Nella vicenda (scandalosa e incredibile) del concorso per la Polizia Municipale svoltosi a Melilli nei mesi scorsi ci sono alcune interessanti novità da registrare a partire dall’atto finale, la determina del 23 dicembre scorso grazie alla quale il Segretario Generale del Comune di Melilli, Salvatore Puglisi, ha provveduto alla “rettifica in autotutela di errori materiali e approvazione graduatoria definitiva” del “concorso pubblico per il reclutamento di n. 10 Istruttori di vigilanza” (da subito non 10 ma 20 gli assunti). La graduatoria di 198 scrutinati, tra idonei e non idonei, viene ridotta a soli 43 nomi cancellando i non idonei, cioè quelli che non avevano superato anche la seconda prova prevista, illegittimamente inseriti nella graduatoria, e, dopo un ‘controllo’ degli statini di esami, vengono ‘sanate’ le posizioni di tre inidonei, già assunti a Francofonte portando il voto dell’orale dall’insufficienza (20) alla sufficienza (21).
Rimane il dubbio che sia l’avviso pubblico, in cui gli scrutinati in graduatoria sono diventati tout court idonei, sia la modifica in senso restrittivo della graduatoria, a firma del Segretario Generale, siano da ritenersi atti ammissibili ed ‘efficaci’ in quanto non sottoscritti dalla Commissione concorsuale. Per quanto ne sappiamo, la competenza ad agire in autotutela è individuata in capo all’organo che ha emanato il provvedimento originario, e quindi…
Comunque, fuori dalla ‘sanatoria’ (evidentemente ‘eccessivo’ portare il voto da 18 a 21!) era rimasta la riservataria in 70esima posizione per la quale, nel nostro ultimo articolo, ci chiedevamo quale sarebbe stata la sorte. – Che ne sarà di lei? Certo non potrà restare lì dov’è. Forse, per evitare all’Amministrazione l’accusa di danno erariale, rinuncerà al compenso per i giorni in cui immaginiamo abbia lavorato? –
Ed ecco la prima novità: la sua nomina è stata ‘annullata’ il 3 gennaio, a distanza di 20 giorni dall’assunzione. L’inidonea, a differenza degli altri tre, resta tale sebbene, nella determina di annullamento in ‘autotutela’ di Francofonte, più volte si ripete che la candidata era risultata “idonea non vincitrice con riserva nella graduatoria di merito approvata dal Comune di Melilli”. Erano presenti in graduatoria altri riservatari che dovrebbero ora sostituirla? O il posto spetta a chi, nella graduatoria modificata, si ritrova insperatamente in 26ma posizione (candidato che risulta aver superato la prova orale)?
Infatti non sappiamo se anche da questo punto di vista si sia fatto ‘ordine’. Nella ‘rivisitazione’ della graduatoria, eliminati i non idonei, ‘corretto’ il voto dell’orale di tre candidati, considerati i titoli presentati, al fondo della graduatoria ‘utile’ si è verificato un sommovimento e la seconda degli assunti a Francofonte, è ‘assurta’ alla 20ma posizione, ‘scavalcando’ due nomi che la precedevano al ventesimo e ventunesimo posto. È stata quindi assunta a Melilli o ha preferito non rivendicare nulla?
E veniamo alla seconda novità: il primo ricorso al Tar per il quale il Comune di Melilli, il 13 gennaio, ha provveduto a incaricare in via diretta e senza gara, intuitu personae (procedura corretta) un professionista esterno, avvocato amministrativista, “a tutela degli interessi dell’Ente” a cui ha affiancato “il Dirigente dell’Area Anticorruzione e Affari Generali Prof. Avv. Daniel AMATO, che si interfaccerà e concorderà con il professionista esterno ogni aspetto della difesa dell’Ente e nel superiore interesse pubblico sotteso (sic!)”.
Il ricorso è stato presentato il 7 gennaio da 5 candidati la cui richiesta al Comune di Melilli di accesso agli atti, data l’intenzione di ricorrere contro la procedura concorsuale, trascorsi i 30 giorni di rito, è rimasta inevasa, proprio come le domande inviate da noi alla pec comunale confidando in alcuni chiarimenti in merito allo svolgimento delle prove orale, duramente stigmatizzato da molti candidati con mail alla nostra redazione. Molte infatti secondo i ricorrenti le ‘presunte’ anomalie riscontrate come abbiamo avuto modo di segnalare anche nei nostri articoli: la mancata comunicazione e l’omessa pubblicazione del risultato all’esito dello svolgimento di ogni esame orale; la mancata registrazione delle prove orali nelle prime due giornate d’esame; l’impossibilità di conoscere i criteri sulla base dei quali sono state formulate le domande durante gli orali e delle valutazioni attribuite alle mancate risposte e altro.
Il silenzio dell’Amministrazione, a quanto risulta neanche motivato, violerebbe in sostanza quei principi di pubblicità e trasparenza su cui deve fondare l’azione amministrativa e che sono espressione del buon andamento e dell’imparzialità della stessa.
Un’ultima considerazione su questa vicenda per la quale è davvero difficile trovare un’adeguata aggettivazione: al di là dei commenti sui social delle persone direttamente coinvolte (commenti che aprono a scenari davvero inquietanti sui concorsi indetti dagli enti locali), ci appaiono stupefacenti il sostanziale disinteresse dei media e il silenzio generale degli esponenti politici a tutti i livelli e di qualsiasi appartenenza.

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