RAPPRESENTARE LA BELLEZZA E LA CULTURA? STORIA DI UNA FAMIGLIA IN DECADENZA.

Quando ci si mette in mostra, innanzitutto, occorrerebbe specchiarsi, lavarsi, depilarsi e, se c’è di mezzo la cultura, aver studiato un po’, magari oltre la stretta sufficienza. Servirà una metafora per capirsi meglio.
Una vecchia e storica famiglia ha avuto grandissima fama, ricchezza e potere in un lontano passato. Da tanto tempo, però, essa è caduta molto, troppo in basso. La sua vecchia residenza splendente ora è diroccata. In verità, anche igienicamente, si lascia, un po’in tutto, a desiderare. Eppure, memori delle vecchie glorie, i genitori dell’unica figlia cercano una riscossa. Ai loro occhi ella è bella anche se infelice, dimessa, rassegnata. E poi… vuoi mettere la grandezza del casato!
Non si rendono conto dell’evidenza e vogliono fare della figlia una modella e una scrittrice. Non sappiamo se questi poveri genitori si rendano conto che la propria creatura non è affatto bella. Anzi! Ha la schiena deforme, i capelli opachi e un po’ radi. Le gambe magre sono un po’ storte, la pelle opaca e flaccida, gli occhiali nascondono gli occhi tristi e slavati. E poi, spiace evidenziarlo, emana persino cattivi olezzi.
Purtuttavia, ai loro occhi, ella è splendente, virtuosa, istruita, vorrebbero farne una famosa scrittrice mentre non si accorgono che lascia a desiderare anche nella scrittura, incerta e, ahimè, in conflitto persino con la grammatica.
Proprio per l’atavico anelito di rivalsa, ai titolari della nobile e antica casata sembrò naturale proporsi agli occhi del mondo come modelli di bellezza e cultura. Così hanno avuto l’ardire d’iscrivere la figliola a competere in una gara nazionale. Non si sa come e perché ma la sgraziata ragazza, forse per la nobiltà e l’altisonanza della casata, riesce vincitrice. Ora è il momento di esibirsi su diversi palcoscenici.
Come pensate che andrà a finire?
La cronaca attuale già preannuncia quale potrebbe essere l’applicazione della metafora. Abbiamo la netta impressione che Agrigento doveva prima specchiarsi prima di candidarsi. Qualche illuso potrebbe credere che la nostra Siracusa abbia maggiori possibilità di rappresentare un modello di bellezza e cultura tale da rendersi preferibile in un confronto con Agrigento.
Per la verità a noi sembra di no.
Avere un passato glorioso non ti garantisce bellezza e cultura. Lo capirebbe anche un bambino. Bisognerebbe smettere di farsi pubblicità con le affermazioni e la propria storia passata. È il presente che ci smentisce. La virtù comincia dall’aspetto e dalla cura delle città, dall’attenzione a tutte le componenti del vivere civile, dal rispetto per il merito e la decenza. Ora pensiamo di sentirci privilegiati rispetto ad Agrigento solo perché, per lo meno, qui, ancora, abbiamo l’acqua, salmastra purtroppo, nella rete idrica più sfondata d’Italia. Quanto a olfatto, specchi, pulizia, cultura e dignità siamo sullo stesso piano di Agrigento.
Aggiungeremmo che noi siracusani siamo forse più impermeabili alle cattive figure!

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