È possibile che l’assessore Scarpinato, politico smaliziato, dopo la dura polemica col sindaco Italia (“Non prendo lezioni da chi (Italia, ndr) non è capace di intrattenere rapporti istituzionali corretti“) abbia voluto dargli un contentino, consentendogli di fare alcuni spettacoli al Teatro greco. Ma il nodo della questione è un altro. Anche quest’anno, infatti, la cavea sarà coperta da impalcature di legno e dunque i turisti per cinque-sei mesi il teatro potranno vederlo solo in cartolina. Ma soprattutto non sono ancora note le risultanze dello studio sullo stato di salute del Temenite, commissionato lo scorso anno dal direttore del Parco archeologico ad alcune università, coordinate dal professore Lorenzo Lazzarini, uno dei maggiori esperti mondiali della pietra antica.
A che punto è questo studio? Il motivo per cui un gruppo nutrito di persone, fra le quali il sottoscritto come la redazione de La Civetta, ha contrastato l’orgia di pop al Teatro greco è basato sulla preoccupazione che la cavea possa subire un danno, oltre che dalle rappresentazioni delle tragedie ateniesi, anche da altri spettacoli. Questa preoccupazione può essere confermata o smentita dagli studi degli esperti nominati da Bennardo dei quali, ad oggi, non si ha alcuna notizia.
Da qui la nostra perplessità sul silenzio caduto sulle loro indagini. Il comitato a difesa del Teatro greco ha condiviso la decisione del direttore del Parco archeologico, architetto Bennardo, di affidare a istituzioni di riconosciuta competenza uno studio sullo stato della cavea del teatro, ma da allora è passato molto tempo, forse troppo, e non vorremmo che si insinuasse il sospetto che l’esito dell’indagine venga gestito dai tempi della politica.

Commenti recenti