Una cappa di silenzio sulla portualità di Siracusa seppure si aprano interessanti prospettive. Da cogliere!

Tra due mesi circa, a seguito di una recente ordinanza del TAR Catania, l’Autorità di Sistema Portuale del Mare della Sicilia Orientale dovrà far sapere ai giudici amministrativi se l’area occupata dal Marina di Archimede rientri nella sua sfera di ‘azione’ (a seguito del trasferimento di competenze dalla Regione all’AdSP dell’aprile 2024) e, in caso di risposta affermativa, se abbia già avviato le procedure per l’esecuzione di quanto prescritto dalla sentenza n.1990 del 2023.

Un contenzioso lungo e complesso quello che vede contrapporsi l’Eni Sustainable Mobility S.p.A., l’Assessorato Territorio e Ambiente della Regione Siciliana e il Marina di Archimede S.p.A.

Nel 2008 l’Eni, con ricorsi amministrativi presentati dal suo legale, avv. Corrado Giuliano, aveva contestato sia la concessione demaniale rilasciata al Marina di Archimede nel 2007 sia la revoca della concessione precedentemente riconosciuta alla stessa ENI, e prorogata fino al 2023, per alcuni progetti infrastrutturali programmati sull’area portuale.

   

Sebbene nel 2021 due sentenze avessero dato ragione all’Eni, l’assessorato regionale era rimasto inerte e da qui il nuovo ricorso della società al Tar per imporre all’ARTA di dare esecuzione a quelle sentenze.

L’ordinanza del 4 luglio scorso indica la volontà del TAR di sospendere ogni decisione di esecuzione forzata, ponendo come pregiudiziale la corretta individuazione del soggetto obbligato all’ottemperanza e se risulterà esserlo l’Adsp, come è facile anticipare, dovrà essere quest’ultima ad assolvere agli obblighi imposti nel 2021 di “effettuare un accurato accertamento dello stato dei luoghi” (al momento recintati e non accessibili) per verificare lo stato delle opere amovibili o non amovibili e quindi decidere cosa farne, essendoci anche ragioni di sicurezza per la presenza di serbatoi e altri impianti.

Nel caso anche l’Adsp non ottemperasse, i giudici, nella Camera di consiglio fissata per il 19 novembre 2025, valuteranno se sia il caso di nominare un Commissario ad acta.

   

Qual è, anzi quale dovrebbe essere l’interesse della città per questo contenzioso? Un interesse non da poco: l’aprirsi di un percorso che potrebbe risolvere finalmente l’opaco affaire di un’infrastruttura portuale nata male (con ombre e oscurità procedurali consegnate ormai alla storia più che alla cronaca) e finita peggio, con un cantiere sospeso, lavori mai completati, oggi una discarica a cielo aperto su cui a maggio scorso si è intervenuti con una “bonifica straordinaria” su iniziativa dell’AdSP.

Nei mesi scorsi l’Associazione Lepik, anche attraverso un’interlocuzione formale con l’Autorità di Sistema e l’invio di una dettagliata relazione curata dall’avv. Giovanni Randazzo, presidente dell’associazione, ha illustrato la fattibilità giuridica, almeno in linea teorica, che nel procedimento in corso possa inserirsi un diverso interlocutore interessato a riprendere il progetto del Marina di Archimede e portarlo a termine. L’obiettivo sarebbe quello di completare un’opera dimenticata da anni e contemporaneamente, con un accordo tra le parti, evitare la creazione di nuove infrastrutture il cui impatto ambientale non appare sostenibile per un ‘organismo’ in precario equilibrio qual è il Porto Grande.

L’ENI, le cui attività nell’area si sono nel tempo comunque notevolmente ridotte, potrebbe ritenere soddisfacente una soluzione che garantisca il ripristino dei propri diritti o piuttosto, attraverso un una ‘saggia’ transazione, un equo indennizzo. Un’opportunità da ‘esplorare’ subito quindi sebbene non si possa ancora una volta non evidenziare come, sul futuro della portualità siracusana, sembra gravare una cappa di indifferenza o forse incapacità politico-amministrativa o ancora di delega in bianco all’AdSP che basta da sola a qualificare le nostre istituzioni e la nostra classe dirigente.

Da leggere

Siracusa, la paralisi di una generazione: viaggio tra declino demografico, record di scoraggiamento ed esodo dei giovani laureati

1. Le fonti della crisi Questo viaggio nei numeri della condizione giovanile a Siracusa è …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti