STAZIONE TERNA E IMPIANTI EOLICI OFFSHORE: APPUNTAMENTO A SANTOLIO!

Nell’incontro da remoto del 29 agosto del 2024 tra la Soprintendenza di Siracusa (Unità archeologica) e Terna, discutendo della modifica del progetto di ridimensionamento della stazione elettrica – dimezzata ma solo grazie all’applicazione di una tecnologia più costosa, l’isolamento in gas (GIS – Gas Insulated Substation) piuttosto che l’isolamento in aria (AIS – Air Insulated Substation) le cui caratteristiche vi invitiamo a leggere a questo link  https://electricalcabinet.net/it/air-insulated-switchgear-guide/ perché occasione di possibili ulteriori utili valutazioni -, una variante precipitosamente “apprezzata” dalla stessa Soprintendenza, la dottoressa Flavia Castagnino ebbe modo di chiedere se la nuova stazione “nasceva dall’esigenza di garantire la connessione a due impianti eolici off-shore denominati Pozzallo 1 e Pozzallo 2. La risposta dell’ingegnere Giuseppe Savica di Terna era stata negativa: “Unica esigenza espressa da E-distribuzione l’alimentazione di una nuova cabina primaria già autorizzata necessaria ad incrementare la capacità di distribuzione dell’energia elettrica nel territorio di Palazzolo”. Altri e differenti gli iter autorizzativi per le iniziative di privati per l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili (FER).

Una risposta vera per metà perché se effettivamente era corretto parlare di percorsi/procedure a sé stanti, per il resto – la sostanza! -, c’è di sicuro che punto di convergenza, connettore di cavidotti ed elettrodotti dei nuovi impianti eolici off shore è là, a Palazzolo, nell’area archeologica di Santolio.

Lo dicono le carte, i documenti, i progetti messi in campo non solo per il parco eolico di Pozzallo ma anche per gli altri due di Scicli.

Perché allora l’ingegnere non ha detto tutta la verità? o davvero non sapeva dei piani Terna?

Nel processo globale di sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili, e nello specifico di quella eolica, che vede l’Europa leader indiscusso del settore con oltre 35 gigawatt prodotti (l’obiettivo è raggiungere i 234 GW entro il 2030), la Sicilia si è avviata ad avere un ruolo crescente, sfruttando le enormi potenzialità date dalla sua posizione geografica, con piani regionali che puntano in particolare sia sugli impianti offshore (sebbene non manchino quelli onshore, molto più contestati per l’enorme impatto ambientale) – che, superati i maggiori costi di installazione, offrono numerosi vantaggi – sia a diventare base strategica per la costruzione delle piattaforme (così Augusta). E infatti sono state finora ben 35 le richieste al Mase di società private, attratte anche dagli incentivi statali, per la realizzazione di parchi eolici al largo delle sue coste.

Per la Sicilia orientale sono tre i parchi eolici il cui iter è stato avviato.

L’impianto “Bluwind Pozzallo“: due campi da 65 aerogeneratori in tutto per una potenza pari a 975 MW; “Scicli” costituito da 50 aerogeneratori di potenza unitaria 15 MW, per una potenza complessiva di 750 MW; “Eureka Wind“: 38 aerogeneratori per 570 MW.

Tutti rigorosamente a una distanza minima dalla costa di 23,5 km pari a circa 12,7 miglia nautiche per “ridurre gli impatti ambientali e paesaggistici e l’interferenza con le attività antropiche in essere quali la pesca locale, il traffico navale e gli usi militari”, e con in più la garanzia di “effetti importanti in termini di ripopolamento della fauna marina” perché “la presenza di tali impianti rende impossibili altre forme di utilizzo o sfruttamento dell’area creando un’area marina protetta ‘di fatto’ ”, oltre ovviamente a tutti gli altri vantaggi in termini di decarbonizzazione, progresso, sviluppo, crescita dell’occupazione…

Ma le opere a terra? Quelle onshore? Ovviamente tutt’e tre i progetti prevedono che l’energia prodotta sia “convogliata tramite cavidotti terrestri al punto di consegna indicato da Terna per l’immissione nella Rete di Trasmissione Nazionale (RTN)”. Proprio a quella centrale, che potremmo ormai denominare di Santolio, a Palazzolo. Qui allora la risposta alla nostra domanda.

Approfondiamo un solo esempio che vale per tutti: l’impianto Eureka Wind di Scicli.

Per quanto riguarda le opere a terra, Terna prevede che la centrale “sia collegata in antenna a 380 kV su una nuova Stazione Elettrica (SE) a 380 kV da inserire in entra – esci alla linea 380 kV della RTN “Chiaramonte Gulfi – Priolo” previa realizzazione di alcuni interventi previsti dal Piano di Sviluppo di Terna”, le cui opere “hanno iter autorizzativo indipendente, gestito dalla citata Società di Gestione della RTN (proprio come affermato dall’ing. Savica! ndr) e sono motivate da esigenze di rete che prescindono dalla realizzazione dell’impianto eolico Eureka Wind”. Più chiaro di così!

Ma entriamo ancora di più nello specifico. “Nelle vicinanze del punto di sbarco previsto nel comune di Modica, si prevede la realizzazione di una buca giunti interrata per la transizione da cavo marino a cavo terrestre. Da questo punto, il cavo proseguirà in posa interrata, seguendo la viabilità pubblica esistente, con brevi tratti posizionati su terreni agricoli. Il tracciato previsto avrà una lunghezza di circa 57 km e coinvolgerà i territori comunali di Modica, Pozzallo e Ispica nella provincia di Ragusa, oltre a Rosolini, Noto e Palazzolo Acreide nella provincia di Siracusa. Per non determinare il degrado della qualità di tensione nella RTN si prevede la realizzazione di due sottostazioni elettriche di rifasamento onshore per la compensazione della potenza reattiva: la prima ubicata in un edificio industriale nelle vicinanze del punto di approdo (Modica) e la seconda in prossimità della nuova Stazione Elettrica (SE) a 380 kV, corrispondente al punto di connessione alla RTN (SANTOLIO!) in un edificio industriale situato nel comune di Palazzolo Acreide, nelle vicinanze della nuova Stazione Elettrica prevista sulla linea 380 kV della RTN “Chiaramonte Gulfi – Priolo”.

Un edificio industriale da realizzare? Dove? E tutte le altre opere quante emergenze archeologiche intercetteranno? Si scrive che “La posa (del cavidotto, ndr) avverrà principalmente attraverso scavi a sezione obbligata, la gestione delle interferenze principali prevede la realizzazione di alcuni tratti posati mediante la tecnica priva di scavi denominata “Trenchless Onsite Construction” (TOC). Una tecnica che viene impiegata “per la gestione di interferenze o per la posa di cavidotti in contesti in cui è necessario minimizzare l’impatto ambientale e i disagi delle escavazioni tradizionali”.

La TOC prevede “la costruzione di vasche intermedie lungo il tracciato del cavidotto. All’interno di queste vasche, il cavidotto viene posato utilizzando metodi che evitano scavi a cielo aperto. La lunghezza dei tratti costruiti con TOC può variare in base alle esigenze del progetto”. E ne è già stato studiato il percorso nell’area archeologica? O la sorpresa arriva all’ultimo?

I tratti in TOC avranno lunghezze variabili, come rappresentato negli elaborati di progetto; – serie di 62 vasche giunti intermedie, situate lungo il tracciato del cavidotto interrato con interdistanza variabile tra 700 e 950 metri, le giunzioni intermedie saranno realizzate nell’ambito dello scavo a sezione obbligata previsto per la posa dell’elettrodotto; – la seconda sottostazione elettrica di utenza isolata in GIS per la condivisione dello stallo ed equipaggiata con un sistema di rifasamento”.

E altro apprendiamo dalla relazione sulle opere di rete.

La progettazione della Stazione Elettrica (SE) a 380 kV da inserire in entra – esci alla linea 380 kV della RTN “Chiaramonte Gulfi – Priolo” è responsabilità di un soggetto ‘capofila’, selezionato da Terna S.p.a. tra i produttori coinvolti nelle stesse opere di rete. Tale documentazione è da includere nella documentazione progettuale e nelle procedure autorizzative di tutti gli impianti di produzione da collegare alle medesime opere di rete. Nel caso specifico, il ruolo di capofila è affidato a un soggetto terzo, pertanto il pacchetto progettuale completo riferito alla nuova Stazione Elettrica a 380 kV sarà inserito tra gli elaborati progettuali dell’impianto Eureka Wind, così come redatto dalla società responsabile presso Terna s.p.a.”

Così per il Parco eolico di Pozzallo, a dispetto di quanto affermato dall’ing. Savica, leggiamo che: “L’area di approdo dei cavi marini è prevista ad ovest del Comune di Pozzallo (RG) dove verrà ubicato il pozzetto di giunzione (buca giunti) ed un locale adibito al sezionamento della linea mare/terra a 220 kV. Da tale infrastruttura, una linea interrata alla medesima tensione raggiungerà la Stazione Utente ubicata nei pressi di Bosco Pisana (RG), dove sarà eseguito l’innalzamento del livello di tensione AT/AAT da 220 kV a 380 kV. Dopodiché il cavidotto proseguirà come linea aerea fino all’immissione nella Rete di Trasmissione Nazionale (RTN) prevista nello stallo selezionato da Terna, situato a circa 6 km Nord-Est dal centro abitato di Palazzolo Acreide (SR) (Figura 2).

E attenzione: sempre nei documenti relativi al Bluwind Pozzallo si specifica che: “Il Comune di Palazzolo Acreide è dotato di PRG approvato con D.D.G. n. 865/DRU del 10/08/2009, pubblicato sulla GURS n. 42 del 11/09/2009. La cartografia del PRG disponibile per la consultazione on-line sul sito istituzionale del Comune è relativa al solo centro urbano (tav. 8 progetto di piano: centro urbano). Dall’analisi di tale tavola si evince che tutte le aree esterne al centro urbano sono classificate come E2 indicate dalle NTA come sottozona E2 – agricola normale (paesaggio antropizzato) e normate dall’art. 24. L’area interessata dal tracciato in progetto si trova al di fuori del centro urbano, per il quale non risulta disponibile la cartografia del PRG. Si raccomanda, pertanto, una ricerca approfondita presso il Comune di Palazzolo Acreide al fine di verificare l’effettiva disponibilità della documentazione”.

E ancora: “Per la connessione del Parco Eolico off-shore “Scicli” (50 aerogeneratori) sono previste delle opere di connessione che consistono in nuove opere della Rete di Trasmissione Nazionale (RTN), in particolare una nuova Stazione Elettrica (SE) Terna nel Comune di Palazzolo Acreide a 380 kV da inserire in Pag. 5/20”.

Come possono gli enti coinvolti nei processi decisionali, per esempio Soprintendenza o Comuni, decidere consapevolmente se le informazioni ricevute non sono dettagliate e complete?

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