fai)

Un dolore purtroppo atteso, Un’altra ingiustizia, un’intelligenza che se ne va. Condoglianze a Luciana e a tutti i suoi familiari (Roberto De Benedictis)

Non mi vanterò di essere stato amico di Gianfranco, non lo ero. Non ho condiviso con lui momenti privati, tristi o allegri, non ho condiviso con lui amici comuni o famiglia. Essere amici significa davvero molto altro di più di quello che scriviamo qui. Ci saranno certamente foto che ci raffigurano insieme per qualche occasione pubblica condivisa, ma non le pubblicherò per mostrarmi anch’io in questo fiume di cordoglio, per appiccicarmi addosso un po’ della sua popolarità.
Non ho perso un amico, quindi, ma ho perso la voce che mi provocava, che mi costringeva a ripensare le cose e a ripensarmi. La voce che mi irritava anche qualche volta, ma sempre con coerenza, lucidità e determinazione irresistibili. Non ho perso un amico, ma ho perso tutte quelle occasioni di crescere nel confronto con la sua hybris, che non ci saranno più.
Non ascolterò più le sue parole, non leggerò più le sue parole, non mi sforzerò più di capire, di avvicinarmi o di definirmi in rapporto a quelle parole.
Non ho perso un amico, ma è come se lo avessi perso. (Giuseppe Costa)
Ciò che sta avvenendo a Gaza e in Palestina ha fatto riemergere divisioni profonde e radicali tra “sensibilità” e storie diverse. La rottura, su questo tema, di un legame profondo con un Uomo straordinario ha rappresentato per me un grande dolore. La sua morte prematura amplifica questo dolore cosi come lo amplifica il lungo periodo di silenzio reciproco tra Noi.
Ma sono certo che quando ci “ritroveremo” in un altro “spazio” sapremo riannodare le divisioni umane e tornare amici e complici. A Dio/ agli Dei Gianfranco (Fabio Granata)

Avevi detto che ti saresti fermato per tornartene da Baruch Spinoza, Friedrich Nietzsche, Ludwig Wittgenstein, per un po’, solo per un po’. E saranno loro ad averti trattenuto, Gianfranco, perché poi non sei più tornato. Mancheranno la tua intelligenza, la tua caparbietà, il tuo sguardo visionario ed acuto e la capacità di trovare l’occasione anche nel dolore. Ciao, Gianfranco Damico, mancherai, a me, a tutti. (Eugenia Toni)

Un amico, un legame profondo, storie intrecciate e una fine che quasi si incrocia con un’altra. Ti ho voluto bene, ti ho sentito fratello, ho sentito il tuo supporto quando Franco (Bolelli, NdR) se ne è andato, la tua rabbia per la morte che ti aveva strappato prematuramente un amico. Chissà se lui ti ha aspettato aldilà di quella maledetta soglia che separa i corpi e cancella le parole? Mancherai al cuore, mancheranno i tuoi infuocati post e la separazione approfondirà ulteriormente il solco che già profondo lacera e fa male. Le tue ultime parole solo di ieri sera, e ora… un vuoto si apre tra le pagine della nostra storia. Un abbraccio grande a Luciana, a Maddalena e Michelangelo, so che non ci sono parole, so che potrei arrivare solo con un abbraccio, ma tutto il mio amore anche da lontano non potrà mai riempire nemmeno un millimetro della bellezza che lui vi ha lasciato. Ciao Gianfranco, ci rivedremo ancora, lo so, lo sento! (Manuela Mantegazza)

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