QUEI 124 MILIONI MANCANTI PER IL NUOVO OSPEDALE E IL SILENZIO DELLA REGIONE

“L’ospedale di secondo livello si sta facendo a Siracusa perché il precedente governo regionale lo ha voluto, perché l’attuale governo regionale lo vuole e perché i siracusani non hanno avuto niente negli ultimi cinquant’anni. L’ospedale sarà di secondo livello, non ci sono dubbi”. In questi termini si è espresso, con tono perentorio, nel corso di una recente intervista ad un giornale on line l’onorevole Giuseppe Carta di Mpa-Grande Sicilia. “In che modo”? gli ha chiesto l’intervistatore. Questa la risposta: “La Sicilia abbandonasse qualche ospedale vuoto in qualche altra parte dell’isola e riempisse quello di Siracusa”. Ipse dixit. Facile, facile.

Un altro deputato regionale, lsmaele La Vardera di Controcorrente, ha presentato un mese fa un’interrogazione urgente al presidente della Regione per avere notizie sull’iter di finanziamento dell’ultima tranche di finanziamento, circa 124 milioni, mancante per il completamento del nuovo ospedale. Ad oggi, l’interrogazione non ha avuto risposta.

L’erogazione di tale tranche è stata infatti subordinata all’esito positivo di alcune prescrizioni del ministero della Salute a carico della Regione riguardanti “il rispetto del decreto Balduzzi”. Si tratta, in particolare, di due requisiti imprescindibili (esistenza di un bacino di popolazione di almeno 600mila abitanti e dotazione di alcune discipline sanitarie complesse) senza i quali il nuovo ospedale non potrà essere classificato come Dea (dipartimento d’ emergenza e accettazione) di secondo livello e pertanto non potrà (non potrebbe) ricevere il suddetto finanziamento.

Purtroppo il nuovo ospedale, ad oggi, non ha né l’uno né l’altro requisito. Siracusa fa infatti parte del bacino di popolazione di Catania-Siracusa-Ragusa che conta un milione e 824mila abitanti e dispone di tre ospedali di secondo livello, tutti ubicati a Catania. Pertanto per la provincia di Siracusa non c’è più spazio per un ospedale di secondo livello in quanto la propria popolazione è stata inclusa, assieme a quella di Ragusa, nel bacino etneo per far sì che la provincia di Catania ottenesse tre Dea di secondo livello. Perché la nostra provincia possa disporre di un proprio ospedale di secondo livello si dovrebbe seguire, secondo il decreto 121/22 dell’ex assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, questa procedura: l’ospedale Garibaldi di Catania dovrebbe decentrare a Siracusa alcune strutture sanitarie complesse e, conseguentemente, dovrebbe essere declassato ad ospedale di primo livello. In tal modo, il bacino di Siracusa e Ragusa riavrebbe gli oltre seicentomila abitanti “prestati” al bacino etneo e potrebbe rivendicare il secondo livello per il nuovo nosocomio. Alzi la mano chi ritiene che tale strada sia percorribile.

Non possiamo escludere che il governo siciliano trovi il modo di ottenere comunque la parte di finanziamento mancante, cosa che ovviamente ci auguriamo, ma allo stato attuale, se c’è una cosa certa sul piano normativo è che il nuovo nosocomio non ha, come detto, i requisiti per ottenere il secondo livello.

Su questa vicenda la politica siracusana – così loquace quando c’è da rivendicare meriti, veri o presunti che siano – si è tappata la bocca.

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