Sono rimaste prive di riscontro le prime due note, del 5 e del 21 Maggio scorso, inviate dall’Associazione “Porto di Siracusa- Anna Maria Lepik” ai diversi dipartimenti AdSP, Autorità di sistema portuale, Capitaneria di Porto e Amministrazione Comunale, con le quali veniva denunciato il fenomeno “del mare color marrone” più volte verificatosi nel Porto Grande nelle settimane precedenti che ha molto allarmato i cittadini.
L’avv. Giovanni Randazzo, presidente dell’Associazione Lepik, nelle note inviate, ribadendo la piena volontà dell’associazione di collaborare per quanto si ritenesse utile, aveva chiesto “ogni opportuna indagine per individuare le cause del fenomeno, anche mediante l’eventuale utilizzo del Gruppo Sommozzatori della Guardia Costiera per prelevare campioni di sedimento marino data la grande estensione del fenomeno stesso”.
A fronte delle autorità a cui ci si era rivolti, l’Associazione ha quindi inviato una terza nota evidenziando di aver appreso “dalla lettura delle dichiarazioni della dirigente ARPA responsabile delle Unità Produttive e Aerca d.ssa Ottaviano – riportate nella “La Sicilia” del 24 Maggio 2025 in un articolo a firma di Massimiliano Torneo – che, dai campionamenti disposti ed effettuati, rimaneva confermata una massiva fioritura algale e registrata la presenza, in uno dei due campioni prelevati, seppur non in misure elevatissime, di escherichia coli”. Un batterio, si sottolinea in questa terza nota, “la cui presenza, oltre una certa soglia, può costituire un rischio per la salute umana”.
“La Dirigente – continua la nota – rileva che la fioritura algale è pur sempre e in ogni caso un segno negativo di eutrofizzazione e conclude sulla opportunità di una campagna apposita di monitoraggio, nel tempo, in più punti, che possa integrare tutti i parametri specifici, (temperatura interna-esterna, profondità, e correnti). Non sappiamo – scrive l’avv. Randazzo – se una tale campagna, auspicata dalla stessa ARPA, sia stata poi o meno avviata, e in tal caso se ne chiede cortese conferma, anche in ordine agli eventuali parziali esiti cui la stessa sia pervenuta. Ma intanto viene segnalato un nuovo fenomeno di lordura marrone, verificatosi nei giorni scorsi nei pressi del Marina Yachting, in concomitanza con la presenza nel Porto Grande della Norvegian Epic, gigante del mare capace di oltre 4.500 Passeggeri, che avrebbe smosso i relativi fondali”.
L’avv. Randazzo esprime stupore per la presenza di un tale colosso del mare date alcune dichiarazioni del presidente dell’AdSP ing. Di Sarcina che, in alcune interviste, ha sempre affermato che, viste “le caratteristiche del Porto di Siracusa e la fragilità degli equilibri connessi alla sua ubicazione in pieno centro cittadino, di fronte all’isola di Ortigia”, la sosta nel Porto Grande debba essere consentita solo a navi dalla capienza massima di 2.000-2500 passeggeri. A quanto risulta, tra l’altro, la Norvegian Epic sopravanzava in lunghezza la stessa banchina cui era ormeggiata e su tale argomento, si legge ancora in questa terza nota, “ci si confronterà con le Istituzioni e le rappresentanze cittadine interessate, anche in occasione della redazione degli atti ai quali deve urgentemente attendere l’Autorità di Sistema Portuale, e cioè Piano Regolatore del Porto, nuovo Documento di Programmazione Strategica e nuovo Piano Operativo triennale (gli ultimi due aggiornando i precedenti atti in cui non era stato possibile tenere conto del Porto di Siracusa, non ancora inserito in AdSP)”.
“Tornando alla problematica della reiterazione di fenomeni di apparente contaminazione delle acque del Porto grande di Siracusa – conclude la nota -, l’Associazione scrivente chiede che l’ARPA in indirizzo, quale Amministrazione procedente che ha già dato corso ad un primo avvio di indagini in merito agli episodi segnalati, voglia urgentemente indire una Conferenza di Servizi ai sensi degli artt. 17 e segg. L.R. 7/2019 con tutte le Amministrazioni destinatarie della presente (peraltro autonomamente legittimate all’indizione della chiesta Conferenza) perché siano eseguite tutte le indagini finalizzate a individuare le concause del fenomeno di apparente contaminazione già denunciato (tra gli altri) dall’Associazione scrivente con le richiamate note del 5 e del 21 Maggio 2025, coinvolgendo le altre Amministrazioni e Associazioni interessate, al fine di porre rimedio al ripetersi di tali episodi, e consentirne la cessazione con venir meno di ogni motivo di allarme nella popolazione. Nel chiedere di partecipare alla Conferenza di Servizi di cui come sopra si chiede la fissazione, l’Associazione scrivente resta in attesa di cortese positivo riscontro nel termine normativamente prescritto di trenta giorni”.

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