VERDE TERAPEUTICO, LA TESTIMONIANZA DI IELSE SPECIALE E L’ESPERIENZA DI AUGUSTA

Nelle scorse settimane, a Pistoia, esperti, professionisti, e appassionati si sono riuniti per condividere studi ed esperienze, analizzando le proprietà terapeutiche e curative della natura, di alberi e piante, degli spazi verdi e il loro impatto sulla salute psicofisica degli esseri umani. Il contesto è stato il “3° Convegno nazionale sul verde terapeutico” che proprio nella città toscana ha avuto luogo di recente, presso lo spazio convegni degli storici “Vivai Mati”.

Il punto di partenza dei lavori è stata l’esperienza specifica della città toscana che ha ospitato la due giorni di lavori, infatti, il sindaco Alessandro Tomasi, che ha aperto gli interventi, ha evidenziato che la città si stia confermando come un punto di riferimento per la promozione del verde come risorsa terapeutica. Tra i relatori del convegno vi è stata anche Ielsa Speciale, responsabile e coordinatrice delle attività di agricoltura sociale svolte ad Augusta, che nel corso dell’evento è intervenuta per raccontare l’esperienza, ormai consolidata, riguardo gli “effetti del verde terapeutico sulle persone con disabilità”.

Le Università di Bologna e di Firenze mi hanno inserito tra gli esperti di verde terapeutico – spiega Ielsa Speciale – in particolare per quanto riguarda l’orticoltura terapeutica e per questo motivo mi hanno invitato al convegno e hanno confermato la mia presenza anche nell’edizione del prossimo anno. Pistoia è una città in cui il verde è molto curato, che possiede una grande cultura del verde ed è sede di importanti imprese vivaistiche”.

Cosa puoi raccontarci di questa esperienza?

Il convegno si è svolto in due giornate piuttosto impegnative ed ha visto la partecipazione di addetti ai lavori ed esperti, sia italiani che stranieri, che usano il verde terapeutico in diversi ambiti della medicina e dell’assistenza, basti pensare ai giardini che vengono realizzati nelle scuole, che nel nord Europa sono molto diffusi.

Il verde terapeutico ha lo scopo di migliorare il benessere a tutti i livelli, sia per chi ha una malattia o una disabilità. In particolare, con i malati psichici con cui lavoriamo, l’agricoltura sociale dà ai ragazzi la possibilità di uscire di casa, di stare a contatto con la natura, di esprimere le loro capacità, anche se alcune disabilità rendono molto difficile questo genere l’interazione e questo genere di opportunità. Durante il convegno, però, è stata condivisa l’esperienza di alcuni ospedali del nord Europa che consentono anche i disabili più gravi di stare fuori dalle loro stanze, durante le belle giornate, in mezzo alla natura”.

Quali sono stati i contenuti del tuo intervento?

Io ho portato la mia testimonianza a proposito dell’esperienza che abbiamo avuto ad Augusta in questi cinque anni di orticoltura sociale, svolta con ragazzi con disabilità psichiche presso le serre della “Palumma”, una terapia che ha consentito loro di entrare in contatto con la natura e gli animali, facendo emergere le proprie qualità. Accanto alla terapia farmacologica, infatti, il verde terapeutico facilita il miglioramento, anche fisico, delle loro condizioni di vita, ad esempio abbiamo riscontrato nel tempo lo sviluppo di una maggiore resistenza alle malattie e un incremento della risposta immunitaria.

I risultati ottenuti dai ragazzi che seguiamo sono stati importanti, in questi anni hanno imparato le tecniche agricole di base, il ciclo naturale delle piante, come fertilizzare il terreno in modo naturale, come creare un impianto di irrigazione. La possibilità di fare le cose con molto tempo e molta cura ha consentito loro di imparare e acquisire queste competenze, raggiungendo anche l’obiettivo di una maggiore consapevolezza delle proprie capacità e una maggiore fiducia in sé stessi, facendo così crescere la propria autostima, combattendo la sfiducia e raggiungendo una maggiore autonomia. Con il tempo hanno imparato a gestire da soli le varie attività, infatti, l’agricoltura sociale insegna loro a gestirsi anche nella vita privata, ad organizzarsi, ad affrontare la fatica”.

Quali sono le principali difficoltà che dovete affrontare per svolgere questa attività in Sicilia?

Nel corso del convegno ho avuto modo di conoscere il rappresentante di una associazione di San Cataldo che gestisce un podere in un’area confiscata alla mafia, insieme abbiamo sottolineato quanto difficile sia fare agricoltura in Sicilia per via del gran caldo estivo e della carenza di acqua. Malgrado ciò, al convegno sono rimasti tutti molto colpiti dai risultati e anche dai prodotti agricoli realizzati dai ragazzi. È stato molto bello mettere in luce i ragazzi, proiettando nel convegno le loro immagini, le fotografie del loro lavoro e le interviste realizzate al centro”.

Qual è il corretto modo per approcciarsi al vostro lavoro?

Innanzitutto, la cosa più importante è conoscere la disabilità, non ci si può improvvisare, infatti, noi abbiamo un gruppo di specialisti, psicologi, esperti in pedagogia, tecnici della riabilitazione che seguono i lavori. È inoltre, fondamentale che ci sia tanta disponibilità e pazienza nei confronti dei ragazzi. Si tratta, comunque, di un tema molto ampio e complesso, ad esempio nel corso del convegno sono intervenuti anche architetti specializzati nella realizzazione di giardini terapeutici e medici che hanno raccontato l’esperienza di ospedali in cui si realizzano orti rialzati.

Il verde terapeutico, infatti, si può fare ovunque, nelle scuole, nelle case di cura, basta avere un minimo di spazio necessario per realizzare un orto. So che ad Augusta si stanno muovendo alcune scuole per realizzare progetti di orticoltura con l’uso dei cassoni, le visite didattiche presso la nostra struttura hanno ispirato molti insegnanti e li hanno convinti della possibilità di realizzare questi progetti anche nelle loro scuole”.

Il verde ha anche ricadute di natura sociale oltre che terapeutiche.

Le persone possono vedere nel verde un risvolto positivo per la propria vita, una fonte di benessere e di rassicurazione. Se a tre metri dalla tua finestra hai degli alberi o delle piante, persino lo stato d’animo cambia”.

(nella foto Ielse Speciale al centro tra gli organizzatori del convegno)

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