IL MANUALE DELLE NOMINE TARGATO FRANCESCO ITALIA E PEPPE CARTA

Secondo voi, a quale dei partiti della Prima Repubblica Francesco Italia avrebbe aderito? Io dico alla DC. E quale corrente avrebbe scelto? Io dico quella basata sul principio che il potere logora chi non ce l’ha.

Il nostro Francesco è stato assessore e vicesindaco nella Giunta Garozzo; poi si è messo in proprio ed è stato eletto sindaco una prima e una seconda volta. Naturalmente aspira, del tutto legittimamente, ad un ruolo ancora più prestigioso e a tal fine sta cercando la casa politica giusta, in combutta col leader siracusano di Mpa-Grande Sicilia, Peppe Carta. Di lui si può dire ciò che nel secolo scorso suonava come un’offesa e cioè che è un professionista della politica a tempo pieno. I suoi ideali politici sono piuttosto incerti, ma sul tema dei migranti e della pace sta dalla parte giusta, il che non è poco. Segno particolare: non sopporta “questo” Pd.

A scrivere questo corsivo mi ha spinto l’articolo di Massimiliano Torneo su La Sicilia di ieri. Torneo anticipa i movimenti in entrata e in uscita di quello che potrebbe essere il “prossimo” rimpasto della Giunta Italia, il “conclave a rilento” com’è scritto nell’efficace titolo. Il retroscena descritto fa tornare in mente quella che Enrico Berlinguer chiamò la “questione morale” e cioè l’occupazione delle istituzioni pubbliche da parte dei partiti e, più in generale, della politica. Nel nostro caso le istituzioni oggetto di possibile occupazione sarebbero tre: Palazzo Vermexio, l’Area marina protetta del Plemmirio e la Fondazione Inda. Quattro, se contiamo anche l’ex Provincia.

Si potrebbe obiettare che quella del Comune non sarebbe una vera e propria “occupazione”, benché basata su una girandola di incarichi attribuiti secondo il manuale Italia/Carta: gli assessori uscenti vengono ricollocati uno all’Area marina protetta del Plemmirio, un altro nel consiglio d’amministrazione della Fondazione Inda, un altro ancora andrà a fare il capo di gabinetto del sindaco o il presidente del Consiglio comunale che a sua volta entra in giunta. Quelli entranti saranno scelti con l’algoritmo della famiglia allargata: Azione più Mpa-Grande Sicilia, più Lega, più Nuova DC. Se il conclave a rilento si svolgerà secondo le indiscrezioni de La Sicilia, ne verrà fuori una lottizzazione ancora più capillare di quella che avrebbe fatto la vecchia DC, che in questo gioco ad incastro è rappresentata dalla “nuova” DC, quella di Cuffaro.

Realismo politico o politica senza scrupoli? Fate voi.

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