ALCUNE DICHIARAZIONI SULL’ELEZIONE DI ALESSANDRO DIERNA, SEGRETARIO CITTADINO PD

Il giorno dopo l’elezione del Segretario cittadino del PD abbiamo raccolto alcune considerazioni tra dirigenti, semplici tesserati ma anche osservatori esterni. Qualcuno ha risposto laconicamente, altri hanno prodotto argomentazioni più articolate che abbiamo dovuto ridurre ma che meritano spazi specifici. Diversi hanno preferito non rispondere, probabilmente per evitare ulteriori risentimenti e motivi di frattura evidentemente presenti.

ALESSANDRA TURLA’: Ieri al congresso cittadino del Partito Democratico c’è stata una grande partecipazione e si è assistito ad una bella pagina di democrazia. Le candidature erano di altissimo livello e noi elettori siamo stati messi a dura prova sulla scelta. Lo scontro/incontro non è stato percepito in termini generazionali quanto piuttosto dalla piacevole considerazione che il partito ha seguito la naturale evoluzione, iniziata già con il congresso provinciale, che lo vede pronto ad accogliere chiunque abbia il desiderio di impegnarsi per gli imprescindibili valori comuni che accomunano tutti, nessuno escluso. Alessandro Dierna incarna questo desiderio e gli ideali di un partito visionario e concreto che sa accogliere e affrontare con la giusta ottica le sfide che nel quotidiano appartengono ad ognuno di noi. Il nuovo segretario cittadino porta una grande dote in seno al partito ed è il potere dell’ascolto e dell’inclusione, del pensiero ragionato e fattivo, del cambiamento reale che si allontana nettamente dal tutto cambia per non cambiare. Alessandro è una importante intelligenza, un giovane da apprezzare per il suo fair play, bene rarissimo che gli appartiene e dal quale c’è urgenza di attingere. Sono rientrata, dopo il congresso di ieri, con una precisa immagine che mi ha profondamente emozionato: l’abbraccio fisico e corale del gruppo dei giovanissimi democratici visibilmente commossi ad Alessandro. Sì, è stata decisamente una bella scelta ed una bella pagina di democrazia.

FABIO MOSCHELLA (componente segreteria provinciale): Si sono confrontati due candidati di notevole spessore politico, umano, professionale. Divisi solo dal voto on line. Vi è stata una grande partecipazione di iscritti. Mi auguro che Dierna e Ficara possano collaborare, questo darebbe un significato unitario al congresso cittadino. I loro documenti programmatici sono pienamente compatibili.

ROBERTO FAI (ex dirigente): Non ho molti elementi per comprendere e giudicare il percorso che ha portato all’elezione del segretario del PD di Siracusa città. Posso augurare ad Alessandro Dierna di svolgere al meglio il suo lavoro per rimettere in piedi in città un partito che dalla sconfitta del Giugno 2023 (sono trascorsi due anni) non si è visto in giro.
Certamente, aspetti surreali ne sono accaduti, leggendo – prima ancora che l’esito finale – le dinamiche che hanno preceduto l’elezione. Sapevo (da voci che circolavano in giro, sottotraccia) che l’unica candidata era Maria Grazia Ficara. E come al solito tutto manteneva un carattere opaco, sotterraneo, quasi esoterico.
Le elezioni – come in tutti i circoli della provincia – erano fissati per la domenica 1 giugno. Poi, d’un tratto, la data delle elezioni è stata anticipata a venerdì 30. Non ho elementi di conoscenza delle dinamiche intervenute che hanno spinto a questo anticipo. Avevo letto anche di rilievi critici sull’andamento del congresso da parte dei “Giovani Democratici”. Poi, pochi giorni prima del voto, s’è affacciata la candidatura di Alessandro Dierna. Una sorta di “imprevisto” che ha turbato la scena. Le “voci” che circolavano erano quelle di un certo e sicuro successo della candidatura della Ficara.
Non so cosa sia successo alla fine e credo che gli elementi li abbiano in pochissimi – dentro le oscure stanze dei ristretti “capicorrenti del PD, ma è venuto fuori un vincitore inaspettato il che denota un problema enorme, gigantesco – sia politico che culturale e di trasparenza – dentro il PD di Siracusa.
Il PD è da circa 3 anni “fuori gioco” dallo scenario politico provinciale. Ha perso contatti, “relazioni” con la società e i problemi del territorio. In questi 2 anni – sorvolando sulle competizioni elettorali – non mi risulta che il PD abbia prodotto qualche iniziativa – tematica, politica, strategica, di settore, ecc. – in grado di segnare in città e in provincia un’espansione delle sue “relazioni” con l’opinione pubblica. Qualche presa di posizione del gruppo consiliare al Comune contro la Giunta Italia: ma il ruolo di un partito o ha un alto respiro politico, altrimenti anche lo sguardo “amministrativo” rimane ben poca cosa.
Il PD non produce politica da molto tempo.
Un conto è la compresenza di impostazioni politiche e strategiche, pur diverse, che giocano in trasparenza, altro è il “vuoto” di iniziativa politica nei territori. Peraltro, il clima dello stesso PD regionale – in vista dei congressi dei circoli e dell’elezione del segretario regionale – mi sembra fortemente segnato da divisioni profonde.
Il PD o riattiva al più presto il rapporto con la società – e la condizione del PD in provincia di SR è ai minimi termini -, altrimenti tutto il centro-sinistra farà fatica a contrastare il “nuovo notabilato politico” che governa tutto il territorio provinciale con proiezioni dirette e organiche con il governo dell’Ars.

SARA ZAPPULLA (consigliera comunale): Il Partito Democratico ha bisogno di aprire una fase di costruzione e di elaborazione politica sulla vita amministrativa della città e sulle sue prospettive di crescita. Nel rapporto con le forze della coalizione e nel rafforzamento della sua identità specifica, dovrà definire e trasmettere un’idea specifica di città e di prospettive di crescita. Solo ricostruendo comunità politica e umana, e organizzando campagne di mobilitazione, potremo costruire un partito in grado di parlare alla città. I congressi sono delle parentesi, il partito adesso deve mettere di lato le divisioni e dotarsi di una classe dirigente intergenerazionale che dimostri di avere visione dei problemi e delle sue soluzioni. Dopo le divisioni congressuali, il partito deve aprirsi e confrontarsi con il mondo esterno. Ringrazio i due candidati per l’impegno e la disponibilità, sintomo di rispetto e abnegazione nei confronti del partito e rivolgo i miei auguri al segretario eletto. Abbiamo davanti mesi di lavoro per una proposta politica seria e convincente che coinvolga la città anche attraverso lo strumento delle primarie. È il momento di discutere di politica e di costruire comunità politiche inclusive.

CARLO GRADENIGO (Presidente di Lealtà e Condivisione) : Sono contento per l’elezione di Alessandro Dierna al quale faccio i miei più calorosi auguri. Essere segretario cittadino di un partito non è compito semplice ma spero che Alessandro con la sua sensibilità possa portare avanti una politica incentrata sui temi della città a cominciare dalle politiche sociali e guidare il partito verso una stretta collaborazione con le tante realtà politiche cittadine affini al Partito Democratico e oggi attive su diversi fronti, dall’acqua al verde pubblico, dalla mobilità urbana alla tutela del territorio ed il suo sviluppo sostenibile.

MASSIMO MILAZZO (capo gruppo al Consiglio Comunale): Penso che il Pd cittadino abbia dimostrato una grande vivacità ed una capacità di attrarre al voto tante iscritte e tanti iscritti. È certamente un dato positivo.

GIUSEPPE PATTI: Penso che il partito è vivo, c’è ampia dialettica e che la ricerca dell’unità è un’utopia.
Alessandro è l’espressione di una parte importante del PD che ha contribuito a rendere “giovane” il partito. Gli auguro di saper mediare gli umori di tutte le anime del PD per conseguire un grande risultato alle prossime amministrative.

SIMONA CASCIO (dirigente Arci): Aspetta, devo prima svegliarmi … sono senza parole.

CARMELA PUPILLO: Dierna? Onestamente non lo conosco ma gli auguro buon lavoro.

SIMONETTA ARNONE: Sinceramente non mi aspettavo di dover scegliere tra due nomi, espressioni differenti di due ‘correnti’ della stessa area. Ho votato Maria Grazia, di certo non perché avessi qualcosa contro Dierna, che non conosco, ma perché non ho sinceramente compreso questa pseudo-logica dei giochi di forza tra correnti interne, che fanno dell’io un continuo sovrapporsi al noi, quel NOI più volte richiamato nella presentazione alla candidatura della Ficara. Da inguaribile ottimista, spero si apra una fase diversa, politicamente identitaria e realmente propositiva, capace di guardare al di là del siparietto interno per costruire un’alternativa valida e credibile a questa destra che ha saputo anche nutrirsi delle nostre fragilità; imparare, sperando non sia tardi, non solo a guardare fuori di noi, ma ad agire come forza politica in grado di riflettere insieme sulle azioni da intraprendere ed esserci politicamente.

 

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