A sentire gli organizzatori ci si aspettava un bagno di folla, addirittura due manifestazioni perchè una non bastava a contenere le persone. Forse troppo velleitarismo e un’ambizione esagerata e populista che non avrebbe mai potuto sortire l’effetto desiderato: le dimissioni del sindaco. Pur tuttavia …
Se quella di ieri è stata un vero fallimento (una dozzina circa i partecipanti) oggi, grazie anche alla location – Piazza Duomo con l’uscita della Chiesa di fedeli e turisti per la Domenica delle Palme – il colpo d’occhio è senza dubbio più riuscito. Un centinaio di persone, forse qualcuna in più in alcuni momenti, hanno fatto da coreografia con striscioni e cartelli per lamentare e denunciare tutte le scelte (sbagliate) della Giunta Italia e le promesse non mantenute.
Mai fino ad oggi la Città aveva pensato di scendere in piazza per protestare contro l’Amministrazione Comunale (di questo va dato merito agli organizzatori). E’ dunque un episodio storico senza precedenti che va riconosciuto e di cui il Sindaco Francesco Italia e i suoi potranno vantarsi.
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Un risveglio civico – se pur al di sotto di quanto i promotori ci avevano fatto credere – che va evidenziato in una Città da anni troppo sonnecchiante e sciassata. Già un primo vero e significativo segnale si era manifestato con la marcia contro la violenza sulle donne di Giovedì 10 aprile (un migliaio almeno e stavolta con tanti giovani). Le manifestazioni popolari, la rivendicazione dei propri diritti mettendoci la faccia e scendendo in piazza sono testimonianze eloquenti di una presa di coscienza civica, di cittadinanza responsabile, di partecipazione attiva che non bisgona nè sottacere nè sottovalutare.
E questo grazie (o a causa) ad una gestione amministrativa spesso sorda, autoreferenziale, che non vuole ascoltare (anzi spesso irride) la Comunità e non capisce le sue esigenze. Il Sindaco Francesco Italia, la sua Giunta monocorde e afona, la maggioranza in Consiglio ossequiosa e insipiente hanno avuto il merito di risvegliare molte reealtà e favorire la presa di coscienza popolare a cominciare dalle scelte delle collocazioni dei CCR e dell’abbandono dei quartieri di periferia che adesso – finalmente – richiedono diritti e dignità da troppo tempo negati.
Che sia finalmente la Primavera Siracusana? Sta ai Movimenti e Partiti farne tesoro e raccoglierne il testimone e le istanze dal basso, magari con meno velleità, per costruire soggetti sociali e politici affidabili e riconosciuti per riuscire a definire un vero e proprio manifesto politico di una Città più a misura d’uomo.

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