Una ‘collina’ di materiale di scavo e di chissà cos’altro, adiacente l’Eurospin di via Luigi Foti, che ha addirittura modificato l’orografia del terreno cancellando la originaria superficie pianeggiante, sorta impunemente.
Interventi di ‘riqualificazione urbana’ o frutti della devastante prassi della cosiddetta urbanistica contrattata che per esempio consente agli imprenditori edili di realizzare “opere di pubblica utilità” (e quasi mai lo sono) piuttosto che il versamento degli oneri di urbanizzazione – come l’area Pop-up al confine con la chiesa di San Corrado Confalonieri e la cosiddetta Agorà, piazza di spaccio e di consumo di droga prima di essere recintata, quindi preclusa ai residenti – “opere mai finite e abbandonate” a dimostrazione dell’insipienza dell’Amministrazione comunale.
Furto dei cavi di rame che ancora oggi, da tre mesi, lascia al buio le strade del rione Mazzarona facendo venir meno le più essenziali misure di sicurezza.
Incendi dolosi frequentissimi (anche di notte) di cumuli di rifiuti favoriti in estate dalla sterpaglia mai eliminata dal servizio pubblico di igiene urbana, e amianto lasciato per anni nei pressi dell’asilo nido Qui Quo Qua recentemente quasi avvolto dalle fiamme con i bimbi protetti da coperte e portati fuori dal personale e dai familiari.
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Un container arrugginito che compare improvvisamente senza alcuna spiegazione, senza che si sappia chi lo abbia portato lì e per quali finalità. E che dopo un po’, neanche fosse una sedia, si ritrova poco più in là!
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L’azione incontrastata di uno o due senza tetto a cui nessuno riesce a dare giusta assistenza che pare vengano ‘utilizzati’ come ‘custodi’ dell’area in cui procedono, a rilento, i lavori di sistemazione dei locali che dovrebbero ospitare l’archivio comunale. Viene consentito loro l’accumulo di rifiuti di ogni genere (forse risultato di un’attività di ‘svuota cantine’… e crea discariche!), di rifugi improvvisati tirati su con plastica e assi di legno o lamiere, fino all’incredibile presenza di un divano in piena pineta, portato lì notte tempo senza che nessuno se ne accorga nessuno intervenga nessuno faccia le verifiche del caso, nessuno riaffermi i principi minimi del vivere civile. Né l’Amministrazione né le forze dell’ordine sembrano poter fare qualcosa: tutti impotenti davanti ai drammi umani, davanti ai diritti dei cittadini di vivere in un contesto ordinato, pulito e sicuro.
Un nulla di fatto il Consiglio Comunale del 28 luglio scorso secondo i cittadini della Mazzarona: “Il consiglio si è concentrato principalmente sulle situazioni che generano insicurezza a causa di episodi di violenza e di criminalità ma purtroppo la seduta è rimasta fine a se stessa. Il tema della sicurezza urbana è strettamente legato alla prevenzione e mettere in campo misure idonee a garantirla è dovere dell’amministrazione e delle autorità competenti che non possono esimersi dal trovare soluzioni idonee a contrastare il fenomeno”.
Da qui la protesta, sempre civile, del loro Comitato, esempio virtuoso di partecipazione attiva alla vita cittadina e insieme di richiamo severo agli ‘obblighi’ per una pubblica amministrazione lontana, sorda, incapace di comprendere le priorità che dovrebbe darsi.
Un comitato che rivendica non solo la ‘battaglia per i ccr fuori dal centro abitato’ ma che chiede con urgenza il “rispetto della legalità e delle norme ambientali, di garanzia del decoro urbano, di sicurezza”, non solo per i residenti della Mazzarona ma anche per gli sfortunati ‘confinanti’ del ccr di Cassibile, in nome dell’art.8 della Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo – CEDU – “a tutela del diritto al rispetto della vita privata e familiare”. “La stessa Corte – scrivono – mira a garantire la sicurezza pubblica e annovera tra gli articoli il diritto degli individui alla “protezione”, da parte delle autorità, della loro vita e della loro salute, la “difesa” dell’ordine e la “prevenzione” dei reati nonché la protezione della morale. È preciso dovere dei governi firmatari, membri del Consiglio Europeo, adottare misure idonee a garanzia di diritti certi e libertà”. Ricordiamo alla Regione e all’Amministrazione comunale che per la CEDU risultano anch’essi responsabili della violazione dei diritti da essa elencati, in quanto enti pubblici che operano nel territorio dello Stato firmatario che può essere chiamato a rispondere di fronte alla Corte Europea dei diritti dell’uomo anche se la violazione è stata attuata a livello locale”.
La CEDU – sottolineano – riconosce anche la responsabilità degli Stati nell’agire efficacemente e per tempo contro qualsiasi tipo di inquinamento come ha fatto nel 2024 condannando la Svizzera per negligenza e inadempienza: “una sentenza storica che non esiteremo a richiedere a nostro favore seguendo l’iter necessario, a sostegno dei diritti umani ed ambientali che violati compromettono gravemente i diritti dell’uomo come la tutela della vita dei cittadini alla stregua di qualsiasi atto criminoso e di violenza”.
“La Società Italiana della medicina ambientale (SIMA) denuncia 80.000 decessi prematuri l’anno, NEUROLOGY (rivista ufficiale dell’accademia americana di neurologia) ha pubblicato uno studio che dimostra la correlazione tra inquinamento atmosferico e il morbo di ALZHEIMER, altri studi dimostrano l’impatto dell’inquinamento su polmoni, cuore etc, la EEA (agenzia europea dell’ambiente) nel 2021 ha registrato 253.000 morti premature a causa del PM 2.5, numeri allarmanti che continuano a crescere. E la Sicilia risulta tra le aree a rischio mortalità per eventi climatici estremi: morti evitabili se ci si impegna sulla prevenzione” concludono.

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