Alla Giornata dedicata alle vittime di mafia, in programma anche un seminario di Area Teatro

La Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie quest’anno si svolgerà il 21 marzo a Trapani, di certo un territorio carico di sfide significative per la lotta alla criminalità. Questa ricorrenza, giunta alla 30ma edizione, si tiene per onorare le persone che hanno perso la vita a causa di violenze mafiose, un lungo elenco cresciuto nel corso dei decenni arrivato ad oltre 1100 vittime, i cui nomi saranno letti in piazza come avviene ogni anno per mantenerne viva la memoria.

La giornata, organizzata dal 1996 dalla rete di associazioni antimafia che fa riferimento a Libera fondata da don Luigi Ciotti, non è solo un momento di commemorazione ma altresì un momento di educazione e sensibilizzazione rivolto in primo luogo ai giovani.

Per questo il 21 marzo a Trapani sono previsti dei seminari di approfondimento legati in particolare ai temi della legalità e della giustizia. Tra i seminari in programma, uno sarà curato dalla compagnia Area Teatro di Augusta, attiva in Italia da più di vent’anni soprattutto con gli spettacoli del regista e attore Alessio Di Modica.

Tra Libera e Area Teatro esiste una lunga collaborazione” – ci dice Ivano Di Modica, che si occupa degli aspetti organizzativi e della comunicazione della compagnia. – “Insieme abbiamo scoperto e portato avanti linguaggi artistici e storici per trasmettere la memoria dei territori. E nel lavoro con le scuole spesso abbiamo realizzato progetti pioneristici, che hanno aperto la via a un modo di intendere il teatro e l’attivismo”.

Cos’avete scelto per il seminario che terrete a Trapani?

Porteremo la conferenza-spettacolo Per ogni Macondo possibile, in cui Alessio Di Modica racconta anni di ricerche di storie sepolte o che, per motivi diversi, erano state dimenticate. Creando un percorso contemporaneo sull’antica arte del cuntu, rendendolo attuale e allo stesso tempo necessario per i tempi che viviamo, in cui la mancanza di memoria sembra essere diventato il nemico più difficile da affrontare. La nostra compagnia vanta un percorso artistico e politico significativo che ci ha portati in prima linea sui temi della lotta alla mafia, dell’antifascismo, dell’ambiente, della libertà, delle emozioni. Percorso tanto più attuale rapportato al presente momento storico, in cui la cultura non viene tutelata e difesa ma, anzi, sovente confusa con l’intrattenimento.

Per ogni Macondo possibile è, sintetizzando, una sorta di summa dei vostri lavori teatrali?

E’ una conferenza spettacolo che, come dicevo prima, racconta del recupero di storie dimenticate, affrontando allo stesso tempo i temi dell’impegno e rievocando gli incontri che abbiamo fatto in giro per il mondo. Oggi è importante recuperare l’oralità come strumento di comunicazione, di cambiamenti nei territori, rinnovando il senso di essere artisti vivendo nei territori stessi. Proprio in questi giorni Per ogni Macondo possibile è in scena a Roma.

Il recupero di storie attraverso l’oralità e la tecnica narrativa del cuntu sono i due elementi essenziali e basilari del teatro del cuntista Alessio Di Modica?

L’oralità è stata la prima forma di educazione non formale, le generazioni dei nostri nonni trasmettevano valori e saperi attraverso le storie. Purtroppo oggi si è perso il valore dei racconti come formativi e sono diventati solo merce per fiction televisive. Per una comunità perdere il proprio patrimonio orale, o affidarlo unicamente a chi lo usa come strumento di propaganda o di affermazione delle idee della classe dominante, significa perdere una parte fondamentale della propria identità, della propria storia e costruire un futuro mistificato. Il cuntu in Sicilia è la tecnica narrativa tradizionale, un’arte popolare nata in strada che Alessio da anni sta rigenerando”.

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