Centrale elettrica Palazzolo. Tra incongruenze, omissioni e responsabilità. Il parere dell’ing. Di Guardo e dell’avv. Giuliano

Poteva la Soprintendenza di Siracusa non sapere cosa avrebbe autorizzato, gli enormi rischi di distruzione e trasformazione del sito?

Già nel luglio 2023 una residente, tramite pec, proponeva ‘formale opposizione’ alla realizzazione della cabina primaria dell’Enel (parliamo del progetto meno invasivo, quindi). A motivare l’opposizione si ponevano gravi motivi di salute e la preoccupazione del possibile “grave inquinamento elettromagnetico”: si lamentava infatti la mancanza della distanza di sicurezza rispetto ad alcune abitazioni, oltre al nocumento che l’alterazione dei luoghi avrebbe arrecato alle strutture ricettive presenti. Erano inoltre segnalate le “numerose grotte di interesse archeologico oltre a grotte termali di una bellezza unica nel loro genere, con grave impatto e danno paesaggistico”. Da qui la richiesta di accesso agli atti e che si negasse l’autorizzazione all’impianto.

Gli atti, a quanto ci si dice, non sono mai arrivati e per motivi per noi incomprensibili la Soprintendenza non ha ritenuto di alzare immediatamente il livello di tutela sull’area sottovalutando così il rischio della perdita di una identità storico culturale ben più ampia delle ‘sole’ necropoli.

Nella pec inoltre si metteva in evidenza che, nella particella comunemente indicata dai residenti come il ‘pantano’, erano frequenti gli episodi di allagamento e si ponevano dubbi sull’opportunità di collocare lì proprio una centrale elettrica.

Le stesse perplessità espresse dall’ing. Antonino Di Guardo. “Abbiamo già spiegato la differenza tra graben e dolina. Il primo si forma a causa di movimenti tettonici che causano la fratturazione della crosta terrestre. Ne sono un esempio le fosse tettoniche che si trovano in varie parti del mondo, come il graben del Reno in Europa.

Il blocco di terra ribassato è delimitato da faglie su entrambi i lati, presenta una forma allungata e lineare e può estendersi per chilometri di lunghezza.

 

   

Ma è soprattutto la dolina ad essere tipica delle nostre zone caratterizzate da rocce solubili come il calcare, che dà origine al fenomeno carsico, come appunto nel Carso in Italia e in Slovenia: la roccia si dissolve per azione dell’acqua o per il crollo del soffitto di una grotta sottostante. Le dimensioni possono variare da pochi a centinaia di metri di diametro ed ha una forma generalmente circolare o ovale, con un fondo spesso chiuso. Qui il terreno è instabile quindi inadatto ad ‘ospitare’ una costruzione complessa anche per i tipici fenomeni di allagamento. Se il primo strato di terreno può risultare argilloso perché impermeabile, quello sottostante è permeabile con fenditure e caditoie.

 

La domanda che bisognerebbe porsi è se lo studio di Terna abbia doverosamente segnalato anche la possibile interferenza con le molte e importanti sorgenti dell’area. L’impianto è posizionato nello stesso versante delle sorgenti, vicino all’area di captazione delle acque potabili (sorgente Paolazzo, sorgente Santazzo, ed altre), quindi potenzialmente è molto pericoloso. Nella valutazione urbanistica non si potrà non tener conto anche di questo aspetto”.

Anche se occorrerebbe un valutazione più approfondita, il documento, pur evidenziando alcune criticità archeologiche e paesaggistiche legate al progetto, sembra non approfondire adeguatamente i rischi e le misure di mitigazione – commenta l’avvocato Corrado Giuliano del Comitato Parchi -.  L’esclusione dalla procedura di “valutazione di impatto ambientale” potrebbe essere considerata problematica, dato che il progetto interessa aree sensibili dal punto di vista paesaggistico e archeologico.  La VIA avrebbe potuto fornire una valutazione più completa degli impatti cumulativi e indiretti.

Il progetto infatti è tangente a un’area perimetrata ai sensi dell’art. 142, lettera m del D.Lgs. 42/2004, che identifica aree di interesse archeologico. Questo implica un rischio significativo di danneggiamento o alterazione di beni archeologici durante le attività di scavo e costruzione. E la documentazione archeologica prodotta, sebbene conforme alle Linee Guida approvate dal D.P.C.M. del 14/02/2022, non fornisce dettagli sulle misure preventive per evitare danni ai reperti o strutture archeologiche eventualmente presenti. Per esempio, seppure la Soprintendenza di Siracusa abbia richiesto un’adeguata fascia di rispetto tra le opere e i beni archeologici, non mi sembra che il documento specifichi la larghezza di questa fascia né le modalità di protezione dei beni archeologici durante e dopo la realizzazione delle opere. D’altra parte c’è da evidenziare che la necessità di approfondimenti archeologici è emersa solo dopo le osservazioni della Soprintendenza, indicando una mancanza di pianificazione preventiva.  Questo approccio reattivo potrebbe comportare ritardi e costi aggiuntivi, oltre, soprattutto, a un rischio maggiore di impatti negativi sui beni archeologici. Gli scavi per la condotta interrata e la costruzione della stazione elettrica potrebbero portare alla distruzione di reperti archeologici non ancora identificati. Non mi pare venga menzionato un piano di monitoraggio archeologico continuo durante le attività di scavo.

Ma non ci sono solo gli aspetti archeologici. Parliamo di quelli paesaggistici. Le opere interessano aree soggette a vincolo paesaggistico ai sensi del D.Lgs.  n.42/2004 (art. 136, 142 c.1 lett.c). Questi vincoli indicano che il territorio ha un valore estetico, storico e culturale che potrebbe essere compromesso dalla realizzazione della centrale. La condotta interrata dell’Opera 1 è localizzata entro il sito Natura 2000 “ZSC ITA090019 – Cava Cardinale”.  Sebbene sia stato effettuato uno screening di incidenza, non vengono forniti dettagli sufficienti sulle misure di mitigazione per proteggere habitat e specie protette. La sola predisposizione dello screening non garantisce che l’intervento non abbia impatti significativi sulla biodiversità. Come correttamente evidenzia l’ingegner Di Guardo, la condotta per lo scarico delle acque potrebbe alterare il corpo idrico recettore.  Non sono specificate misure per prevenire contaminazioni, erosione o alterazioni dell’ecosistema acquatico. E questo rappresenta un potenziale rischio per la qualità delle acque e per gli organismi che vi abitano.

Non c’è dubbio invece che la nuova stazione elettrica come i raccordi aerei 380 kV altereranno significativamente il paesaggio locale. Nonostante la predisposizione della Relazione Paesaggistica, il documento non mi risulta che approfondisca l’impatto visivo delle opere, in particolare per quanto riguarda i raccordi aerei e la stazione elettrica. Non vengono forniti dettagli su come verrà minimizzato tale impatto, ammesso che sia possibile, né su eventuali interventi di compensazione paesaggistica.

Sono menzionate le misure per ridurre le emissioni di gas serra o altri effetti legati alla costruzione e operatività della stazione elettrica? Considerando l’attuale contesto di crisi climatica, l’eventuale omissione sarebbe significativa.

È inoltre mia personale convinzione che, allorquando si tratti di opere come queste, di indubbio impatto ambientale, sia assolutamente doverosa la consultazione pubblica, il pieno coinvolgimento della comunità locale e di esperti del settore super partes per garantire che il progetto sia accettato e che le soluzioni proposte rispettino le sensibilità archeologiche e paesaggistiche. In assenza avremmo una lacuna significativa in termini di trasparenza e accettazione sociale, una gestione poco attenta alle sensibilità territoriali e ambientali. Non è certo sufficiente una seduta di Consiglio Comunale piuttosto raffazzonata o una comunicazione all’albo pretorio che sfugge all’attenzione dei più.

Conclusione? Nel caso di specie non penso che un approfondimento più rigoroso, per garantire che il progetto non comprometta la biodiversità, il paesaggio e la qualità delle risorse naturali, possa essere sufficiente. Guarderei piuttosto, data comunque l’importanza dell’opera, a una sua delocalizzazione con la condivisione delle comunità locali. Spero se ne tenga conto nelle decisioni che si prenderanno oggi in Consiglio Comunale”.

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