Ma allora qual è la linea? Fin qui ci era sembrato che il problema fosse la larghezza del campo, non che il campo del centrosinistra dovesse essere largo. Dopo l’intervista del leader dei Dem, Dario Franceschini, a la Repubblica, è arrivato il contrordine ai compagni e agli amici del Pd: niente campo largo, ma ognuno per conto suo, se vogliamo battere la destra.
Dunque, marciare divisi per battere insieme la destra. E poi? Dopo l’eventuale vittoria, si deciderà insieme chi deve essere il premier o la premier, come deve essere formato il governo, i vertici delle Camere, eccetera eccetera. Non si esclude un’apertura a Forza Italia.
Campo largo è il nome del progetto politico, rivendicato da Enrico Letta e adottato da Elly Schlein, che punta a mettere insieme tutte le forze del centro e della sinistra per sconfiggere la destra. Il progetto politico di Franceschini (marciare divisi per colpire insieme) richiama invece la strategia militare dei generali prussiani. Lo slogan fu fatto proprio dal sindacato, di fronte alle difficoltà a costruire l’unità sindacale.
Come semplice iscritto al Pd, mi permetto di dire che non condivido per nulla la sortita di Franceschini e credo che il centrosinistra debba essere un’alleanza larga, con un programma condiviso, anche se non al cento per cento, che parli unitariamente al Paese e venga percepito dagli elettori come una coalizione alternativa alla destra.
Ma chi decide la linea politica del Pd? Mi pare questa la domanda cruciale a cui il Pd deve dare una risposta convincente. Nel Pd si discute poco e gli organismi dirigenti non contano nulla.
Faccio notare che il “marciare divisi” di Franceschini viene lanciato all’indomani delle iniziative di gruppi cattolici democratici, benedette da Romano Prodi, che chiedono ascolto politico e non un posto a tavola.
Si vuole mettere un freno a queste istanze? A questo punto Elly Schlein, se non vuole essere sconfessata, deve dire come la pensa, se la sua linea resta quella di marciare uniti, facendo avanzare il progetto del “campo largo”, o se è cambiata la prospettiva.

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