Il Mistero della ruspa di via Don Sturzo e la ricerca della verità

A noi non torna per nulla la ricostruzione fatta sulla presenza della ruspa in via don Luigi Sturzo due giorni fa. I fatti si conoscono.

Sul terreno su cui il Comune voleva realizzare un CCR per il quale la Soprintendenza aveva posto il veto data la presenza di latomie, è comparsa inaspettatamente una piccola escavatrice che ha iniziato spostare terra, sembra con la ‘strana’ intenzione di ricoprire le latomie.

La pronta segnalazione alla Soprintendenza dei residenti, ormai trasformatisi in vere e proprie sentinelle del territorio, ha dato il via a una serie di telefonate fino all’immediata sospensione dei lavori: la ruspa, caricata di nuovo in fretta e furia sul camion che l’aveva condotta in via don Sturzo, è presto scomparsa all’orizzonte lasciando però dietro di sé dubbi e domande.

Ha scritto su La Sicilia del 16 aprile Seby Spicuglia: “Compulsato dal cronista, ieri il Rup del progetto ha asserito telefonicamente di non essere al corrente della presenza di escavatori nell’area, e comunque di non intendere rilasciare dichiarazioni”.

Il ‘chiarimento’ è però arrivato nelle ore successive sulle testate online quale “precisazione ufficiale del Comune” per mezzo del dirigente del settore Pianificazione, Programmazione, Lavori pubblici, Marcello Di Martino, intervenuto “per smentire categoricamente una presunta ripresa dei lavori” (Siracusa Press).

– “Non vi è alcun genere di iniziativa in corso” dichiara Di Martino in una nota. “Nella giornata di ieri [martedì 15 aprile, ndr] è stato attuato, con un piccolo mezzo meccanico, un mero e semplice ricolmo delle aree di saggio direttamente prospicienti la pubblica via, effettuato mediante spandimento dello stesso materiale estratto durante gli scavi, senza alcuna integrazione”, un dettaglio importante per escludere movimenti terra non autorizzati… Il ricolmo, afferma il dirigente, è stato eseguito “così come suggerito da funzionari della Soprintendenza di Siracusa in occasione di un pregresso sopralluogo congiunto”. L’intervento, quindi, sarebbe stato dettato “esclusivamente per la messa in sicurezza dell’area” vicina alla strada… “la suddetta attività non ha quindi comportato lavori di nessun altro genere, quali costruzioni, scavi, modifiche o trasformazioni di qualsivoglia genere del sito in questione”. Una nota volta a tranquillizzare i residenti e a chiarire la natura dell’intervento osservato ieri nell’area del futuro (e contestato) CCR -.

Ovviamente non possiamo, né vogliamo, mettere in discussione quanto affermato dal Dirigente che siamo certi sia stato autorizzato da qualcuno a rilasciare queste dichiarazioni, eppure noi avevamo raccolto altre (attendibili) informazioni.

La Soprintendenza non avrebbe saputo nulla di questo improvvido intervento (che a noi tra l’altro non sembra essere stato fatto a margine della strada) che, eseguito senza alcuna supervisione della Soprintendenza stessa, avrebbe potuto causare seri danni alle latomie la cui presenza, a quanto ci risulta, non sarebbe stata segnalata in una prima relazione che indicava l’assenza di rischi per eventuali antiche vestigia. Solo un successivo sopralluogo avrebbe evidenziato l’esistenza di latomie così estese e in posizione centrale da non consentire, come accade ogni volta sia possibile non creare ostacoli alle opere pubbliche in corso, una diversa allocazione del CCR sempre nello stesso sito.

Dovuta quindi la decisione di esprimere parere negativo e predisporre l’imposizione del vincolo sull’area, tant’è che il ricorso al Tar, come da intenzione manifestata dal Comune, pare sia destinata a rivelarsi mossa assolutamente velleitaria.

Lo spreco di pubbliche risorse appare quindi sempre più consistente: per la scelta inappropriata del sito in origine, per inopportune spese legali (sarà forse l’avvocato stesso a consigliare al Comune di desistere per non gravare l’ente di ulteriori costi inutili), e ora per lavori non autorizzati.

Perché la domanda, come dire?, ‘sorge spontanea’: se davvero i lavori di movimento terra sono stati fatti “così come suggerito da funzionari della Soprintendenza di Siracusa in occasione di un pregresso sopralluogo congiunto”, sebbene all’insaputa chissà perché del Rup arch. Vincenzo Miconi, perché sono stati immediatamente sospesi come se non fossero stati autorizzati? Ma a cosa erano esattamente finalizzati?

E se la Soprintendenza non li ha comunque autorizzati, chi lo ha fatto? Di chi è la responsabilità anche del nuovo spreco di denaro pubblico?

Ai consiglieri comunali, se lo vorranno, il compito di dipanare la matassa.

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