IL NUOVO PD HA SENSO SOLO SE È ALTERNATIVO ALLA DESTRA E AL SUO SISTEMA DI POTERE

Piergiorgio Gerratana si è candidato alla segreteria del Partito democratico di Siracusa per dargli un profilo antagonistico e alternativo al centrodestra. L’ho votato convintamente  per stima personale e perché condivido pienamente il senso della sua proposta politica, che si esplicita nell’avvio di un nuovo corso all’insegna della discontinuità.

Il Pd esce da una lunga stasi politica e organizzativa che ne ha indebolito l’insediamento sociale e appannato il profilo di forza fondamentale per costruire una coalizione  contrapposta alla destra. Dall’elezione a segretario di Piergiorgio Gerratana ci  si aspetta un’opera di ricostruzione del Pd e il lancio di una politica che ne renda chiaramente visibile la nuova identità e i  caratteri  alternativi. In questo quadro, vanno chiariti  i contorni dell’operazione politica sottesa alla candidatura di Tiziano Spada a sindaco di Solarino ed esclusa l’esistenza di accordi  con pezzi di centrodestra verosimilmente diretti dal leader di Mpa, Giuseppe Carta.  Per evitare fraintendimenti, dico subito che non sono contrario a priori alla candidatura  di Tiziano e che ho ben chiara la specificità di un’elezione col sistema maggioritario in un piccolo comune come Solarino. Ma mi è anche ben chiara l’ipocrisia delle liste civiche, dentro le quali si materializza l’ammucchiata trasversale. Detto questo e allargando la prospettiva, esprimo la mia personale contrarietà a scenari in cui il Pd si colloca fuori dallo schema di centrosinistra contro centrodestra.

So che nel partito c’è chi  non si rassegna a stare all’opposizione e ritiene  che sia arrivato il momento di riaprire la stagione della politica a tutto campo, non escludendo  la possibilità di fare accordi, in sostanziale posizione subalterna,  con forze che appoggiano la giunta Schifani o con quel campione di trasformismo politico che è il sindaco di Siracusa.

La missione del Pd  non è quella di puntellare o, peggio ancora, farsi inglobare in un sistema di potere imperniato su forze politiche di destra o organiche alla destra, ma quella di coalizzare, con un lavoro di lunga lena per usare un’espressione cara ad Enrico Berlinguer, un insieme di forze sane che si oppongono alla destra e la vogliono sostituire col voto. So benissimo che non è una prospettiva imminente, ma è l’unica coerente con la nuova identità del Pd.  Fino a quando questa condizione non si verificherà, dovessero passare anche dieci anni, il Pd deve continuare  a fare una limpida e intransigente opposizione (che non è isolamento) all’attuale sistema di potere delle destre.

 

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