Consiglio Comunale e rappresentanza di genere: primitivismo politico e responsabilità del sindaco Italia

A ottobre dello scorso anno un gruppo bipartisan di 20 donne, rappresentanti di istituzioni di vario livello, lanciò questo appello: “Anche la Sicilia, come avviene ovunque oltre lo Stretto, ha diritto ad una norma che valorizzi davvero la presenza di genere nelle giunte comunali con un minimo fissato almeno al 40 per cento”.

E la politica siracusana deve decidere se stare oltre lo Stretto o rinchiudersi, come ha fatto finora, in un primitivismo politico che considera la presenza femminile come una riduzione di posti per gli uomini. Il sindaco Italia è il principale esponente di questo pensiero primitivo, in quanto spettano a lui la formazione e la composizione della giunta. Oggi, a Palazzo Vermexio su 9 componenti della giunta vi è una sola donna. Una vergogna.

La proposta di Sara Zappulla mirava, con parole equilibrate e di buon senso, a porre al Consiglio comunale un’esigenza di equilibrio di genere che poteva essere accolta come una raccomandazione al sindaco di aumentare la presenza delle donne in giunta, anche senza vincoli percentuali.

I consiglieri della maggioranza che sostengono l’attuale sindaco, tra cui il sedicente Pd, Buccheri, hanno reagito in maniera scomposta, rimproverando a Sara di non aver votato la presidente di una commissione, dimenticando che lei è all’opposizione e non una stampella della maggioranza.

Prendersela con i consiglieri di maggioranza non ha comunque senso perché privi di autonomia decisionale, specie su una materia, il rimpasto, che è di “proprietà” di due, tre persone. In questo quadro, la meritoria proposta di Sara Zappulla ha dato la stura alla vecchia e stantia contrapposizione politica uomo vs donna.

Che il sindaco Italia non abbia ritenuto di dire una parola non deve meravigliare perché, al di là delle aperture di circostanza, il signore del Vermexio, pur di far quadrare le esigenze dei “proprietari” della politica comunale, è disposto a passare sul corpo dell’equilibrio di genere.

Diversi mesi fa, Italia, nell’imminenza di un rimpasto poi rinviato, dichiarò che o i partner di maggioranza gli segnalavano i nomi di donne da inserire in giunta o ci avrebbe pensato lui. Aspetta e spera.

Ho sempre pensato che il sindaco di Siracusa non ama politicamente le donne.

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