IL REBUS DELL’OSPEDALE DI SECONDO LIVELLO

Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha recentemente assicurato che il nuovo ospedale di Siracusa sarà di secondo livello. Non dubitiamo di tale  assicurazione, ma resta da capire se le buone intenzioni di Schifani sono rispettose della normativa vigente in materia di organizzazione ospedaliera ed in particolare dell’ormai famoso decreto ministeriale numero 70 del 2015 dell’allora ministro alla Salute, Balduzzi. Per collocare la materia nella giusta cornice normativa, bisogna fare riferimento all’allegato 3 del Decreto numero 22/2019 dell’ex Assessore regionale alla Salute Ruggero Razza  che disegna la nuova rete ospedaliera della Sicilia, “adeguandola”, è scritto nel decreto, al DM 70/2015, il quale classifica in tutto il territorio nazionale gli ospedali sulla base del numero degli abitanti e della tipologia di specialità sanitarie (le vecchie divisioni o reparti) di cui sono dotati.  Entrambi i requisiti (popolazione e  specialità sanitarie) devono coesistere, l’uno non può prescindere dall’altro (simul stabunt).

Su questa base furono istituiti in Sicilia quattro “bacini d’utenza” divisi per territorio:
BACINO n.1 comprendente le province di Catania, Ragusa e Siracusa;
BACINO n.2 comprendente la provincia di Messina;
BACINO n.3 comprendente le province di Palermo e Trapani;
BACINO n.4  comprendente le province di Agrigento, Caltanissetta, Enna.
Nel bacino n.1, poiché  la somma delle popolazioni delle province di Catania, Ragusa e Siracusa supera, ma di poco, il milione e 800 mila  abitanti, sono stati istituiti tre ospedali di secondo livello (uno per ogni 600 mila abitanti, secondo il DM Balduzzi), tutti e tre a Catania.
Pertanto, per istituire il  quarto ospedale di secondo livello nel nostro  bacino è (sarebbe) necessario, prima ipotesi, che la popolazione complessiva delle tre province sia di almeno 2400.000 abitanti, sempre secondo il DM Balduzzi; oppure, seconda ipotesi, che uno dei tre ospedali catanesi venga declassato dal secondo al primo livello, come proponeva l’ex assessore Razza.
Dove li trova il presidente Schifani i 600 mila abitanti indispensabili per attribuire, prima ipotesi, al nuovo ospedale di Siracusa lo status di secondo livello? C ‘è qualcuno che ritenga possibile, seconda ipotesi, declassare l’ospedale Garibaldi per favorire il nuovo ospedale di Siracusa?
Si potrebbe pensare ad una terza ipotesi, tutta politica, che consiste nell’interpretazione del DM Balduzzi ad usum delphini oppure nel prescinderne. Staremo a vedere. Intanto la commissione Sanità dell’Ars ha approvato la riorganizzazione della rete ospedaliera, ospedale di secondo livello per Siracusa compreso.

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