“La città è stanca, e si è svegliata”. Sit in il 13 aprile in piazza Duomo per chiedere le dimissioni del sindaco Italia

Credo che la misura sia colma. I cittadini sono stanchi della autoreferenzialità di questa amministrazione, di un primo cittadino che si comporta da re Sole e pensa di potersi intestare qualsiasi opera pubblica come se fosse assolutamente necessaria, indispensabile per la città quando invece le priorità sono ben altre e il principe sembra non vederle. Non sono spinto da nessun partito, da nessun movimento. È una mia decisione”.

Non ha incertezze Giorgio Nanì La Terra, determinato nel portare avanti un’iniziativa che dovrebbe portare a piazza Duomo il 13 aprile prossimo alle 11 una moltitudine di cittadini. “La questura, a cui ho presentato la richiesta, ha voluto che indicassi solo il numero di 500 persone ma io sono convinto che ne arriveranno migliaia perché la città è stanca di tanta arroganza”.

Non credi che il tuo possa intendersi come un atto velleitario? Sai bene che non sarà una manifestazione di piazza a indurre il sindaco a dimettersi. Ci vorrebbe una mozione di sfiducia da parte della maggioranza del Consiglio Comunale, maggioranza che è saldamente nelle mani di Italia.

Io osservo quello che accade, soprattutto in quest’ultimo periodo: gli errori sul parcheggio Damone, quelli sui CCR, le polemiche sul ponte ciclopedonale in Ortigia che pur essendo costato tantissimo è anche rimasto al buio e per il quale occorrerà spendere ancora. Penso alle ultime scelte fatte con il bilancio appena approvato. Alla questione parcheggi, al fatto che si prevedono milioni di euro dalle contravvenzioni mentre le nostre strade sono dissestate, come se il rispetto del codice stradale riguardasse solo i cittadini e non l’amministrazione. Permettimi di dilungarmi un attimo sulla sicurezza stradale. La Legge 41 del 2016 sull’Omicidio Stradale e la successiva circolare ministeriale del 25 marzo 2016 chiariscono che il reato ricorre anche se il responsabile non sia il conducente, ma chi ha il compito di assicurare la manutenzione della strada. Gli enti proprietari devono individuare le potenziali misure correttive da adottare, tra le quali l’eliminazione degli ostacoli fissi al margine della strada, o l’applicazione di dispositivi di protezione dei medesimi” così come migliorare le condizioni di sicurezza delle pertinenze della strada quali i sistemi di ritenuta stradale. La distanza minima tra l’impianto di illuminazione e i limiti della carreggiata, presupposta un’altezza massima di 5 metri dalla pavimentazione stradale, deve essere: a) per le strade urbane dotate di marciapiede con cordonatura = 0.5 m b) per le strade extraurbane e per quelle urbane prive di marciapiedi con cordonatura = 1.4 m, cosa che non avviene a Siracusa: tanto per fare un esempio, via Lido Sacramento.

Alla luce di questo, e del resto, sono convinto che debba essere data la possibilità alla cittadinanza di manifestare, di esprimersi. Non hanno altro modo di farlo. Basta pensare a come risponde l’amministrazione alle richieste di intervento, o di accesso agli atti. Girano la testa dall’altra parte. Questo tipo di dissenso vogliamo andare ad esprimere il 13 aprile con un sit in sotto Palazzo Vermexio in maniera pacifica, senza strumentalizzazioni di sorta.

Potresti non raggiungere i numeri auspicati e tutto rivelarsi un flop. Una cosa è lamentarsi sui social, altro scendere in campo.

La nostra splendida Costituzione, nata nel sangue, garantisce il nostro diritto a parlare, a manifestare. In ogni caso quindi dal mio punto di vista non sarebbe un flop. Anche le azioni di uno solo possono avere forza dirompente: Marco Gambuzza con il suo striscione dal Bosco delle Troiane al Palazzo comunale ha vinto la sua/nostra battaglia per avere dopo 4 anni l’impianto di irrigazione.

Insisto. Una manifestazione risicata nei numeri potrebbe però avere un effetto boomerang: non indebolire Italia ma rafforzarlo. Non puoi negare che siano molti i cittadini che in ogni caso approvano il suo operato. È vero che le risorse del bando periferie sono almeno di 10 anni fa ma oggi vengono finalmente utilizzate. Sono dati oggettivi al di là delle modalità, spesso discutibili. Sai benissimo che tutto va bene se i miei specifici interessi non sono toccati: questo è il pensiero comune, al di là delle mistificazioni e della facile retorica.

Non c’è un braccio di ferro, una prova di forza. Vogliamo far solo comprendere che non si amministra da soli, che c’è un malessere generale. Basta con le decisioni calate dall’alto, con le scelte scellerate, spesso sbagliate che non tengono conto delle priorità. È più importante un ponte ciclo pedonale o tappare buche? Fare un ascensore a Villetta Aretusa o dare parcheggi e non far chiudere le attività commerciali che già devono competere con i centri commerciali e con le vendite online? Ben vengano le piste ciclabili ma dopo una seria analisi urbanistica e ascoltando le esigenze dei commercianti. E la goccia che ha fatto traboccare il vaso sono i CCR con cui si misura il massimo dell’autoreferenzialità di un sindaco che, oltre a ironizzare sui comitati spontanei, e mancando di rispetto ai cittadini, ancora lascia dubbi sul ccr di via don Luigi Sturzo, quasi mettendo in dubbio quanto detto dalla Soprintendenza, e poi soprattutto apre il CCR di Cassibile che le passate amministrazioni non hanno mai neanche usato come isola ecologica e che oggi lui trasforma in ccr al confine delle case. Fa cioè ciò che lui stesso aveva stigmatizzato per quello di via Lauricella sotto i palazzi o dietro un importante hotel che sponsorizza anche le sue interviste con caffè.

Con il sit in vogliamo solo dare un’opportunità a una città che si è svegliata. Vedremo i risultati. Poi ciascuno farà i conti con la propria coscienza

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