SANITA’, IL PERCORSO DI TUTELA, UNA SPERANZA PER AVERE PRESTAZIONI IRRAGGIUNGIBILI.

Chi vi scrive, già molti anni fa, all’introduzione delle classi di priorità delle prestazioni sanitarie subodorò si trattasse di una truffetta intellettuale per far finta di demolire le liste di attesa. Si raggrupparono le prestazioni in base a tanti tipi di priorità legati sia al tipo di malattia e alla necessità di garantirle in tempi adeguati e ragionevoli.

Se fossero state pensate per risolvere i problemi avremmo già visto qualche risultato a distanza di tanto tempo.

L’unico effetto evidente fu ed è quello di allungare le liste di attesa non di diminuirle, mettendo sotto stress pazienti, medici ed operatori sanitari in genere.

La truffa sta nell’ignorare i problemi basilari della sanità pubblica: progressiva riduzione del personale sanitario, riduzione e taglio della spesa e investimenti, riduzione dei ricoveri e dei posti letto. In questi contesti le liste di attesa non si possono contrastare e razionalizzare.

La digitalizzazione in sanità è una grandissima risorsa ma non è una soluzione possibile alla portata di tutti quando la si usa per gli accessi dei malati, riversando su di essi le difficoltà informatiche.

Ci sentiamo di raccomandarlo ai manager quando studiano come arginare le liste di attesa. Per brevità esponiamo gli ostacoli.

  • Il popolo italiano ha ancora una percentuale di anziani e malati assolutamente incompetenti digitalmente.

  • L’analfabetismo di ritorno sicuramente è in aumento.

  • La comprensione dei testi e le procedure digitali riguardano una minoranza di soggetti, molti dei quali non si rivolgono alla medicina pubblica ma quella a pagamento e delle assicurazioni.

  • Usare gli ostacoli burocratici e digitali è un modo vigliacco di limitare la richiesta di prestazioni sanitarie.

  • Le liste di attesa in sé sono un modo per negare salute a chi non ha altre alternative.

  • Assegnare una scadenza o priorità ad una prestazione sanitaria e non rispettarla appartiene più all’ipocrisia che alla razionalizzazione degli accessi, considerando i tagli continui alla sanità degli ultimi venti anni.

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