Stazione marittima. Annullati 17 anni di progettazione. I professionisti saranno remunerati?

Ritorna ogni tanto come un fantasma del passato la ‘nuova’ stazione marittima di Siracusa. Qualcuno ne parla en passant, quasi si parlasse di qualcosa senza storia, e tira avanti.

L’ultima volta è stata il 31 luglio scorso durante il Consiglio Comunale su un ordine del giorno presentato dai consiglieri di Fratelli d’Italia – “Autorità di sistema portuale, designazione rappresentante, piano operativo triennale e strategie di sviluppo” – quando, tra le tante formulette di rito, abbiamo appreso – ma solo perché la domanda era diretta – della nomina del(la) rappresentante del Comune di Siracusa nell’Autorità di sistema portuale.

È stata designata la docente ingegnere navale Marianna Bordonali, nominata già il 10 aprile scorso senza che, incomprensibilmente, ne venisse data comunicazione ai media nonostante si tratti di una figura essenziale nel futuro della portualità del capoluogo.

Ma d’altra parte lo stesso era già accaduto per la precedente nomina (che sì, c’è stata! ed è durata solo dal 13-12-24 al 18-2-25): la riservatezza più assoluta per quella che è stata una meteora. La nomina dell’ingegnere Paolo Calafiore sembra essere avvenuta proprio in camera caritatis così come le sue dimissioni dopo 2 mesi. Sconosciute le cause della sua rinuncia sebbene sia facile supporre un enorme (potenziale) conflitto di interessi. Una casa di vetro il Comune di Siracusa!

Ma torniamo alla stazione marittima ‘citata’ il 31 luglio dal vicesindaco Edy Bandiera nella sua risposta attentamente letta in alcuni passaggi: “Vogliamo portare avanti una visione legata allo sviluppo sostenibile… alla valorizzazione di luoghi risorse competenze … lavorare allo sviluppo dei servizi per la portualità… al completamento della banchina 2 e della cosiddetta stazione marittima, anche qui c’è un lavoro sviluppato che è già iniziato, quindi al completamento dell’hub finalizzato agli approdi croceristici utilizzando edifici già esistenti (su cui non si anticipa nulla, ndr) e non realizzando cubature ulteriori…”.

Ed è a questo punto che è mancata la domanda delle cento pistole.

Ma quindi è stata definitivamente presa la decisione di non dare seguito alla proposta progettuale vincitrice del concorso indetto nel 2008 dal Comune stesso “Nuova Stazione Marittima nel Porto Grande di Siracusa”? Il team italo-spagnolo guidato dall’architetto Enrico Reale con (tra gli altri professionisti) gli architetti Vincenzo Latina e Jordi Garcés è stato informato? Cosa si intende fare a questo punto?

Il progetto si inseriva nell’Accordo di Programma Quadro per il trasporto marittimo per la programmazione delle risorse previste nella delibera CIPE n.35 del 2005 tra il Governo della Repubblica e la Giunta Regionale Siciliana quando il Comune di Siracusa viene nominato dalla Regione quale ente attuatore per lo “Studio di fattibilità e progettazione preliminare”.

Tra nomina della giuria di concorso (luglio 2009), approvazione della proposta progettuale vincitrice, parerei favorevoli degli Enti competenti tra cui la Soprintendenza, si arriva solo nel marzo 2011 alla firma del disciplinare di incarico per la progettazione preliminare e quella definitiva.

Il progetto preliminare, elaborato ai sensi del D.LGS 163/2006, viene consegnato nel luglio 2011 ma a seguito del nuovo D.Lgs 50/2016 si rendono necessarie alcune modifiche. Viene quindi rivisto, modificato, implementato, vagliato, integrato, aggiornato, riesaminato…, nel corso di un’interlocuzione fitta e costante con tutti gli uffici coinvolti, almeno fino al marzo 2023. 12 anni, da guinness dei primati!

A quest’ultima data il Genio Civile di Siracusa chiede al rup di designare una commissione per l’attività di verifica della progettazione (art.42 del D.Lgs. 36/2023), una richiesta immotivata e da rigettare secondo l’architetto Reale in quanto l’art. 226 comma 2 del D.Lgs. 36/2023 riporta esplicitamente che “le disposizioni di cui al decreto legislativo n. 50 del 2016 continuano ad applicarsi esclusivamente ai procedimenti in corso”. L’ “evoluzione” normativa imporrebbe infatti il dover ricominciare da capo “aggiornando il progetto ed includendo buona parte degli approfondimenti che il D.Lgs 50/2016 rimandava alla fase della progettazione definitiva. Chiaramente questo significherebbe un aggiornamento anche delle competenze” scrive il capo gruppo.

A questo punto la paralisi e la vicenda, se possibile, diventa ancor più surreale.

Dopo 21 mesi, quasi due anni, nel dicembre 2024, l’arch. Reale chiede, tramite pec, al rup ing. Agostino Calandrino di essere messo a conoscenza dello stato autorizzativo del progetto, nonché dei tempi di approvazione dello stesso.

La risposta dell’Amministrazione è il nulla: alla pec non viene dato alcun riscontro.

Al gruppo di lavoro non resta che chiedere l’applicazione dell’art.9 del disciplinare di incarico, ultimo capoverso: “Fermo restando l’intenzione da parte dell’Amministrazione Comunale di realizzare l’opera, nel caso in cui per motivi indipendenti dalla volontà dei contraenti non si potesse procedere all’approvazione del progetto né all’indizione della gara relativa alla realizzazione dell’opera progettata, si procederà al pagamento di quanto dovuto in relazione allo stato di avanzamento della progettazione mediante Determinazione Dirigenziale che attesti la rispondenza del progetto rispetto all’incarico conferito”.

Questo il tenore dell’ultima pec inviata all’Amministrazione dall’arch. Reale a marzo scorso.

Voglia la Stazione Appaltante riconoscere che per motivi indipendenti dalla volontà dei contraenti non si può procedere all’approvazione del progetto né all’esecuzione dell’opera e voglia, quindi procedere al pagamento di quanto dovuto in relazione allo stato di avanzamento della progettazione”. Quantificato si tratta del 90% dell’onorario previsto nel quadro economico del progetto da oltre 25 milioni di euro: 107.207 euro.

Si comunica inoltre che, nel caso di mancato riscontro in merito entro e non oltre 15 giorni dalla ricezione della presente, ci si riserva di far valere i propri diritti nelle sedi opportune”.

La parola ora alla Giunta Italia e semmai, perché no, al Consiglio Comunale, che di questa storia forse non sa niente. Che avrebbe potuto esserne informato il 31 luglio scorso per esempio, piuttosto che dover ascoltare la solita dichiarazione di intenti.

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